Cronache di Keygen – Lo spettro

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà la prima cosa che lo spettro farà? Andrà a bersi qualcosa nel luogo più affolato di mercenari di vari tipi per aggiornarsi (54%)

L’amico Jack DanielsUn corridoio con luci intermittenti e poi scale larghe e sporche di una vecchia metropolitana: se un tempo tutto era stato tecnologico, ora sembrava antico.
Alla fine delle scale si apriva una vasta area chiusa all’interno di solide mura composte da rottami della metropoli, come una fortezza.
Qui e là luci d’emergenza o fari eran stati messi per illuminare coloro che vi sostavano, persone che sembravano più ombre che persone, intente a sopravvivere in un modo o nell’altro.
Colpi d’arma da fuoco, vicini e distanti, urla di disprezzo, imprecazioni e cadaveri a cui importa solo ai razziatori e alle guardie per farli sparire nel nulla.
Mi diressi verso una struttura in rovina dove sostava un uomo appoggiato al muro con una sigaretta in mano: merce rara al giorno d’oggi.
“Cerco Sullivan“
Dissi con tono diretto all’uomo. Questo mi rispose con un semplice cenno verso la porta come se gli importasse davvero poco di chi entrava.
L’interno sembrava più un capannone che altro, con diversi tavoli, sedie e un bancone vicino alla paratia opposta all’entrata, popolata da circa una ventina di uomini.
Mi fissarono con un silenzio pericoloso, armi alle mani, cercavano di studiare la situazione, chi ero e cosa volevo mentre l’uomo dietro al bancone puliva bicchieri, boccali e altri rottami senza farci caso.
I passi dei miei stivali animarono il salone e, raggiunto il bancone, staccai con un semplice gesto il gancio di sicurezza della fondina. La mano si fermò su una tasca dei pantaloni mimetici per estrarre un sacchetto grosso quanto la mia stessa mano e lo posai sul bancone fissando l’uomo dinnanzi a me.
“Whiskey…“
Scandii bene le lettere. La figura mi fissò sospetta.
“Costa…“
Fissai alcune bottiglie sullo scaffale dietro di lui, aperte con mezzi di fortuna, spaccate con armi da taglio, tanto che mi uscì un sorriso divertito sulle labbra. Aprii il sacchetto posando sulla superficie di freddo metallo un cavatappi, sebbene rovinato ancora utilizzabile
“Questo dovrebbe esserti comodo…“
Ma prima che l’uomo potesse afferrare l’arnese, lo allontanai dalle sue grinfie.
“Aggiungici qualche risposta alle mie domande ed è tuo.“
L’uomo aggrottò la fronte per alcuni istanti prima di afferrare una bottiglia da sotto il bancone e versar il liquido color ambra in un bicchierino di vetro, recipiente per pochi liquidi di lusso. Sorrisi.
“Ho sempre considerato il buon Jack un caro amico di chiacchiere, chissà se piace al manager, tu che dici?“
Lo fissai negli occhi per captarne la reazione.
Alla mia frase alcuni si alzarono con le armi in pugno, il mio compagno di chiacchiere invece storse brevemente le labbra e mi rispose irritato.
“Probabile, ma difficile che tu riesca a presentargli l’amico Jack.“
Nel frattempo mi mostrò nel riflesso di ciò che aveva per le mani tre uomini avvicinarsi alle mie spalle. La mia mano libera scomparve sotto il bancone, vicina a un altro amico: calibro 45.
“Ehi amico, abbiamo sentito che ti piacciono i pezzi grossi, anche a noi sai? Quello che non ci piace sono i musi stranieri.“
Burlone… L’uomo dai capelli color carota stringeva un fucile a pompa di scarsa fattura, così come i suoi due compari, uno per lato.
L’altra mia mano, libera, sfrutta il bicchierino di whiskey assaporandone il calore ad ogni piccolo sorso, alternando le diverse prospettive che il vetro mi dava: tre brutti ceffi, nemmeno tanto spaventosi.
“Capisco… Deduco che c’è molto lavoro per me allora…“ Mi voltai verso pel di carota mostrandogli il volto “…Se voi siete il meglio sul mercato.“
Due iniziarono a scaldarsi, ma il secondo riconobbe la cicatrice.

pare che il nostro uomo sia arrivato ad un punto di stallo, si risolverà la facenda?

  • Risolve tutto il barista, in fondo il locale è suo! (14%)
    14
  • Si risolverà con la viulenza: è tempo che iniziano a tremare (43%)
    43
  • Si risolverà con le parole: la diplomazia può essere un'arma molto efficace (43%)
    43
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80 Commenti

  • Mi piace questo stile, molto “cinematografico”…però sarebbe interessante scoprire qualche dettaglio di background in più 😉 (non solo sullo Spettro, ma su tutto il sistema…insomma, sono curiosa!)

  • Una fra le “lacune” di TheIncipit è che se segui una storia non vieni avvisato quando un nuovo episodio è caricato.

    Quando l’hai messo su?

    Ad ogni modo complimenti. Hai fatto un ulteriore salto di qualità.

    Ho votato “spodestare il manager”.

