[Ep. 11] Fuoco

Episodio 11. ( [prevEp] – [nextEp] )
Regno del Nord, di Lorena Laurenti

Le obiezioni di Lerill non la toccavano più, Annael voleva sapere. Un sentimento latente stava spingendo per emergere, ne poteva percepire quasi il gusto. La sua anima bramava la spiegazione che i monaci non le avevano mai dato.
“Potete fidarvi di me”, esordì sicura. L’azzurro dei suoi occhi si perse nello sguardo di Dagon. Un’espressione seria che non ammetteva altri commenti, nemmeno da parte di Lerill. Se provava un sentimento nei suoi confronti, anche minimo, avrebbe dovuto comprendere. Si voltò verso di lui per un istante soltanto, una piccola esitazione che la destabilizzò. Ciò che trovò sul suo viso non era delusione come si aspettava, era preoccupazione. Il modo in cui corrucciava le sopracciglia, la piega delle sue labbra… lui sapeva qualcosa. Che cosa significava? Perché era l’unica a ignorare il suo passato? La rabbia le salì dallo stomaco esplodendo sulle guance incandescenti. Il calore che aveva provato più volte in quei giorni si manifestò ancora. Cercò di urlare, di esternare il senso d’impotenza che l’aveva accompagnata negli ultimi dieci anni, ma al posto delle parole divamparono fiamme. Il fuoco avvolse il suo corpo quasi fosse una seconda pelle, lasciandola senza fiato.
Il guerriero fece un passo indietro, affascinato eppure non sorpreso. Annael inorridì.
“Avrei voluto prepararvi a questo, speravo di averne il tempo”, disse Dagon avanzando verso di lei, “ci sono molte cose che devo spiegarvi.”
“State lontani da me!” Agitò un braccio, nel tentativo di respingerlo e un fascio di fiamme si staccò dal suo corpo, roteò nell’aria fino a bruciare l’uomo. Lui non reagì, non gridò, nonostante la mano ustionata non si distanziò da Annael, dal mostro che era diventata.
Le lacrime presero il sopravvento sull’ira. La rabbia scemò lentamente e le fiamme scomparvero. La ragazza si accasciò su se stessa, stordita e confusa. Non si era mai sentita tanto sola e impotente. Serrò gli occhi coprendosi il viso con le mani. Ascoltò il vento sibilarle parole incomprensibili nelle orecchie mentre la terra l’accoglieva. Ogni sensazione le sembrava amplificata.
“Non è una stregoneria, ciò che avete provato è un dono prezioso. Gli Dei vi hanno benedetto Annael, è ora che vi svegliate, voi siete l’erede che Ebdor aspettava da tanto.”
Gli Dei l’avevano benedetta? Erede? Annael non si sentiva affatto benedetta, avrebbe voluto scomparire, tornare nell’oblio da cui era emersa anni prima. Non voleva più le spiegazioni di Dagon, non se significavano farla diventare una creatura orribile.
In preda alla disperazione afferrò un lembo della casacca di Lerill: “Vi prego, portatemi via.”

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Che cosa succede ora?

  • I contrabbandieri li attaccano (25%)
    25
  • Dagon non la lascia andare (25%)
    25
  • Lerill confessa l’amore per Annael (50%)
    50
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