La vita perfetta

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Luca? Segue Jeroma (83%)

SMS

Intanto Jeroma continuava a suonare.

Luca pensò seriamente di buttarsi tra i binari. Il treno successivo si stava avvicinando.

Grande cazzata.

Luca si voltò verso Jeroma e indietreggiò dai binari.

Dove andiamo? Luca lo disse con un che di infantile. Come un bambino che si rivolga al padre.

Tu vuoi vivere, rispose Jeroma mentre riponeva la chitarra nella custodia.

Io posso portarti a una vita nuova. Ma devi fidarti.

Luca tirò un respiro profondo. Come volesse inspirare il coraggio che fino ad adesso non aveva avuto.

Andiamo, fece, e lo seguí.

Salirono le scale della metro, fuori era buio pesto e non pioveva più.

Jeroma camminava davanti e Luca dietro come una grottesca fila indiana.

Luca si costrinse a non pensare.

A quello che aveva fatto, a quello che stava per fare e quello che non avrebbe fatto mai più.

L’aria della sera lo rinvigoriva. Si sentiva un serpente, come se a ogni passo perdesse un pezzo della vecchia pelle che lo avvolgeva. Si tolse la cravatta e la gettò in un cestino.

Jeroma svoltava a destra, poi a sinistra, poi andava dritto e poi di nuovo a destra.

Arrivarono a un capolinea di pullmann.

Luca sali’ dopo Jeroma che si sistemò sui sedili in fondo.

Hai fame? Gli chiese.

Si, rispose Luca. E si divisero un pezzo panino col prosciutto.

Il pullman partì dopo una ventina di minuti.

Luca era sereno ma aveva un tarlo, come una spina puntata sul fianco. Cercò di scacciare il pensiero e guardare avanti.

Chiedimelo. Disse Jeroma. 

Luca chiuse gli occhi un attimo e li riaprì.

Ho bisogno di sapere di chi era l’ultimo messaggio che hai letto sul mio cellulare.

Jeroma lo guardò serio.

Non credo tu ne abbia bisogno.

Lo devo sapere lo stesso.

Jeroma guardò fuori dal finestrino. Le luci della città si facevano sempre più sporadiche. Tra poco se la sarebbero lasciata alle spalle.

Ok. Fece.

Te lo dirò.

Quale sarà il messaggio?

  • Mittente: Sconosciuto. Luca, so cosa hai fatto. Vediamoci domattina alla stazione Termini alle 10. Verrò io da te. (100%)
    100
  • Mittente: Serena (l'amante). Luca ho deciso di abortire. Sono al Sant'Eugenio. Vieni, ti prego. (0%)
    0
  • Mittente: sua moglie. Luca devi dirmi dove sei! La polizia ti sta cercando. (0%)
    0
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64 Commenti

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  1. Trix ha detto:

    Mittente sconosciuto. Intrigante la personalità di Jeroma.

  2. maria algures ha detto:

    Sono arrivata solo ora al tuo racconto, e non sono riuscita ancora a leggere tutti gli episodi. Leggendoti, ho pensato al “Rap”: frasi corte, sincopate, alti e bassi nel ritmo… la storia sembra interessante.
    🙂

  3. Lucia Sparagna ha detto:

    Mittente sconosciuto. Storia che non mi sto godendo come dovrei per la rapidità della pubblicazione. Intanto, sento una appartenenza alle zone di riferimento….da ex romana…. Sento il brivido dei ricordi.

  4. SilentiUmbra ha detto:

    Ho scelto lo sconosciuto non tanto perché le altre due opzioni mi sembrano poco coerenti.(in un sistema di evoluzione tecnicocentrica sia la moglie che l’amante possi inviare simili sms, a livello psicologico le cose coincidono, la moglie sceglie una via diretta di collegamento mentre l’amante sceglue il mesaaggio perché più impersonale rispetto al passo che sta per compiere) uno sconosciuto rende il racconto più intrigante e apre nuove possibilità alla storia, andando a mettere le basi per un nuovo binario di situazioni e sentimenti.

    in ogni caso complimenti simone, storia sempre bella e che prende molto 🙂

  5. aless ha detto:

