Schegge

Dove eravamo rimasti?

Chi o cosa sta portando via la protagonista? Uno dei mercenari (50%)

OmbrePietre.Sabbia.Cielo.
Rapidi tanto da mescolarsi nei miei ricordi srotolandosi rapidi alla mia vista.
Buio.
Aria fredda sul viso, fra i capelli.
Di nuovo pietre, di nuovo sabbia, sotto ad una coltre stellata.
Braccia forti mi stringono.
Gli ululati dei mastini ci inseguono,riempiono le mie orecchie, ma sono lontani.
Forse li immagino soltanto.
Deserto. Intorno a noi ma anche dentro di me. Le ombre mi avvolgono e per lungo tempo non ho più percezione di quello che mi accade.

Mi risveglio con una sensazione di calore che mi sfiora il viso. Prima di aprire gli occhi cerco di capire quello che sento con gli altri sensi. Il crepitio del fuoco, l’odore del deserto, il freddo della pietra su cui son distesa, l’amaro del sangue fra le labbra. L’aria vibra di piccole scariche che mi manda quell’uomo; lo riconosco da questa quiete in grado di reprimere una furia violenta che lui emana: è il mercenario che mi fissava sul convoglio.

Apro gli occhi.

Lui è seduto accanto al fuoco, gli avambracci poggiati sulle ginocchia, il volto sporto di sangue e polvere, gli occhi fermi su di me, carichi di sospetto. C’è qualcosa di strano, nel suo animo: non riesco a trovare il nucleo vitale. Mi aspettavo di scorgere quel piccolo grumo nero che alberga nella gran parte della gente come lui, ma non c’è.

“Tu sei la ragazza delle ombre”

“Questo è il nome che mi danno nella città libera di Rajhan”

Inutile cercare di nascondermi: lui lo sa, lo sento. La sua non era una domanda.

Silenzio.

Sono troppo stanca per parlare. Le domande che vorrei fare sono molte, anche se ho già una risposta per la maggior parte di esse. Lena e Stu? Morti, probabilmente, come tutti gli altri. Posso fidarmi? Difficilmente. E’ un mercenario e se mi ha salvata lo ha fatto per qualche suo tornaconto.
Sono tanti quelli che mi cercano.
Era questo il motivo del nostro viaggio a Rajhan: speravamo di poter stare più tranquilli, in una città dove tutto è permesso, dove ognuno ha il suo scheletro nell’armadio e ce lo può tenere.
Eppure, sento che qualcosa in quella quiete si sta incrinando: sul muro che quest’uomo ha eretto verso il mondo si sta formando una crepa, sottile, che corre rapida dalla cima fin verso il basso, si allarga, si dirama, come un’edera che penetra nel cemento e lo scava, lo spacca, con lenta determinazione. Ha il colore della paura.

“E’ vero quello che dicono di te?”

Annuisco soltanto, concentrata su quelle sensazioni. Non dovrei, sono debole. Eppure per la prima volta quello che sento mi colpisce e mi spinge a volerne sapere di più.

“Di cosa hai paura? Io non posso farti male”

Non avrei nemmeno dovuto chiedergli questo.
L’esplosione di emozioni che lui trasmette mi travolge letteralmente come un’ondata di piena che rompe gli argini. Chiudo gli occhi, serro le labbra, mi aggrappo al nulla vacillando in preda alla nausea.
Lui si alza di scatto e mi volta le spalle allontanandosi. Tutti credono che basti questo, quando scoprono cosa so fare, per interrompere il contatto. Lo lascio andare.
Sollevo lo sguardo verso il cielo plumbeo. La fortezza della città libera si staglia all’orizzonte: non disterà più di un giorno di viaggio a piedi.

“Mi porterai a Rajhan?”

Provo a parlargli di nuovo, riportando lo sguardo sul mercenario, sulla sua schiena imponente.

“L’idea è quella. Eravate diretti lì, no?”

Mi guarda da sopra la spalla, mentre io annuisco in risposta
Il muro è ancora in piedi. Crepato. Ma in piedi.

“I mastini hanno perso le nostre tracce, ma non so per quanto tempo ancora potremo stare tranquilli. Ci cercheranno ancora. Quei Davros… I pirati…Li hanno mandati per te. Fra poco riprenderemo il viaggio. Quando arriveremo a Rajhan dovrai fare una cosa per me, poi ti lascerò libera”

So bene chi sono i Davros: la famiglia più potente delle terre senza nome che uniscono una città all’altra. Pirati, padroni del deserto.

Solo, non sapevo mi stessero cercando anche loro e che i mastini rispondessero ai loro comandi.

Perché il mercenario ha paura della ragazza?

  • Ha visto qualcosa che lei ha fatto che lo ha spaventato (33%)
    33
  • Appartiene ad una popolazione superstiziosa che la crede un essere malvagio (29%)
    29
  • Ha un segreto che teme possa esser scoperto da lei (38%)
    38
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220 Commenti

  • Mi è venuta la pelle d’oca. Sììì, la lupa è arrivata, voglio essere lupo anche io 🙂
    Bellissimo lavoro Lala, e ribadisco anche qui come già fatto con Diego, è un vero peccato che queste storie siano finite.
    Dai, mettetevi al lavoro e scrivetene altre 🙂

  • Dimenticavo, e se Schegge vi è piaciuto, di Laura c’è anche El Greco, a me è piaciuto tantissimo, l’ho letto in pochissimo tempo perché scorre veloce e piacevole come le ferie. Questo è il link, si può scaricare la versione in pdf gratis, magari il prezzo è un voto 🙂 per votare basta registrarsi (due minuti del vostro tempo), perché tramite facebook non funziona.
    http://www.zeugmapad.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=267%3Ael-greco&Itemid=641
    VOTA LAURA VOTA LAURA VOTA LAURA

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