Tra Cielo e Terra

Dove eravamo rimasti?

E siamo alla fine. Che finale desiderate? Un finale amaro. (71%)

Tra Cielo e Terra– Un tempo il mondo era degli uomini, ma ora per loro non restano che le rovine di Kevra, pervase dai veleni che loro stessi crearono. Il mondo che hanno per millenni sfruttato e impoverito ora comanda e Kevra non è altro che una prigione per gli orgogliosi che credono ancora che l’uomo sia padrone del mondo.
Herowyn ricordava quelle parole, quella voce incantevole, la figura splendente dalle immense ali bianche, i capelli di piume e le vesti intrecciate di nuvola aurea.
– Sei giovane… Se mi porterai un oggetto, aprirò per te le porte del Cielo e allora potrai venire con me tra le nuvole, dove la ruggine e i gas non ti potranno toccare.
Senza pensare, ammirando quell’uomo alato, Herowyn aveva stretto la sua mano e aveva abbandonato le gigantesche barriere metalliche di Kevra, superando in volo la linea ad alto voltaggio che proteggeva la città morente.
– Io sono Endryon. Portami una Chiave e il Cielo sarà tuo.

Aveva lottato a lungo per avvicinarsi alle Lande d’Acqua. Ottenuta la Chiave era fuggita chiedendosi quando l’uomo sarebbe venuto a prenderla.
Era arrivato.
I suoi occhi si accesero di speranza, un sorriso illuminò il volto martoriato. Tese un’ala verso di lui, spalancò le dita.
Lui si avvicinò fino a sfiorarla, con calma, quasi non cogliesse l’urgenza della situazione.
Il ghiaccio crepitava lungo la schiena di Herowyn, lento ma inesorabile, imprigionandola.
– Hai la Chiave? – chiese quella voce suadente. Sorrise – Presto i Cieli saranno tuoi, ti condurrò nel mio regno.
Herowyn osservò il cristallo che stringeva nell’altra mano…

Xaga era rimasta sorpresa dall’arrivo dell’uomo. Ascoltò le sue parole districandole dai rumori che s’intrecciavano nella notte. Sgranò gli occhi.
Poteva farlo, poteva non farlo. Si morse le labbra quasi inesistenti, poi decise di agire. Sarebbe comunque servito a rendere meno facile la vita a un avversario.
Prese un ampio respiro e urlò il suo avvertimento.
– Non ascoltarlo! Non è altro che un informe come noi!

Il mondo di Herowyn s’infranse. Si rivide poco più che bambina, una ladruncola come tante, sollevata da quello che sembrava un angelo carico di promesse. Risentì ogni ferita pesarle addosso priva di senso.
Xaga, però, l’aveva quasi uccisa… a chi dar credito?
Mentre lei rifletteva, risucchiata dalla morsa del ghiaccio, la risposta arrivò chiara e inevitabile.
L’uomo le strappò di mano il cristallo. Lei fece per ribellarsi, bloccata dal Wurgar. Pianse amaramente, lo fissò con odio.
– Non piangere piccola Herowyn – l’uomo l’accarezzò con un sorriso beffardo – In questo mondo quelli come te servono a quelli come me. Noi vinciamo, voi perdete – le posò un bacio sulla guancia gelata – Addio.
Lo vide allontanarsi quel tanto da essere irraggiungibile, poi strinse il cristallo tra le mani rompendolo. Ne uscì un brillante liquido blu che si lasciò gocciolare addosso.
Mentre il ghiaccio la imprigionava rendendo il suo corpo rigido, i suoi occhi dorati fissarono un informe divenire una creatura del Cielo. Vide il suo sogno infrangersi. Si sentì stupida. Non aveva mai saputo come si usasse una Chiave, non avrebbe potuto intuire la trappola.
Il ghiaccio sibilò sulla sua faccia, le lacrime si cristallizzarono sulle ciglia. Con un ultimo singhiozzo, il suo corpo smise di muoversi.

I Custodi delle Chavi lanciarono un gemito vibrante e sordo. La Chiave era persa. L’Acqua evaporò alzando una cortina di vapore. Gli spettri si dissolsero in nebbia e il corpo di Herowyn cadde, destinato a infrangersi.
Ma non fu così.
Xaga si pose tra lei e il suolo.
La notte andava schiarendo.
Sospirò. Si accucciò di fianco al ghiaccio e attese.

Herowyn riaprì gli occhi. Si alzò dolorante e sfiorò qualcosa: la borraccia.
– Xaga!
Ma di lei non c’era traccia.
Strinse a sé l’oggetto.
Non sapeva dove sarebbe andata, sapeva che quella era la vita di quanti decidevano di rinnegare gli uomini per ambire a una vita migliore in un mondo che gli odiava.
Era senza un posto… tra Cielo e Terra.

