Bad karma

Dove eravamo rimasti?

Ohibò, questa non me l'aspettavo nemmeno io! Ma le vocine nella mia testa mi hanno detto di fare così... Che succede adesso? Appena liberati verranno uccisi dalla Branchini (43%)

Finale di partita*Clic*
L’intera cantina piombò nell’oscurità.
– Che succede?!
– Tranquillo, è solo il contatore a tempo.
Fabrizio trattenne il fiato. Il suo cuore aveva mancato un battito.
– Per un attimo ho pensato…
Nel buio, un rumore sordo fendette l’aria.
– Mfgh!
Poi un tonfo.
Quando sentì qualcosa rotolargli sui piedi Fabrizio non riuscì a trattenere un urlo. Annaspò nell’aria, tentando di abituare gli occhi all’oscurità. In quel momento, si disse, capiva appieno la condizione di De Angelis.
E sbagliava, perché quest’ultimo, pienamente padrone della situazione, si era buttato a terra e si muoveva rapidamente sui gomiti, come un soldato in trincea. Attorno a loro, i corpi continuavano a cadere.
– Questa è la fine dunque? – pensò.

Inaspettatamente la luce si riaccese. Al centro della stanza, circondata dai resti dei cadaveri, vi era la Branchini.
– Chi non muore si rivede, FabriSSio – disse sollevando lentamente la testa. Sotto una maschera di sangue rappreso, i suoi occhi brillarono.
– Tutto questo… Perché?
– Chi ha bisogno di motivaSSioni quando ha questo? – Brandiva un coltellaccio da cucina.
Avanzò tra le carcasse spostandole a calci. Fabrizio replicò soltanto:
– Le tue lasagne mi hanno sempre fatto schifo.
Pochi attimi lo separavano dalla morte e non gli era venuto in mente nulla di meglio per ferire l’amor proprio di quella donna. Davvero quelle sarebbero state le sue ultime parole? Come epitaffio non era granché.
Indietreggiò mentre la mano che stringeva il coltello si sollevava sopra di lui. Ma non aveva più intenzione di scappare o reagire. Si augurava solo di morire in fretta, di non soffrire come gli altri. Mentre la lama calava, chiuse gli occhi.

Al contatto dell’acciaio sulla pelle, li spalancò.

De Angelis aveva afferrato saldamente le caviglie della Branchini e con uno strattone le aveva fatto perdere l’equilibrio. Cadendo, la mano che impugnava il coltello aveva deviato la traiettoria, finendo per piantarlo in una coscia di Fabrizio.
Non appena fu a terra, De Angelis le montò sulla schiena e cercò con le braccia il suo collo. La imbrigliò in una morsa e iniziò a stringere mentre quella si dibatteva come un pesce preso all’amo.
Fabrizio giaceva a terra, tenendosi la gamba tra le mani. Il dolore gli annebbiava la vista e non era più in grado di distinguere nitidamente le forme. Gli sembrava
che la donna stesse avendo la peggio ma non poteva dirlo con certezza. Tutto era sempre più nero e confuso, l’ultima cosa che pensò fu:
– Saltare dal secondo piano non è stata una buona idea.
E svenne.

Si risvegliò in ospedale.
Tentò di muoversi, ma due cinghie lo tenevano saldamente ancorato al letto. All’idea di una nuova prigionia, ebbe un conato. Ma dov’era? E come ci era arrivato fin lì?
La sua testa continuava a rimandargli l’immagine che si era offerta ai suoi occhi quando la luce si era accesa: un ammasso di morti in mezzo alla stanza e al centro quella pazza furiosa. La Branchini. Al centro della stanza.
*Clic*
D’un tratto realizzò. Se lei era al centro della stanza, chi aveva spinto l’interruttore? Non De Angelis, che aveva visto steso sul pavimento (per un attimo aveva creduto che fosse morto anche lui). Quindi? Chi cazzo era stato?!

– Non si è ancora ripreso – disse l’infermiera entrando.
Fabrizio si girò e finse di dormire.
– Aspetterò.
Di chi era quella voce? Gli pareva di averla già sentita.
– Che cosa gli è successo? E’ piuttosto malconcio.
– L’abbiamo trovato nudo in cantina con un coltello piantato in una gamba.
– Ma perché legarlo?
– C’è ragione di ritenerlo un individuo pericoloso. Pare abbia avuto un feroce scontro con un inquilino del palazzo, un architetto di nome De Angelis, che al momento risulta latitante. In cantina c’era solo lui.
Fabrizio si voltò di scatto e aprì gli occhi in un grido muto. L’uomo che parlava era anziano e con gli occhi vispi. Si chiamava Werther, faceva il portiere in via Custodi ed era stato un buon amico di Adelma Sermasi.
Non sarebbe stato smentito. Gli aveva tagliato la lingua.

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509 Commenti

    • Troppo buona Amaranta, davvero! 🙂
      Sono contento che ti sia piaciuto, i finali sono sempre una dura prova!

      P.S. pensa che la sorte toccata a Voltafaccia è una mezza citazione da un fumetto, nel quale quindi la scena si vede pure… se hai lo stomaco debole ti consiglio di non leggere mai Garth Ennis! 😉

  • Sono tornato ora da una lunga pausa. Che dire, bravissimo!!! Finale inaspettato ed entusiasmante (poi hai messo un personaggio che io spingevo a tutta forza dalla prima volta che lo hai rammentato, il portiere del palazzo di fronte!!!)

