Lie

Dove eravamo rimasti?

Come si conclude la storia? Finale aperto (56%)

Paradiso – Inferno – LimboSemafori verdi che diventano rossi.
Semafori rossi che diventano verdi.
Le auto ripartono.
Trevor capisce cosa sto per fare, vorrebbe fermarmi, ma non ci riesce.
Il tempo rallenta, fino a fermarsi.
Immagini di Emily mi scorrono davanti agli occhi mentre vengo colpita da un’auto.

“Signora, si sente bene?”
Apro gli occhi, “Dove sono?” mi guardo intorno, la ruota panoramica.
Santa Monica.
Nessuna traccia di Trevor.
“E’ svenuta, vuole che le chiami un’ambulanza?”
“No, grazie.”
“E’ sicura di sentirsi bene?”
Sorrido, “Non mi sono mai sentita meglio.”
“Alice!” mi sento chiamare, è Scott con Emily per mano.
“Mamma, mamma!” mia figlia corre verso di me.
L’abbraccio. L’abbraccio fortissimo.
“Ehi, piccola.” mi sorride lui, “Emily si era persa nella libreria. Ho provato a chiamarti sul cellulare, ma era staccato. Hai trovato Trevor?”
Scuoto la testa, “Credo di essermelo immaginato.”
“E’ stata una lunga giornata. Che ne dici di tornarcene a casa?”
“Non facciamo un giro sulla ruota panoramica?” Emily mi guarda con i suoi enormi occhi blu, “Certo, tesoro, possiamo fare tutto quello che vuoi.”

A volte, vediamo solo quello che vogliamo vedere.
Crediamo solo a quello a cui vogliamo credere.
Quando una cosa ci sembra troppo bella per essere vera, di solito, lo è.
Io, Scott ed Emily.
E’ tutto perfetto, ma non è reale.
Dopo il giro sulla ruota panoramica, compro ad Emily un enorme porzione di zucchero filato.
Guardo mia figlia, è perfetta, ma non è mia figlia.
Però sono una madre, almeno in questa realtà.
Ripenso a quando non sapevo dove fosse Emily.
Un’altra donna, in un’altra realtà, sta patendo le pene dell’inferno.
Non sa che sua figlia si trova nel palazzo di Trevor, con un uomo che vuole rimpiazzare la sua bambina.
Come posso ignorarlo?
Come potrei vivere la mia vita come se niente fosse?
Certo, se restassi qui, con Emily e Scott, col tempo, potrei dimenticare.
Potrei continuare a mentire a me stessa e vivere una vita perfetta.
Il prezzo da pagare, però, sarebbe troppo alto.
Avevo fatto una promessa mentre ero distesa sull’asfalto.
Avevo promesso di cambiare, di non accontentarmi di sopravvivere, ma di vivere davvero.
Lo voglio ancora.
Voglio vivere.
Vedo Trevor in mezzo alla folla.
Do un bacio a Scott sulla guancia, “Arrivo subito.”
Cammino verso Trevor senza voltarmi mai indietro.
Non dico niente, lui annuisce.
Ci siamo sempre capiti anche senza parlare.
Siamo spiriti affini.
Gli prendo la mano e mi lascio condurre fino al molo.
L’acqua del mare è nera come la pece.
Non ho paura.
Volevo una seconda possibilità.
Ora che so come potrebbe essere la mia vita, voglio viverla.
Questa volta per davvero.
Prendo la mano di Trevor e annuisco.
Accenno ad un sorriso che lui ricambia.
Poi ci buttiamo… nel vuoto.

“Ed ora Alice Milholland ci leggerà alcuni brani tratti dal suo primo libro che, scommetto, sarà un successo!” Trish mi sorride passandomi una copia del mio libro.
E’ la mia agente ora, la morte di Trevor ci ha molto unito.
Sono nervosa, ma non voglio darlo a vedere.
Mentre tutti applaudono, Scott mi fa un cenno col capo ed un sorriso di incoraggiamento.
Ricambio il sorriso ed inizio a leggere mentre uno dei bambini scalcia.
Ebbene sì.
Sono incinta.
Gemelli.
Maschio e femmina.
Siamo ricorsi alla fecondazione in vitro, finalmente potevamo permettercela.
Non abbiamo ancora deciso i nomi.
Per il maschio ci piace Trevor.
Trevor mi ha salvato la vita, letteralmente.
Mi piacerebbe che mio figlio gli somigliasse.
Non so se Scott ha mai creduto del tutto al racconto della mia vita nel limbo.
A volte, non ci credo nemmeno io.
Mi dico che è stato tutto un sogno.
Un effetto dell’anestesia.
Eppure nessuno riesce a spiegare come facessi a sapere che il vicino di casa di Trevor avesse rapito una bambina di sei anni.
Giro la pagina. Qualcosa cattura la mia attenzione. Un biglietto.
Riconoscerei quella calligrafia tra mille.
Scott.
Che ne dici di Claire?
Mi accarezzo la pancia, Claire è un nome carino, ma io preferisco Emily.

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248 Commenti

  • Letto gli ultimi capitoli tutti d’un fiato e… beh. Geniale. Posso dire con esplicita invidia che vorrei averla scritta io, questa storia.
    Il finale mi ha ricordato molto Inception, mi pare che anche Luca più giù abbia espresso la stessa impressione.
    Complimenti, davvero. Forse la miglior storia letta qui.

  • Arrivo in ritardo, ma meglio tardi che mai. Condivido il pensiero di Luca, è una delle storie più belle e intriganti che ho letto qui su theincipit. La cosa che mi fa strano è che lo hai chiuso esattamente allo stesso modo in cui lo avevo immaginato.
    Complimenti vivissimi 😀

  • La vita perfetta nel limbo di Emily si inserisce in un finale perfetto. Una tensione pazzesca. Un capovolgimento di fronti incredibile. Mi ha ricordato quel recente film con Di Caprio in cui diverse realtà influiscono l’una sull’altra. Davvero un finale magistrale, emozionante, bello, intenso. Uno dei più bei racconti brevi che abbia letto.

    Luca, EnNEnN 2

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