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135 Commenti

  • Lo so… mi son fatta attendere anche se la scelta era chiara… ma ho un sacco di problemi con la mia salute del piffero -.- ma alla fine ce l’abbiam fatta: ecco il finale amaro.
    Ora posso dirlo: vedete quel votino solo soletto nel tragico? E’ il mio XD Herowyn sarebbe morta per mano di Endryon, ma l’avete salvata, nonostante tutte le sfighe che le son piovute addosso.

    Bene che dire… grazie a tutti per aver giocato con me :3 ci vedremo nel prossimo racconto se e quando ne inizierò uno nuovo *-* (e grazie a THe iNCIPIT che ha ospitato il mio gioco ^^)

  • Sono mancato per un po’ da THE INCIPIT e per questo mi sono letto tutti i tuoi episodi che non ho potuto votare. Ero indeciso tra l’amaro e l’aperto, ma credo che alla fine per il finale voterò per l’amaro. Una parola che può nascondere diverse possibilità, tutte molto interessanti 🙂

    • Io non sono una grande amante del “vissero felici e contenti” perchè è molto irreale e fiabesco come finale. Aperto non vuol dire che debba finire per forza bene, semplicemente resta la speranza a tenere vivi gli animi, magari per riniziare, ricostruire, ritentare.

      :3 vedremo come andrà a finire.

      Grazie

  • C’ho messo più a tagliarlo che a scriverlo X’D ormai siamo alla fine. Dato il pareggio del precedente capitolo, ho preferito lasciare entrambi nella stesura, ma senza accentuarli. Un tentativo di farla fuori e poi ognun per sé.
    E ora vediamo quanto volete essere sanguinari nel finale XD

  • 🙂 Vedo che l’opzione buonista non è stata proprio presa in considerazione! XD
    Accipicchia, devo dire che sai rendere benissimo con la parola scritta le sensazioni (mi è piaciuto molto il passaggio in cui parli del sangue che prima è una carezza e poi una colata di colla! Non avrei saputo descriverla meglio!) 🙂

    • XD c’è la vendetta di chi voleva le botte in questo capitolo e non le ha avute perché ha vinto l’altra opzione! Se non altro nel prossimo capitolo un po’ di botte in un modo o nell’altro ci saranno.
      (Poche cose danno noia addosso come il sangue XD mi viene naturale specificarlo e trovare un modo per farlo capire, proprio perché so che è una cosa difficile da ignorare. E grazie :3)

    • Sanguehhh! Direi che ce n’è tanto XD ma dici che prima o poi una bella azzannata non gliela dà? Son almeno due giorni che non mangia povera Xaga e… insomma, davanti ha bel piccione succulento XD
      Ma si scoprirà anche così questo cristallo, che son sette capitoli che se lo porta dietro, un motivo ci sarà di certo.

      Grazie ancora dei commenti e di seguirmi *-*

  • Si sa mai che finisca il mondo XD carico prima!
    No, mi ero ripromessa che se fossi arrivata ai 110 avrei messo il capitolo nuovo con annessa sorpresina. Sorpresina… chissà, chissà?
    Ovviamente il disegno di Xaga ed Herowyn! Dove? Arriva, arriva!
    (si stanotte son piuttosto sveglia, merito, o colpa, del caffè alla vaniglia XD)

    • Fai congetture eh u,u effettivamente non capita molto spesso di bere acqua, direi che potrebbero esserci creature che neanche l’hanno mai assaggiata in tutta la loro esistenza. E pare che liberarsene non sia poi così male… vattela a pesca che reazione si è scatenata nella povera Herowyn!
      (fatti venire l’ispirazione per scrivere il seguito della tua ò.o!)

  • Dopo due secoli XD no vabbeh… son piena di cose da fare e, dato che non c’è stata una preferenza nello scorso capitolo, ho optato per una risposta ermetica.
    E’ Acqua ok, ma dove l’abbia presa, perché ce l’abbia ecc rimane un mistero.
    E per tornare al discorso dell’immagine, apparirà probabilmente con il capitolo 7, dipende un po’ dai voti 😛

  • comincio decisamente a capire la trama
    in pratica non so in che modo ma ogni creatura da umana evolve O verso il cielo O verso la terra e comincia lentamente a trasformarsi
    PS: se sei una discreta disegnatrice, ti va di farci un disegno anche solo abbozzato delle due protagoniste? ti confesso che mi incuriosisce l’idea

  • Aurora, pennelli le scene con tratti spessi e significativi. E’ un racconto molto visivo. Si sente la carne, le vene, il sangue, il pulsare. Traspare la vita dalle tue parole. Sembri vulcanica mentre scrivi. E giovane, molto giovane, in modo dirompente. Continui a piacermi moltissimo, anche se alcune frasi non le colgo al volo, ma vado avanti, trasportato dal vortice.
    Ora, scelgo il rifugio, che mi sa di tana, di animalesco e dove mi immagino di scoprire qualcosa di terribile, raccapricciante e meraviglioso.

