Il piccolo Cisco ed i pastelli rosso vendetta

Non c’è amore nel cuore dell’istruzione pubblicaSua madre l’aveva chiamata Deborah e la credeva una principessa. Io la chiamavo Debby perchè sapevo che non era una principessa.

Il suo viso giace inerme e senza vita a fianco della scatola di costruzioni ed il sangue nero si allarga sotto le gambe arrugginite dei banchini. Il grembiule bianco è zuppo come i biscotti colmi di latte con cui Angela mi imbocca tutte le mattine. Dal gracile collo, che fino a poche ore prima sapeva di shampoo alla vaniglia, sgorgano lenti fiotti di vita che si allargano per la stanza. La lama di un appuntalapis.

Sono in ritardo per il nostro appuntamento e sono il primo, oltre all’assassino, ad averla vista in questo stato. Devo sbrigarmi. Controllare tutto prima che scoprano il cadavere e che gli indizi che possano portarmi a quel bastardo, scompaiano nel panico generale.

Passo la mano sulla Ruger che tengo sempre sotto l’uniforme scolastica. Mi rassicura, tutto andrà bene.

Tra le dita stringe forte dei pastelli rosso scuro. Un foglio su cui stava disegnando un sole triste è ancora asciutto, poco lontano dalle sue scarpine rosa. Lo raccolgo. Delle piccole orme si allontanano dal corpo e si diradano fino a perdersi vicino alla porta. Una scarpa maschile.
I giochi sono in ordine. Deborah conosceva l’assassino, si è fidata di una iena travestita da pecora.
Sei sempre stata un’ingenua Debby.

Bevo un sorso di latte dal biberon, freddo come il mio cuore e la canna della Ruger. Mi apposto fuori dall’aula, nel corridoio vicino agli armadietti.

Povera Annina, non sa che ricorderà per sempre la scena a cui sta per assistere.
Un urlo squarcia il silenzio e va a riversarsi in cortile, dove ingenui ragazzini giocano a guardie e ladri.

In pochi minuti la classe si riempie di insegnanti e bidelli. Faticano a tenere gli altri bambini fuori e la calca davanti alla porta si infittisce.

Le due gemelline Baccelli, le amichette del cuore di Debby, sono per mano alla maestra Daniela. Per un attimo i loro sguardi cispiosi si incrociano e le vedo trasformare i pochi denti da latte che hanno ancora attaccati alle gengive, in un ghigno.

Una figura si tiene distante dalla folla urlante: trema e si guarda attorno con occhi allucinati.
E’ Tonio…la causa del mio ritardo.
Appena mi nota fugge verso il bagno.

Io capisco che il tempo per la ricreazione è finito.

Cosa farà ora Cisco?

  • spara a qualcuno (18%)
    18
  • interroga le gemelline Baccelli (55%)
    55
  • insegue Tonio (27%)
    27
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95 Commenti

  • … che finale elbenasso, che finale.
    mi sono un po’ commosso…
    ho seguito con tanta passione questa storia, dallo stile unico secondo me.
    forse è così che doveva andare, martire di una battaglia che nessuno voleva combattere. si è caricato il peso della missione, si è immolato, e ha fatto terra bruciata.
    povero Cisco. ma bravo tu 🙂
    complimenti!!

  • grande cisco, e grande ale! forse avrei preferito una fine diversa (non sto a spoilerare che magari c è chi legge i commenti prima della fine) ma è eccezionale anche questa a conclusione di questo giallo che tanto mi è piaciuto e che ho seguito sin dall inizio 😉

  • stupenda, questa storia è stupenda :D! è tra le mie preferite in assoluto, ne parlo a tutti i miei amici ahahah
    voto per il tradimento di Mirka, vediamo cosa t’inventi
    adoro questo protagonista, eroe maledetto sui generis

  • prima un po di preliminari: deve “fottere” le gemelline e avvicinarsi piano piano al gitano, deve farlosentire col fiato sul collo per fargli sapere cosa vuol dire avere paura!
    e poi le gemelline è da un po che devono pagare per le loro malefatte!

  • l’idea di un racconto del genere (posso immaginare dal titolo e dalla trama, per ora) ambientato in un asilo e con protagonista un bambino così piccolo è così surreale e originale che già mi intriga a tal punto da decidere che devo assolutamente leggere questa storia ancora prima di cominciare a farlo effettivamente..
    poi con commenti così positivi come quello di Emme (il cui racconto mi piace un sacco) non posso fare altrimenti

  • Che stile che stile! Questo racconto mi convince sempre più andando avanti.
    Anche perché mantieni il livello surreale con dettagli come la Coccoina, le manette di Dido (geniali!), e reali come l’idea delle pistole nel bagno.
    Sei davvero bravo!

  • le gemelline ci sono dentro fino al collo e inseguirle prima che facciano altri danni è per me la cosa migliore…potrebbero trovare Bosco ed eliminarlo prima che Cisco possa almeno strappargli gli occhi e qualche informazione XD

  • Questo racconto é davvero surreale! Wow! É strano… e allo stesso tempo avvincente. Complimenti.
    Secondo me deve continuare a inseguire le gemelle, ma é un pedinamento per vedere chi incontrano. In queste condizioni non può affrontarle di nuovo.

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