    Al prossimo racconto e in bocca al lupo.

    Bob

  • Non so u,u dichiarare direttamente l’intento di spodestare il Manager sarebbe azzardato. Potrebbe essere un secondo fine, ma sicuramente ora come ora potrà dire di volere qualcosa, che poi sia utile allo spodestamento chissà… prima vorrà testare lo Spettro, metterlo alla prova…

  • Appena ho visto il tuo tra gli ultimi racconti pubblicati subito ho sorriso. Bravo! Crei attesa e si torna a leggerti con curiosità. Poi, lo scenario in cui si muove il racconto, il mondo post-apocalissi, si presenta a sprazzi e rendi il tutto ancora più attraente.
    Ti suggerirei solo di curare la punteggiatura dei dialoghi, che disorienta leggermente.
    Secondo me Sullivan è lì, tra il pubblico, che prega di non essere individuato… e trema… e prega… e trema…. perché sa che se viene beccato, è la fine.

  • avevo commentato il primo capitolo prima di leggere il secondo e i casi sono due:

    o hai già trovato qualcuno che ti correggesse le bozze, oppure questo secondo capitolo l’hai riletto con molta più attenzione, perchè ho trovato decisamente una scrittura più fluida e comprensibile rispetto al pezzo precedente.

    la storia, in più, si fa interessante. continua così 😉

    • ho avuto una mano da aurorafilippi che mi fa notare gli errori che faccio, grazie anche a te per precisare dove sbaglio perchè mi serve moltissimo! Devo capire dove sbaglio! Il primo capitolo tral’altro pensavo si potesse modificare in seguito, grosso sbaglio! una volta pubblicato non si può tornare indietro perciò starò più attento. Chiedo scusa per la mia dimenticanza! Mi fa piacere che ti piaccia perchè la grammatica la si può migliorare, il succo meno.

  • Visto che hai richiesto letture e commenti su Facebook ti ho accontentato,ma sappi che sarò schietta e bVutale 😉 spero apprezzerai qualche consiglio, dato dall’esperienza come lettrice, di sicuro non come scrittrice.

    la storia in se per se sembra interessante, sono curiosa di vedere come si svilupperà più avanti. lo sci-fi è un ambito letterario che ho sperimentato poco quindi per me è tutto nuovo, pertanto non c’è il rischio di trovare la storia noiosa o “già sentita”:

    però secondo me potresti migliorare moltissimo la resa stilistica della narrazione.

    vado per gradi:

    -La concordanza verbale e i verbi in generale: messi in questo modo creano un gran casino, rendono la lettura pesante, e a tratti faticosa da capire. passi dal passato remoto al presente e li usi in maniera impropria, soprattutto perché usi la narrazione in prima persona. con la narrazione in prima persona, lo so bene, è difficile scrivere al passato, viene più naturale al presente (e infatti in certi punti hai erroneamente scritto al presente, mentre gran parte del testo è al passato remoto).
    ti consiglio quando scrivi in prima persona di sfruttare molto l’imperfetto, che si abbina bene al passato remoto della narrazione.

    ti faccio un esempio:

    tu hai scritto “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità ” ; suona notevolmente meglio, invece “Il fucile che TENEVO in mano era più che altro una precauzione che una necessità “.

    un altro errore sulla concordanza dei verbi è sempre in questa frase: “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentì in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovarono e non furono rari atti di cannibalismo.”

    tralasciando che questa frase non si capisce assolutamente dove voglia andare a parare, correggendo soltanto la forma verbale verrebbe:

    “Il fucile che tenevo in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentii in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovavano…”

    – attenzione agli errori di battitura, grammatica, sintassi: molti errori che ho visto sono palesemente di battitura, errori che si correggevano benissimo se riguardavi il testo prima di pubblicarlo. un paio d’esempi: “deffinire” anzichè “definire” , “sicuraente” invece di “sicuraMente” etc…

    insomma in conclusione: la storia può essere interessante, ma devi decisamente riguardare in blocco la grammatica. ci sono degli errori piuttosto gravi, alcuni davvero elementari, come ad esempio: “luogo dove mi dirissi io.” Dirissi non esiste, semmai la prima persona singolare di “dirigere” al passato remoto è “diressi”

    la storia ha delle buone potenzialità, il mio consiglio è che tu continui a scriverla, magari però facendoti correggere le bozze da qualcuno, prima di pubblicarle. è una cosa normalissima, anche gli scrittori più esperti fanno castronerie grammaticali a volte, e infatti nel mercato editoriale hanno inventato una figura professionale apposta per correggere le bozze degli scrittori prima di pubblicarle.

    buona fortuna con il racconto, continuerò a seguirlo volentieri 🙂

  • comunque i dialoghi in ordine sono:
    “Vi prego, devo salire su quel treno! guardate ho qualche scatoletta di cibo e.. e anche una torcia”
    ” Il prezzo è salito, jimmy, la torcia la prendiamo come acconto e quando hai qualcosa di più utile possiamo farti salire, forse ”
    “Mossa sbagliata, feccia! ”
    “Che affari hai qui?”
    “Ho affari con il manager ti basta? “

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