    Ti leggo e c’è sempre voglia di leggere, è una delle mie storie preferite in assoluto su incipit. Chapeau! (mi pare si scriva così, sennò il senso è quello) 🙂

    • Grazie mille Diego! 😀
      Mi fa davvero molto piacere rileggerti da queste parti! Ovviamente che tu fossi un grande sostenitore dell’anziano portiere lo ricordavo bene…mi è venuta voglia di inserirlo nella storia anche spinto dai tuoi commenti! 😉

      Che dire? Quando da lettore ti affezioni a un racconto o a un romanzo ti resta sempre un po’ la voglia di continuarlo, pure dopo che è finito (ed ecco perché esistono così tante fan-fiction in rete). Se a te e ad altri “Bad Karma” ha fatto quest’effetto, la cosa mi lusinga parecchio. Grazie ancora! 🙂

      • Il portiere anziano è stata solo la ciliegina sulla torta di uno dei capolavori di The Incipit 😉 spero di leggere altre cose tue in futuro, che sia su Incipit o via altri siti, tanto hai la mia amicizia su facebook, se scrivi qualcosa ti chiedo di avvisarmi, che sarò il tuo lettore numero uno (per restare in tema di Anne) 🙂 scherzi a parte, avvisami davvero, che leggerti è davvero un piacere!!

        • Sarà fatto! Promesso! 😉

          Grazie ancora per la stima Diego, lo scrittore piccolino che c’è in me gonfia il petto e galvanizzato riprende in mano la penna. Alla prossima scorribanda letteraria verrai prontamente avvisato. 🙂

    • Sissi! Benvenuta su questi lidi! 🙂
      Sono contento che ti sia piaciuta… ma… quando parli dell’opzione “il portiere del palazzo a fianco” ti riferisci al primo capitolo? Perché in tal caso ti invito ad andare avanti nella lettura… potresti avere una bella sorpresa. 😉

  • finalmente sono riuscito a godermi il finale, che l’avevo qui da leggere da un po’ di giorni 🙂
    che dire:wow! seguo questa storia da quando è iniziata e aspettavo davvero il 10° capitolo. non mi hai deluso, caro mio 😀 bravo!

    • Grazie Marco! 🙂
      Non nascondo che chiudere la storia fosse per me la cosa più difficile (forse è per quello che inconsciamente non ho voluto metterci le mani per tanto tempo)!
      Sono felice che il finale non ti abbia deluso! 😉

    • Beh, se avete voglia di rileggerlo daccapo (sei già la terza che me lo dice) non può che farmi piacere… 🙂

      Di recente ho riflettuto sul fatto che, col meccanismo di THe iNCIPIT, spesso uno scrittore ingloba nel racconto elementi che non fanno parte dei capitoli già scritti ma delle opzioni scartate (vedi l’anziano portiere del finale)… è un gioco coi lettori che probabilmente un po’ si perde quando lo si legge tutto di seguito senza conoscere le varie opzioni proposte dallo scrittore ad ogni svincolo narrativo. Peccato.

      Mi auguro che, anche per chi leggerà “Bad karma” tutto d’un fiato, possa essere ugualmente un’esperienza divertente! 😉

    • Lo so, sono stato un po’ pelandrone negli ultimi 5 mesi. 🙁
      Riguardo alla lunghezza dell’episodio, posso dirti che sono 4000 caratteri pieni (anzi, rispetto a quelli precedenti ho pure dovuto limare un po’ perché avevo sforato) quindi mi fa piacere se sembra più corta… credo sia un segnale positivo! 🙂

  • Bravo Lo’!
    Attesa lunghina, ma che è stata premiata. Bello questo finale e degna conclusione per FabriSSio e la sua storia.
    L’insulto alle lasagne è un colpo di genio tuo e del tuo personaggio, io mi sono spanciato.

    E insomma è finito anche Bad Karma… C’ero legato un bel po’, sai. Uno di questi giorni me lo rileggo tutto dall’inizio alla fine.

    Ciao core,
    D.

    • Grazie caro! Il timore di scrivere un finale deludente c’era tutto. Se così non è stato, mi fa molto piacere! 🙂

      Per riallacciarmi al commento scritto sotto a Giulia, devo dirti che anche l’insulto alle lasagne è una di quelle cose che sono uscite di getto, tanto da farmi pensare che siano state partorite veramente da Fabrizio e non da me!

      Eh sì, “Bad karma” è finito…da un lato non posso fare a meno di pensare “Finalmente!” ma dall’altro non posso negare che un po’ mi mancherà. 😉

    • Anch’io apprezzo le storie che non pretendono di finire per forza con un lieto fine, se questo non è possibile. Pensa che in questi mesi ho sempre creduto che Fabrizio sarebbe morto!

      Tendo a non credere agli autori che dicono di aver perso il controllo sulle proprie opere, ma il bello di questo meccanismo di scrittura è proprio non pianificare prima gli avvenimenti. Sapevo solo che in questo capitolo ci sarebbe stato lo scontro con la Branchini, dopo lo svenimento non avevo più idea di cosa sarebbe successo.

      Infatti il finale è nato per caso, pensando: “Ehi, aspetta! Ma se la Branchini era in mezzo alla stanza allora chi ha acceso la luce?!” E il resto si è scritto da solo, compreso il taglio della lingua di Fabrizio (idea nata lì per lì dopo aver buttato giù l’espressione “grido muto”). Sono contento, insomma, perché l’ultimo paragrafo è stato un vero colpo di scena anche per me. 😉

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    • Grazie Salbaneo! 🙂
      Mi ha fatto un sacco piacere nel corso di questi 5 mesi di stop (l’ottavo capitolo di Bad Karma risale a marzo) passare di qua ogni tanto e trovare nuovi lettori… è stato uno sprone a finire il racconto, visto che la mia ispirazione latitava un po’!

      Spero che il finale ti piaccia… forse metterà a dura prova la sospensione dell’incredulità di qualcuno, ma per ogni domanda o chiarimento io sono qua! 😉

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