(s)passo caraibico

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Mario? Compra una bicicletta e parte per un'avventura lungo tutta la East Coast (71%)

Passo giusto

La morbidezza e la freschezza della sera prima avevano lasciato il posto a delle potenti fitte alle tempie. Il dopo sbornia si faceva sentire e il mio fegato reclamava acqua. Mi alzai, presi dal frigo una di quelle taniche da cinque litri che usano da queste parti e mi attaccai a canna senza badare troppo alle buone maniere. Bevvi almeno un litro e mezzo d’acqua, anche se una buona metà me la versai addosso. Una spinosa puzza di piedi e alcol entrò prepotentemente nelle mie narici. Il mio stomaco sussultò per un attimo. Mi girai verso il divano della cucina e identificai la fonte del fetore: Antonio dormiva semi nudo a pancia all’aria, con una mano stringeva il collo di una bottiglia di birra appoggiata a terra e con l’altra teneva al caldo il suo amico di vecchie avventure, coprendo sicuramente qualche polluzione notturna. La scena non mi aiutò a superare il trauma post sbornia. Mi vestii in fretta, presi le chiavi della macchina nuova di Antonio, il mio bancomat, riaccesi il telefonino che tenevo spento da tre giorni e uscii spedito.
Non avevo mai guidato una Corvette C3 coupé bianca del ’72, a dire il vero nemmeno rossa o di qualsiasi altro colore, modello o epoca, e non sapevo nemmeno se la mia patente italiana fosse valida, ma poco importava, sarei dovuto arrivare solo nella zona dei centri commerciali.
Mi feci avvolgere dagli interni in pelle rossa e aprii il garage con il telecomando. Una volta in strada tirai fuori il telefono dalla tasca e chiamai Silvia che rispose dopo solo due squilli.
– Mario, ma che cazzo di fine hai fatto? – La voce squillante e incazzosa di Silvia mi era mancata.
– Anche io sono felice di sentirti, – affermai tra il canagliesco e il sincero. – Sto guidando una Corvette un po’ tamarra, ma ti assicuro che è una figata.
Silvia si accorse del tono un po’ provocatorio e sferrò un secco attacco verbale, scandendo parola per parola: – Sei una grande testa di cazzo! – Poi sparò una ramanzina telegrafica a metà via tra capo incazzato e fidanzata tradita: – Mi hai lasciata da sola a New York. Sono tre giorni che provo a chiamarti. Domani inizia la West Indian Carnival Parade e tu giri in una cazzo di Corvette!
– Mi sono trattenuto un po’ con mio cugino Antonio, sai com’è, il richiamo delle radici.
– Mario, non dire stronzate! Non hai mai avuto radici. Perciò alza il culo infilalo in un cazzo di treno e vieni immediatamente qui. Dobbiamo organizzare la giornata di domani e abbiamo meno di ventiquattro ore per farlo.
– Silvia, ho un tubero pulsante nella testa che preme per venir fuori, perciò non urlare. Stasera sarò a Brooklyn, ma ci resterò al massimo due giorni. Ho deciso di abbandonare questa roba caraibica e creare un progetto tutto mio, un travel blog, lo chiamerò U punto S punto A punto mi, U.S.A.mi. Ti piace il gioco di parole? – Silvia tacque per qualche secondo poi esordì con commiserazione. – Non voglio sapere altro, sarà il tuo ennesimo progetto elaborato da sbronzo.
In effetti l’idea mi era venuta da sbronzo e sapevo benissimo che Silvia stava alludendo a tutte le mie fantasie generate dall’accoppiamento alcool/insoddisfazione, ma questa volta era diverso, avevo rotto il muro della mattina seguente. L’idea non era crollata al risveglio come mille altre volte, ma era rimasta in piedi ad aspettarmi tutta la notte.
– Ti sbagli, questa volta faccio sul serio, sto andando a comprare tutto l’occorrente, anzi, dovresti farmi un piacere: vai su Craiglist e controlla tutti gli annunci di biciclette usate, mi serve una bici da strada che possa affrontare un viaggio di 1200 chilometri.
Di nuovo silenzio, Silvia inspirò, espirò e sentenziò. – Secondo me sei ancora sbronzo, perché se non è così vuol dire che stai dicendo una marea di stronzate. Ascoltami bene Mario, perché te lo dirò una volta sola, se appendi me e Spasso Caraibico ritienimi morta. Hai capito? Morta!

Cosa farà Silvia?

  • Aiuterà Mario a trovare la sua bici e partirà con lui (29%)
    29
  • Ostacolerà Mario in tutti i modi possibili (21%)
    21
  • Aiuterà Mario a trovare la sua bici e resterà a New York (50%)
    50
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74 Commenti

  • sbaglio o questo (s)passo caraibico si è un po’ fermato? Qui c’è un protagonista pronto a balzare in sella ad una bici! cos’è, sta facendo allenamento per poter reggere tutti quei chilometri?

