Schegge

ScheggeC’è silenzio … Un silenzio fatto di ovattati rumori marginali, denso e carico di pensieri … E poi … Legno. Sudore. Acciaio. Paura. Stanchezza. Sussurri confusi o pigri nell’altalenarsi dell’orizzonte. Occhi sconosciuti nella penombra si cercano. Odori che si mescolano nel tepore del convoglio. Mani strette a cercare appiglio in altre mani. Siamo diversi l’uno dall’altro, anche qui. Lo vedo, lo sento … Guardo indietro e vedo solo buio, lo stesso, umido, che è anche davanti a noi.
“Stai bene?” La mano nodosa e antica di Lena mi accarezza i capelli, la sua voce mi raggiunge e interrompe il flusso di immagini e ricordi che si srotolavano sotto le palpebre, insieme al suo profumo. Profumo di casa, dovunque siamo, per noi che viviamo ovunque senza fermarci mai troppo a lungo. E’ sempre stato così. Annuisco stringendomi nella coperta e accoccolandomi nel mio angolo.
Lena e Stu sono gli unici che mi son rimasti. Frammenti di discorsi rimbalzano contro le pareti, mi scivolano addosso, restano incastrati fra le sacche. Eppure io sento solo silenzio. Un silenzio squarciato a tratti da quello sguardo che mi accarezza per un attimo prima di andare via. Fotogramma spezzato racchiuso nel bagliore di un lampo. Diverso da quello di Stu, sempre fisso e attento su di me, adorante e a volte lascivo, anche ora… Soffocante. Dall’altro lato del convoglio, fra volti segnati dalla guerra, fa domande a loro e guarda me. Chiudo gli occhi e lo lascio là fuori.
Stu ha qualcosa, dentro … Un piccolo ammasso nero che si annida in un angolo del suo cuore e pulsa, pronto a crescere, divorare, distruggere. Lui è rabbia cattiva, repressa, appallottolata e schiacciata dietro due occhi neri come la pece e denti digrignati, pugni serrati … Averlo intorno mi toglie il respiro. Diventerà come quelli, un giorno, probabilmente. E’ forse questo, che ho visto quella notte e che mi ha fatta scappare da lui.
Riapro gli occhi. Trovo i suoi. E quegli altri. Fuggono di nuovo. Quel volto adulto racconta molto più di quanto non sia probabilmente disposto a dire chi lo indossa, più di quelli dei suoi compagni. Stu non lo capisce. Vuole diventare come lui, come loro …
Rumore d’acciaio che crolla precipitosamente, si abbatte sul soffitto, fende il silenzio con violenza, trancia i discorsi, mozza i respiri, spezza i pensieri. Uno scossone mi spinge contro la parete. Il buio si fa più denso, di colpo, carico e vibrante di paura. Il tempo si ferma sospeso sopra le nostre teste, cadenzato dai battiti furiosi del cuore di chi ha paura, dal fluire rapido dell’adrenalina … Vortici prepotenti, di emozioni incontrollate, troppe, pressanti … Le sento correre sulla mia pelle come se mi appartenessero, scariche elettriche sottili e paralizzanti.
Da quando sono nata, questa è la mia condanna. Non ho tempo di aver paura, non ho modo di esser sorpresa da qualcosa: le sensazioni, i ricordi, i pensieri degli altri mi si appiccicano addosso, si insinuano nella mia mente, mi restituiscono immagini sotto le palpebre … Vite intere racchiuse in flash rapidi, a volte confusi, a volte netti e sanguinanti.
Quei tre con cui stava Stu, loro non hanno paura. E’ un’ondata di fredda calma, quella che mi arriva da loro. Li sento muoversi anche se lo stanno facendo silenziosamente, sento il freddo del metallo delle loro armi come se le stessi toccando. Resto immobile nel mio angolo in attesa che tutto finisca, perché prima o poi, in un modo o nell’altro, deve finire e sono troppo debole e stanca per poter fare altro. Il convoglio è fermo, siamo fermi tutti, paralizzati dalla paura, tutti tranne loro tre.

Che cosa ha attaccato il convoglio?

  • Un masso che si è distaccato dal costone roccioso. (14%)
    14
  • Un branco di mastini infernali, feroci belve geneticamente modificate. (48%)
    48
  • Altri esseri umani, pirati del deserto. (38%)
    38
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

220 Commenti

  • Mi è venuta la pelle d’oca. Sììì, la lupa è arrivata, voglio essere lupo anche io 🙂
    Bellissimo lavoro Lala, e ribadisco anche qui come già fatto con Diego, è un vero peccato che queste storie siano finite.
    Dai, mettetevi al lavoro e scrivetene altre 🙂

  • Dimenticavo, e se Schegge vi è piaciuto, di Laura c’è anche El Greco, a me è piaciuto tantissimo, l’ho letto in pochissimo tempo perché scorre veloce e piacevole come le ferie. Questo è il link, si può scaricare la versione in pdf gratis, magari il prezzo è un voto 🙂 per votare basta registrarsi (due minuti del vostro tempo), perché tramite facebook non funziona.
    http://www.zeugmapad.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=267%3Ael-greco&Itemid=641
    VOTA LAURA VOTA LAURA VOTA LAURA

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi