Un viale di bambole

Una lama per Orz« Se non ti levi di là ti rompo le ossa! »
La mattina squagliava il suo oro sui tetti di Cabassyrion, mentre le ombre del vicolo si ritiravano silenziose. Sulla scalinata del tempio un uomo stava rannicchiato, sembrava un cumulo di stracci, mentre il vecchio custode impugnava minaccioso la sua ramazza.
« Mi hai sentito? »
« Ti ho sentito, ti ho sentito…»
Il poveraccio si sollevò lentamente, guardando di sbieco il custode. Schioccò la lingua e si stiracchiò mugolante.
« Quanto sono scomodi, questi maledetti scalini.»
« Maledetti? » urlò il custode sgranando gli occhi « Tu, tu sei maledetto! Questi scalini sono sacri, come sacro è il Tempio di Cabassyrion! Vattene via, straccione!»
Orz Grim sorrise stancamente e scese i gradini con andatura claudicante. Raggiunse in breve l’abbeveratoio a lato del sagrato, e prese a sciacquarsi la faccia rugosa, sulla quale spuntava una barba ispida color del ferro.
Cacciò una mano nel mantello lacero, prese un tubero striminzito e cominciò a masticarlo rumorosamente. Due donne passarono di là allungando il passo, tenendo gli occhi abassati; portavano una cesta piena di bambole.
Orz notò che una bambina dagli occhi neri lo stava osservando dall’uscio di una povera casa.
« Ciao » le disse, asciugandosi un rivolo sotto gli occhi col lembo del mantello « E tu? Non le porti le tue bambole al Viale?»
« No » rispose la piccina.
« Davvero? » rispose Orz sorridendo « Ma allora sei proprio una piccola ribelle… Non lo sai che è il compleanno della vecchia Regina, ed ella vuole sfilare in un Viale pieno di bambole?»
La bimba s’alzò di scatto, fece una linguaccia e scomparve nell’uscio chiudendosi la porta alle spalle.
Il mendicante zoppo si fece una grassa risata, e lasciò il sagrato del Tempio.
Cabassyrion cominciava a fermentare per il grande giorno. Le vie pullulavano di giocattolai con i loro carretti, c’erano bambole e pupazzi dappertutto, appesi ai lampioni, strabordanti nelle ceste di vimini, a grappoli sotto le finestre.
Orz sgusciò in un vicolo cieco scansando i gattacci di strada, e finì sotto l’insegna di quercia di Rorke Tharren. Sfilò dal tacco dello stivale una moneta d’oro, ed entrò nella bottega.
« Salute, mastro Tharren!»
« Salute a te, Grim » brontolò l’armaiolo « Cosa posso fare per te?»
« Puoi darmi un pugnale » rispose il mendicante facendo tintinnare la moneta sul bancone.
« Che tipo di lama?»
« Una lama che entri nel cuore con un solo fendente.»
Mastro Tharren mise la moneta in un cassetto, e sfilò dalla rastrelliera uno stiletto d’acciaio scuro.
« Posso darti questo.»
Orz impugnò l’arma, la girò e la rigirò. Ne saggiò il filo, poi la nascose nel mantello.
« Orz » disse l’armaiolo mentre l’altro già stava dirigendosi verso la porta « Non metterti contro Calquid. Non riuscirai neanche ad avvicinarti, i suoi sgherri ti faranno fuori prima che tu possa sputargli sugli stivali.»
« Terrò a mente il tuo consiglio, mio buon amico » rispose lo straccione « Non gli sputerò sugli stivali.»
Ed uscì, inghiottito da una folla che si riversava per il quartiere come un torrente impetuoso, uomini con bimbi sulle spalle, giovani in brigate rumorose che si spintonavano ridendo, cani che latravano impazziti. La corrente del popolo lo trascinò fino ai margini del grande viale centrale, agghindato e lustro per la parata.
Orz s’arrampicò a fatica sul davanzale sporgente di un finestrone, al pian terreno di un palazzo. Aggrappato all’inferriata s’alzò in piedi, e scorse in lontananza il lento e chiassoso arrivo del Circo con i suoi carrozzoni rossi, i suoi acrobati, i prestigiatori e i domatori di fiere. Scese con cautela, facendo attenzione a non gravare tutto il peso sulla gamba ferita e si fece largo tra la folla.

Chi interrompe il cammino di Orz?

  • Un cadavere a lato della strada (14%)
    14
  • Una guardia insospettita (43%)
    43
  • Una venditrice di bambole (43%)
    43
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