    • Confidavo nel rifugio per mostrare un po’ di ambientazione, ma non tutti sono molto convinti. Comprensibile magari, portarsi un’estranea nel proprio rifugio potrebbe non essere saggio, chissà.
      Son certa che da qui alla fine riuscirò a fare chiarezza su tutto quello che potrò, lo spero! Vediamo un po’ dove mi spingerete e quanto riuscirò a mostrare del mondo tramite le vostre scelte :3

  • ho votato che si sposta il minimo indispensabile per capire con chi ha a che fare
    sto cominciando piano piano a capire con che tipo di creature ho a che fare in questo racconto ma ho ancora da imparare, ad esempio il felino credevo fosse a 4 zampe e invece scopro che cammina eretto (almeno così ho capito) e ha il viso umano

  • Cavolo mi son persa una votazione 🙁
    Comunque.. Complimenti come sempre, ho scelto l’aiuto della creatura felina.. Perchè mi piacerebbe vedere un pò di bontà e complicità, e quella ragazza non merita di starsene sola 🙂

  • Nuovo capitolo, per vedere di arrivare a un chiarimento e di unire i due punti di vista diversi, dato che non sono facilmente comprensibili per il momento.
    XD dal prossimo vedremo di mettere dei nomi, così si chiarirà la situazione. Ammesso non ci siano delle perdite, chissà…

  • aspetta, non sono sicuro di aver capito la situazione XD
    ovviamente lo scoprirò al prossimo capitolo ma voglio dice come me la immagino sperando di non far confusione a nessuno:
    Lei cade e lungo il burrone c’è questo “alveare” (mi immagino delle cellette nella roccia, tipo gruppo di grotte magari collegate tra loro) e da questo alveare esce un cervo con le ali..e poco dopo sente una voce che la schernisce

    dopo questa premessa..ho votato la creatura del cielo ma l’potesi di lucapagani sui due che si parlano in caduta libera è veramente comica ahahahah

  • Con la promessa che dal terzo vedrò di chiarire la situazione, spero che non si faccia confusione tra i due punti di vista dati dall’inserimento di un secondo personaggio.
    E c’era parità tra gli Spettri e l’abisso, ma mi son persa l’ultimo voto mentre scrivevo >,< cioè… un tempismo allucinante.
    Grazie a tutti per i commenti e per i voti :3 vediamo un po' chi è che si rivolge alla prima (sfortunata) protagonista.

  • Un bell’inizio, complimenti. La sola cosa che posso dire contro di esso, e non è una critica perché è soltanto un mio gusto personale, è che avrei mantenuto il punto di vista della fuggitiva, facendo dunque descrizioni del luogo in base a ciò che lei vedeva e non spezzando la scena per farle io stesso. Comunque ho votato che precipita nell’abisso (anche il fatto che cadesse in mano agli Spettri però mi tentava) perché ciò potrebbe portare a risvolti imprevedibili. Al prossimo episodio 🙂

      • Sapevo di essermi espresso un po’ male. In realtà avrei dovuto dire “il modo di descrivere altisonante”, soprattutto nella parte iniziale. Immagino fosse un modo per introdurre la scena, ma come ho detto avrei aperto immediatamente con la fuga e le fugaci visioni che la protagonista aveva davanti. La parte in cui specifici che viene colpita dall’onda d’urto poteva anche essere evitata, volendo. Visto che specifichi anche che aveva impattato contro l’albero la cosa sarebbe stata più corretta se la protagonista si fosse voltata, vedendo ciò che accadeva, invece di essere colpita alle spalle.
        Piccole cose, come vedi, che non sono errori ma punti di vista. 🙂

  • Molto avvincente come inizio. Mi sto facendo mille viaggi per capire chi sarebbe il protagonista 😛
    Ho votato il “viene preso dagli spettri” giusto per non farlo schiantare al suolo. Magia permettendo, ovviamente 😉
    Attendo il proseguimento 😀

  • Che incipit denso di magia e mistero. Ma la frase più bella è l’ultima: “Aprì gli occhi con coraggio e posò i piedi per l’ultima volta sul suolo, poi saltò.” Il “, poi saltò” messo in quel modo è stupendo. Vorrei una delle altre due opzioni, ma mio malgrado non ho resistito a votare l’opzione dell’abisso.

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