  • mario partirà da solo. silvia è la giusta dinamica che muove le certezze che fin’ora mario ha avuto. ma se mario vuole saltare lo farà da solo. questo non esclude il fatto che ad un certo punto potrebbe arrivare finalmente al suo giro di boa e sconvolgere di nuovo gli equilibri che si è creato per riunirsi col suo “io” iniziale e scardinare il sistema(racconto/storia/trama) dall’interno…
    quindi secondo me: mario dovrebbe partire da solo così da accogliere la vita in tutte le sue manifetsazioni,riscoprire, anzi se ho ben capito, trovare le sue radici (ché un uomo senza radici è come un animale senza l’istinto) silvia è la sua compagna fedele, ci sarà sempre nella sua vita, come presenza o come assenza, ma chi può dire quale delle due farà più bene al nostro Mario? quindi in alto i calici e bon voyage!!

  • ho votato la seconda perché la prima è troppo vintage e la terza troppo mainstream. Yo!
    Comunque se la risoluzione avviene nell’episodio successivo, con le prime due hai la possibilità di delineare meglio il personaggio di Silvia, mentre con la terza tecnicamente l’attenzione ritorna su mario e ciao.

  • io ho votato perché Silvia restia NY, non posso pensare di conoscere già la donna che accompagnerà Mario e poi magari potrebbero scoprirlo dopo quello che devono scoprire.. “LA LONTANANZA SAI E’ COME IL VENTOO”!! Emilià complimenti per “la freschezza e la morbidezza” !!

  • Ho votato affinché partano insieme.. Mario mi sembra il classico tipo che ha bisogno di una “maestrina dalla penna rossa” come Silvia, una rompicoglioni che lo richiami all’ordine quando lui, sotto l’effetto dell’alcool o meno, va fuori dai binari.. che poi tra loro (ri)accada qualcosa durante il viaggio penso sia proprio inevitabile 😉

  • vanno insieme! Silvia non se la sentirà di lasciarlo partire da solo. In fondo anche a lei quella vita non convince, ma soprattutto non vuole mollare.
    son sicuro sarà uno (s)passo più lungo che mai

  • voto per una partenza! Forse non immediata. Se rimanesse tra le bettole fumanti ci potrebbe raccontare “come rimanere” ma a questo punto c’è qualcosa che deve cambiare, nuovi occhi, nuove scarpe, nuovo slancio … e forse non è l’attrezzatura la cosa che serve per partire…! Il pensiero fresco e morbido come un letto .. però poi me lo spieghi meglio!

    • Lo so, la frase “Il letto era morbido e fresco come il mio pensiero” fa un po’ cagare. A poter fare un po’ di editing cambierei molte cose, ma il bello di questo gioco è anche sbattere i propri errori in faccia ai lettori e crescere insieme a loro. Passerà almeno un altro episodio prima che Mario parta fisicamente. Intanto con la mente è già altrove.

  • Prima di tutto… COMPLIMENTI EMILIANO! Io ho votato “bicicletta & East Coast”… concordo con digirudy, la route 66 mi sa di qualcosa di già visto, già sentito, già letto.. rimanere invece a Bridgeport potrebbe essere un blocco per Mario…

  • Io tifo per farlo restare a Bridgeport. Vorrei vedere che cosa si inventa rimanendo nel suo squallido ufficio.
    Le altre due opzioni sono troppo da Generazione Bit. Io vorrei che il personaggio non avesse le palle per prendere e partire, oppure, che fottesse il sistema da dentro. E poi mi piacciono le storie da provincia americana. Consiglio vivamente di leggere “Winesburgh, Ohio” di Sherwood Anderson. Consigliato da Bukowsky

    • Mario non ha un ufficio è stato spedito negli USA per fare un reportage. Fa un lavoro dinamico, ma non gli piace ciò che crea con il suo lavoro, vorrebbe smetterla di “decontestualizzare per affascinare. Prendere una realtà più o meno consolidata, pulirla dalle sfumature monotone o spiacevoli, e riproporla in un luogo lontano”. Vuole fare qualcosa di vero che abbia valore in primis per lui stesso.
      Al massimo potrebbe restare a Bridgeport con il suo neo-cugino Antonio e scoprire un piacevole ritmo vitale di provincia, ma per il momento la soluzione East Coast è in vantaggio

  • Bello, davvero un ottimo stile di scrittura. Complimenti.
    Storia forte che ti porta davvero a immergerti nel contesto.
    Io credo che Mario in realtà non farà nessuna scelta, continuerà a rimanere legato alla sua vita, anche se con un crescente senso di colpa e di distacco dal suo lavoro.

  • Grazie a tutti per i complimenti inaspettati. Ho l’impressione che tutti voi vogliate vedere un po’ di mazzate, non so se arriveranno subito, ma accontenterò il vostro desiderio di turbidume. L’entrata in scena del barbuto pornofilo si sta delineando. Aspetto un altro giorno e poi pubblico il secondo episodio. Stay tuned

  • Molto bello, tra i migliori letti finora. Ho votato il barista, la soluzione più semplice, ma sento che in questa storia il lato torbido non tarderà ad arrivare. Non mi sembra l’incipit di una storia light. Sbaglio?

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