    Una moglie e un’amante non comunicano simili notizie importanti via sms, secondo me… ho votato perché un anonimo dica che sa cos’ha fatto. Cosa che potrebbe aprire molti nuovi percorsi, strati narrativi intriganti… e poi rifuggo il Sant’Eugenio 🙂

  6. Lucia Sparagna ha detto:

    Si fa dare il numero dalla moglie. Simone, prometto di leggerti con tanta calma e di farti un commento decente. Per adesso ti lascio segui storia, questo commento e il voto.
    Sono una donna di parola, ci sarò. Grazie per l’apprezzamento nei miei confronti. Un bacio.

  7. Alex Sanmarco ha detto:

    Ottimo Simone.
    Però la mia impressione è che bisognerebbe dare più sostanza ai personaggi.
    Ciao

  8. namor ha detto:

    anch’io ho votato per l’opzione in fondo più plausibile in questo momento della storia.
    Quello che mi manca, in un contesto di fuga del protagonista, è un approfondimento (magari con qualche accenno qua e là, non certo per appesantire il ritmo narrativo che peraltro nel tuo caso è piuttosto dinamico anche grazie al modo di raccontare minimalista) sui motivi che lo hanno spinto a gettarsi d’un tratto dalle spalle il carico della sua vita ordinaria per un’esperienza “on the road”.
    A presto. 🙂

  9. SilentiUmbra ha detto:

    Ho letto i capitoli dal primo all’ultimo e devi dire che mi piace molto il tuo stile, naif ma mai banale, la storia scorre lenta come un fiume su pietra, ha il malinconico di un film in bianco e nero d’altri tempi dove le.parole sono sostituite da musiche di archi. Mi piace un mondo e ti seguo fedele, te e il tuo racconto. Ho scelto che luca segue jeroma (nome molto bello, posso chiederti come l’hai scelto?) perché mi sembra uno spirito guida quasi, aspetto attento il seguito 🙂

    • Simone Gray ha detto:

      Ti ringrazio per l’interesse.
      Ho voluto riprendere questa storia lasciata in sospeso perché una notte l’ho sognata.
      Il ragazzo originariamente doveva chiamarsi Jerome. Ma poi per merito di un errore ortografico è diventato Jeroma. E ora non credo potesse avere nome migliore di questo. 🙂

  10. aless ha detto:

    Leggo dai commenti e dalla data di pubblicazione del racconto che tu appartieni a un mondo ormai passato. Qui non c’è più quasi nessuna delle persone che ti seguiva, nemmeno conosco i loro volti… sei uno che pubblica un episodio l’anno? eheheheh
    bene, allora seguo… a mio rischio e pericolo, sapendo che ogni volta dovrò tornare indietro a leggere, poiché dopo mesi avrò dimenticato sicuramente qualcosa. 🙂
    Ma la storia sembra interessante… anzi lo è .
    Segue Geroma.

  11. ggrch ha detto:

    il vecchio col cartello!
    mi ero perso l’ultimo episodio ma ho visto che ero ancora in tempo! 😉
    ora però è tempo di leggere il prossimo!!

  12. lucarossi369 ha detto:

    Che fuga! Triste, povera Serena! Sarebbe bello se potessimo cosa ha provato di fronte a quella fuga improvvisa. E la libertà di Luca… ma a che costo?
    Il caldo abbraccio mi ha ispirato la ragazza magra.

  13. ha detto:

    Decisamente il vecchio col cartello.

  14. mp2133 ha detto:

    ho votato la ragazza magra ma credo di aver causato parità 😀
    cmplimenti comunque, bell’episodio!!

  15. aurorafilippi ha detto:

    Siccome mi fa strano… ho votato per il vecchio XD

  16. giuliamenegatti ha detto:

    Ero un po’ indecisa, alla fine ho votato per il ragazzo con la chitarra..

  17. emmabi ha detto:

    …nella terza riga del terzo episodio ci sono due errori ortografici, mi sembra,….ciao a tutti…

  18. lucarossi369 ha detto:

    Sotto le rotaie, no! Ci sono le telecamere…
    Secondo me deve reagire da vero uomo: fuggi! Più lontano che puoi… Chiosco di fajitas in Brasile!
    Scherzo, naturalmente… Però un Luca di questo tipo me lo vedo!

