Ladri di anima

Dove eravamo rimasti?

Che cosa decide di fare la protagonista? Affronta la villa. (75%)

IstintoUna casa disabitata, niente di più. Me lo ripetevo da quel mattino, invece di ascoltare le lezioni mi torturavo con quei pensieri. “Sii realista, Laura”, dicevo tra me e me, “è solo frutto della tua mente, è una casa vuota, non ci sono inchieste sull’abitazione, né casi di morti misteriose. Non si tratta di qualche fantasma che non riesce a darsi pace. Da quando ti lasci condizionare in questo modo? Tu sei realista, che cosa ne è stato della ragazza orgogliosa, del suo sangue freddo? Di quella che ride davanti ai thriller prendendo in giro Anna?”
Era così. Mi ero semplicemente lasciata suggestionare, lo stress per gli esami di ammissione, le ore di studio, l’inizio imminente dello stage, ero soltanto stanca, la mia mente aveva cercato un escamotage per fuggire dalla realtà. Tutto qui. Quel pomeriggio, tornando a casa, avrei guardato la finestra dal treno per l’ultima volta, era ora di finirla con quegli inutili drammi adolescenziali, avevo passato da un pezzo l’età per certe stupidaggini.
Eppure ogni movimento risultava lento, i miei muscoli parevano assopiti. I due gradini per entrare in treno mi erano sembrati come una montagna da scalare, la borsa a tracolla quasi un masso che cercava di spingermi giù. Il cuore mi martellava in petto, gli abituali rumori erano a tratti ovattati, a tratti amplificati.
“Non ha smesso un secondo di piovere”, sentii commentare a una donna sui quaranta, mentre si scrollava dalle spalle l’impermeabile. Feci un cenno della testa senza prestare reale attenzione, tutte le mie energie residue erano focalizzate al centro del mio petto, un tamburo che riempiva ogni pensiero. Una sola voce premeva con insistenza per uscire: “Raggiungimi.” Quella parola mi balenava attorno da quando ero salita sul treno.
‘Raggiungimi?’ Pensai. Chi dovevo raggiungere? Stavo superando ogni limite e non poteva succedere. Lasciai cadere la borsa sul sedile, ignorai la faccia sorpresa della donna e mi fiondai in bagno. Anche se il cartello recitava a parole chiare: ‘acqua non potabile’, mi sciacquai il viso e bevvi avidamente. Poi osservai il mio riflesso, le occhiaie scure mi circondavano gli occhi, un gusto ferroso mi pungeva la gola.
“Smettila!” dissi ad alta voce, senza sapere nemmeno a chi mi riferissi. Il treno diede uno scossone, i freni iniziarono a cigolare, stavamo per giungere alla fermata prima di quella della villa. Nonostante l’acqua appena ingurgitata, mi sentii la gola secca. Asciugai in malo modo il viso con una salvietta di carta e uscii in corridoio. Per un istante fissai le porte aperte nel piccolo atrio, le pozzanghere scure sul cemento nella stazione priva di pensilina. Un fischio le fece richiudere di botto e un secondo scossone animò nuovamente il treno. Rimasi impassibile, lo sguardo fermo su un punto vuoto, il corpo inerte che si lasciava dondolare. Anche se il treno procedeva spedito, dentro di me tutto era bloccato; improvvisamente una paura atavica mi fece annodare le viscere. La sentii in maniera nitida, come un pugno che si agitava nell’intestino.
‘Non posso andare avanti così.’ Quel pensiero fu come il verdetto finale. Come una sentenza di morte imminente.
Quasi senza rendermene conto mi ritrovai nella carrozza, afferrai la mia borsa e ritornai in corridoio. Ora non c’era più alcun rumore, le voci dei passeggeri si erano spente così come si erano attutiti i miei pensieri. Rimaneva solo quel dolore e il fracasso che arrivava dal mio petto. Un battito per ogni passo, fino a quando le porte si spalancarono e una voce meccanica annunciò il nome della fermata.
Obbligai i miei piedi a muoversi, la testa a piegarsi in alto. Villa Maria era davanti a me, a pochi minuti di cammino, ben nascosta dalla fitta vegetazione. Mentre la pioggia m’inumidiva i capelli, sentii i polmoni bruciare, l’aria venire meno e quella parola riecheggiare ancora, bassa e gutturale: “Raggiungimi.”
Scossi la testa e provai a farmi forza. Avrei lottato contro l’istinto, contro quell’insensata paura. Sarei andata nella villa.

Che cosa succede?

  • Laura cambia idea all'ultimo minuto e scappa (6%)
    6
  • Laura sviene prima di entrare e si ritrova in un posto sconosciuto (56%)
    56
  • Laura scopre che la villa è abitata (39%)
    39
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155 Commenti

  • Il racconto è proprio molto bello, ho aspettato con ansia l’uscita di ogni capitolo e …….
    adesso aspetterò con ansia l’uscita del libro!
    Molto brava a trasmettere le emozioni (per questo mi è piaciuta molto anche la trilogia).

  • Se volete restare aggiornati sulle prossime pubblicazioni vi lascio qualche indirizzo:
    il mio blog: http://www.lorenalaurenti.it/
    il sito ufficiale della saga che ho già scritto: http://www.prophecy-of-tri.com/
    il mio profilo twitter: https://twitter.com/Prophecy_of_Tri
    la pagina Facebook: https://www.facebook.com/Tri.Prophecy
    Se non avete ancora letto TRI vi consiglio la trilogia completa per ebook che ho pubblicato pochi giorni fa (contiene materiale extra che non c’è nei libri separati): http://www.amazon.it/TRI-completa-contenuti-inediti-ebook/dp/B00AIBPVLO/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1355144237&sr=8-4

    A presto! 🙂
    Lorena

  • che finale!! spiazzante! o meglio, mi aspettavo un colpo di scena ma non così tanto 😀
    bravissima, una degna conclusione di questa storia interattiva.
    e ora c’è solo da aspettare il libro che scriverai sulla base di questo racconto, giusto? 🙂

    • Perché è un finale aperto che nasconde molte cose:
      Chi è questo spirito? Che rapporto ha con la donna col vestito rosso? Perché Laura è una di tante? A cosa gli serve l’energia? Chi è questa ragazza “giusta” che nominano?
      Il racconto era il prequel del mio prossimo romanzo attualmente in fase di scrittura 🙂

  • sono incappata oggi su questo sito e ho letto d’un fiato il tuo racconto. davvero molto bello e ben scritto. hai già pubblicato qualcos’altro? sarei molto curiosa di leggere altre opere tue 🙂
    complimenti vivissimi, tra tante idiozie che si leggono al giorno d’oggi (anche pubblicate da edizioni importanti) una persona che finalmente scrive bene, in modo semplice, ma avvincente, è merce rara e preziosa!

  • luca mi parla sempre di te e è vero che il tuo racconto è avvincente e scritto molto bene
    io penso che dietro il soprannaturale c’è sempre una spigazione e anche in questo caso nella villa ci sarà un umano che vuole qualcosa della ragazza, penso

  • Vicenda di grande spessore letterario. Non posso che rimproverarmi l’aver indugiato tanto a lungo prima di affrontarne la lettura. A questo punto non posso che proseguire con la lettura dei tuoi libri che mi dicono essere molto belli.

  • mi piace proprio come hai introdotto l’elemento Rosa in questi ultimi capitoli finali, fanno una bella coppia lei e Patrick 🙂
    però non posso resistere: devo votare per il confronto diretto con lo spirito, il finale deve proprio lasciarci lì!

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