Cronache di Keygen – Lo spettro

Un nuovo lavoroLe luci rosse illuminarono il vagone, una luce scarsa che permise di vedere soltanto le sagome degli ospiti che mi accompagnavano sul treno, e a dire il vero poco mi importava finchè nessuno di loro era un bersaglio di qualcuno, un bersaglio di tale importanza da assaltare i treni della mano rossa, coloro che lavorano coi classe b.
La mia mano controllò la tasca che conteneva quello che si potrebbe deffinire un biglietto d’entrata per affari certamente interessanti che riguardano un tipo che chiamano il manager.
Quando però , d’improvviso la luce divenne ancora più buia, capì che il treno entrò nella vecchia metropoli di questo pianeta abbandonato e fu il momento di prepararsi a scendere.
Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentì in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovarono e non furono rari atti di cannibalismo.
Loro sentirono il treno sfrecciare ma non ebbero la possibilità di far breccia nel tunnel della ferrovia e la mano rossa ha assicurato bene il suo introito principale del mezzo più usato e sicuraente con un costo fuori dal comune, d’altronde non esiste più una vera valuta e questo spesso è un problema per i sempliciotti.
Mi avvicinai alla porta e il vetro rispecchiò parte del mio volto vissuto, strano epnsare che con i miei trent’anni sono ancora uno dei più bravi nel mio mestiere e la cicatrice sul volto mi fece ricordare ogni volta che la preparazione è l’alfa e l’omega di ogni lavoro accettato.
Infine le porte il treno si fermò all’unica stazione sicura della metropoli, pieno zeppo di mercenari armati come me, uomini in cerca di fortuna che accompagnarono gente importante oppure semplici guardie impegnati a tener lontana la feccia che non può pagare il biglietto.
Scesi e vidi un poveretto che provò la sua fortuna, ma come si volesse dimostrare, uno delle guardie lo spinse indietro puntando il fucile a pompa contro il petto del disperato, e costui tentò di trattare con voce altrettanto insicura.
“Vi prego, devo salire su quel treno! guardate ho qualche scatoletta di cibo e.. e anche una torcia”
Ma una delle due guardie lo derise afferrando con prepotenza la torcia mentre l’altro rispose con fare arrogante
“Il prezzo è salito, jimmy, la torcia la prendiamo come acconto e quando hai qualcosa di più utile possiamo farti salire, forse”
Terminando con una breve risata a sua volta.
il poveraccio però, che pare già conosciuto dalle due guardie, tentò di riprendersi la torcia avvicinandosi con torso e mani alla guardia armata, e quest’ultimo ovviamente non ne era molto entusiasto.
“Mossa sbagliata, feccia!”
Risposta che sfreccia come la sentenza di un giudice prima che la guardia scocciata abbassa lievemente la canna del fucile per premere il griletto e far fuoco a bruciapelo contro il poveretto che sbalzò di qualche metro prima di toccare il pavimento in una pozza di sangue.
La scena mi bastò e scossi la testa prima di proseguire, d’altronde scene come questa erano all’ordine del girono dal locale chiamato Business, luogo dove mi dirissi io.
La guardia alla porta d’uscita era altrettanto divertito dalla scena di violenza, ma nel momento che mi avvicinai a lui quel sorriso scomparve riconoscendomi o meglio la cicatrice che ebbi sul volto e cosi con voce seria
“Che affari hai qui?”
Chiese secco, e cosi lo accontentai con una breve risposta
“Ho affari con il manager ti basta?”
L’uomo osservò lievemente il mio equipaggiamento e decise di farmi passare, cosi ora mi restò soltanto da decidere cosa fare, andare direttamente dal manager o ascoltare qualche voce di corridoio.

Quale sarà la prima cosa che lo spettro farà?

  • Andrà al mercato per comprare munizioni ed equipaggiamento (23%)
    23
  • Andrà a bersi qualcosa nel luogo più affolato di mercenari di vari tipi per aggiornarsi (54%)
    54
  • Andrà direttamente dal Manager per palrare di affari (23%)
    23
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80 Commenti

  • Mi piace questo stile, molto “cinematografico”…però sarebbe interessante scoprire qualche dettaglio di background in più 😉 (non solo sullo Spettro, ma su tutto il sistema…insomma, sono curiosa!)

  • Una fra le “lacune” di TheIncipit è che se segui una storia non vieni avvisato quando un nuovo episodio è caricato.

    Quando l’hai messo su?

    Ad ogni modo complimenti. Hai fatto un ulteriore salto di qualità.

    Ho votato “spodestare il manager”.

    Al prossimo racconto e in bocca al lupo.