  19. emme ha detto:

    Gettarla sotto le rotaie? Non mi immaginavo questa possibilità! 😀
    Però voto per la finta, e la nuova fuga. Perché Luca scappa anche da lei, da tutto. Cerca un modo o un luogo per ricominciare da capo.

  20. RosBattiato ha detto:

    Non si possono ignorare le formiche rosse. Ho votato per la follia massima: la spinta!

  21. lucarossi369 ha detto:

    Dura la scelta. Mi piacerebbe vederlo sgamato dalla moglie, ma la morbosità dell’amante dalla quale vuole comunque allontanarsi mi affascina…

  22. Selasia ha detto:

    Nella continua altalenanza tra sogno e realtà…comunicando con se stesso come non distinguesse le voci alterne della sua mente…non sono persone….sono i mostri dell’anima…o carne?? La tua scrittura mi manda in delirio, ogni elemento può avere infinite risoluzioni…e tra le urla della sua coscienza Luca racconta un pò le nostre…
    Ho voglia di scoprire se Paola è un riflesso del pensiero o il sassolino lanciato nello stagno di un indicibile infinito…

  23. antonella botti ha detto:

    La collega di lavoro potrebbe essere anche la sua amante.Mi sembra abbia troppa paura di costei. Non può essere la moglie. Vedremo.

  24. emme ha detto:

    la donna con l’ombrello non può essere la moglie, avrebbe reagito differentemente secondo me. ed è troppo ostinata per essere solo una collega. perfetta quindi la figura dell’amante 🙂
    e anche molesta. magari lui stava cercando di non vederla più e lei non mandava giù la cosa.

    comunque complimenti per lo stile, scrivi davvero bene.
    “La paranoia non puoi gustartela. Ti scava dentro.”
    bello!

  25. elbenasso ha detto:

    non sono riuscito a capire il perchè di questo improvviso cambio nella sua vita. Spero che nei prossimi episodi vengano a galla le sue motivazioni 🙂

  26. ggrch ha detto:

    Si infila in metropolitana. ormai ha deciso, il suo percorso è definito. ma dove diavolo va? e perché non torna a casa?
    bravo, mi hai messo una gran curiosità di continuare a leggere

  27. Selasia ha detto:

    Il parallelismo che si respira nel tuo racconto fa pensare che sia autobiografico, che in fondo quella condizione insofferente e introspettiva che lo spinge a voler modellare il mondo e se stesso mentre cerca di capire se è meglio prima il mondo o è meglio prima sè, la conosci bene anche TU!
    La scrittura è in te e da te promana…riflesso di te è melodia profana…;)

  28. emme ha detto:

    interessante, mi piace il tuo stile.

    farei camminare Luca ancora lungo il marciapiede, perso nei suoi pensieri (che vorrei scoprire il prima possibile hehe).
    magari il tutto viene interrotto da un passante che lo riconosce e grida il suo nome, chiedendogli dove è diretto?

  29. lucarossi369 ha detto:

    Bello il nome del protagonista 😉
    Scelgo la metropolitana, perché secondo me ha un’idea di quale vorrebbe che fosse la sua metà. Ma magari, il metrò è chiuso per sciopero 😉

  30. antonella botti ha detto:

    Hai un modo di scrivere elegante e ben dosato.Sai usare bene le parole.Sono curiosa di vedere come svilupperai questa storia.Nel tuo primo brano è come se tutto fosse sussurrato, il preludio a qualche esplosione.

  31. emmabi ha detto:

    …sono proprio curiosa di leggere gli sviluppi…
    io lo porterei ad entrare in una residenza per anziani…non so…
    forse alla ricerca del nonno o di un anziano vicino di casa…
    buon lavoro!

  32. mp2133 ha detto:

    Scrivi benissimo! Una delle storie più promettenti del sito.

    Lo porterei verso la metropolitana, e non vagare a caso.
    Poi la stazione dei treni. E poi una città di pochi abitanti… magari quella dove é nato.

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