    Bob

  • Non so u,u dichiarare direttamente l’intento di spodestare il Manager sarebbe azzardato. Potrebbe essere un secondo fine, ma sicuramente ora come ora potrà dire di volere qualcosa, che poi sia utile allo spodestamento chissà… prima vorrà testare lo Spettro, metterlo alla prova…

  • Appena ho visto il tuo tra gli ultimi racconti pubblicati subito ho sorriso. Bravo! Crei attesa e si torna a leggerti con curiosità. Poi, lo scenario in cui si muove il racconto, il mondo post-apocalissi, si presenta a sprazzi e rendi il tutto ancora più attraente.
    Ti suggerirei solo di curare la punteggiatura dei dialoghi, che disorienta leggermente.
    Secondo me Sullivan è lì, tra il pubblico, che prega di non essere individuato… e trema… e prega… e trema…. perché sa che se viene beccato, è la fine.

  • avevo commentato il primo capitolo prima di leggere il secondo e i casi sono due:

    o hai già trovato qualcuno che ti correggesse le bozze, oppure questo secondo capitolo l’hai riletto con molta più attenzione, perchè ho trovato decisamente una scrittura più fluida e comprensibile rispetto al pezzo precedente.

    la storia, in più, si fa interessante. continua così 😉

    • ho avuto una mano da aurorafilippi che mi fa notare gli errori che faccio, grazie anche a te per precisare dove sbaglio perchè mi serve moltissimo! Devo capire dove sbaglio! Il primo capitolo tral’altro pensavo si potesse modificare in seguito, grosso sbaglio! una volta pubblicato non si può tornare indietro perciò starò più attento. Chiedo scusa per la mia dimenticanza! Mi fa piacere che ti piaccia perchè la grammatica la si può migliorare, il succo meno.

  • Visto che hai richiesto letture e commenti su Facebook ti ho accontentato,ma sappi che sarò schietta e bVutale 😉 spero apprezzerai qualche consiglio, dato dall’esperienza come lettrice, di sicuro non come scrittrice.

    la storia in se per se sembra interessante, sono curiosa di vedere come si svilupperà più avanti. lo sci-fi è un ambito letterario che ho sperimentato poco quindi per me è tutto nuovo, pertanto non c’è il rischio di trovare la storia noiosa o “già sentita”:

    però secondo me potresti migliorare moltissimo la resa stilistica della narrazione.

    vado per gradi:

    -La concordanza verbale e i verbi in generale: messi in questo modo creano un gran casino, rendono la lettura pesante, e a tratti faticosa da capire. passi dal passato remoto al presente e li usi in maniera impropria, soprattutto perché usi la narrazione in prima persona. con la narrazione in prima persona, lo so bene, è difficile scrivere al passato, viene più naturale al presente (e infatti in certi punti hai erroneamente scritto al presente, mentre gran parte del testo è al passato remoto).
    ti consiglio quando scrivi in prima persona di sfruttare molto l’imperfetto, che si abbina bene al passato remoto della narrazione.

    ti faccio un esempio:

    tu hai scritto “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità ” ; suona notevolmente meglio, invece “Il fucile che TENEVO in mano era più che altro una precauzione che una necessità “.

    un altro errore sulla concordanza dei verbi è sempre in questa frase: “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentì in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovarono e non furono rari atti di cannibalismo.”

    tralasciando che questa frase non si capisce assolutamente dove voglia andare a parare, correggendo soltanto la forma verbale verrebbe:

    “Il fucile che tenevo in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentii in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovavano…”

    – attenzione agli errori di battitura, grammatica, sintassi: molti errori che ho visto sono palesemente di battitura, errori che si correggevano benissimo se riguardavi il testo prima di pubblicarlo. un paio d’esempi: “deffinire” anzichè “definire” , “sicuraente” invece di “sicuraMente” etc…

    insomma in conclusione: la storia può essere interessante, ma devi decisamente riguardare in blocco la grammatica. ci sono degli errori piuttosto gravi, alcuni davvero elementari, come ad esempio: “luogo dove mi dirissi io.” Dirissi non esiste, semmai la prima persona singolare di “dirigere” al passato remoto è “diressi”

    la storia ha delle buone potenzialità, il mio consiglio è che tu continui a scriverla, magari però facendoti correggere le bozze da qualcuno, prima di pubblicarle. è una cosa normalissima, anche gli scrittori più esperti fanno castronerie grammaticali a volte, e infatti nel mercato editoriale hanno inventato una figura professionale apposta per correggere le bozze degli scrittori prima di pubblicarle.

    buona fortuna con il racconto, continuerò a seguirlo volentieri 🙂

  • comunque i dialoghi in ordine sono:
    “Vi prego, devo salire su quel treno! guardate ho qualche scatoletta di cibo e.. e anche una torcia”
    ” Il prezzo è salito, jimmy, la torcia la prendiamo come acconto e quando hai qualcosa di più utile possiamo farti salire, forse ”
    “Mossa sbagliata, feccia! ”
    “Che affari hai qui?”
    “Ho affari con il manager ti basta? “

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