Cronache di Keygen – Lo spettro

Dove eravamo rimasti?

Chi è Sullivan? Una figura che ancora non si è visto tra il pubblico che guarda la scena (83%)

Un gioco pericolosoLa tensione salì e l’indice strinse il grilletto. Fu una questione di millesimi di secondo, il tamburo si preparò per l’ora del giudizio.
E proprio allora, in quell’istante, un battito di mani ruppe il silenzio.
Un applauso proveniente dalla folla dei presenti, un uomo che nessuno aveva considerato.
“Davvero uno spettacolo degno d’ interesse!”
Un tono divertito da un uomo comune, inosservato, perfetto per un informatore di fama.
Fu lui a salvare il ragazzo tremante, denti serrati e lacrime di disperazione che scendevano sulle guance.
Probabilmente sapeva chi fosse Sullivan, probabilmente tutti sapevano chi fosse ma nessuno fiatò.
Iniziai a capire che tipo d’uomo fosse nel notare che poteva vantare tale rispetto da uomini pronti a vendere il prossimo per pochi spiccioli.
Rinfoderai la .45 e fissai il ragazzo allontanarsi con cautela mentre tutti gli sguardi mi puntarono.
“So cosa vuoi, Mr. Blake, so anche perché.“
Di nuovo quella voce, seduto ad un tavolo con in mano un bicchierino contenente un liquore scuro e denso.
Fissò il liquido ondeggiante, scandendo bene quel nome, solo allora il suo sguardo penetrante trovò interesse nella mia figura. Il suo sorriso si allargò sulla guancia destra, divertito , dominante.
D’impulso la mia mano scattò verso la pistola, le sopracciglia si alzarono e le narici si dilatarono.
Si, era paura.
Come sa il mio nome? E’ davvero cosi bravo?
Pensieri che correvano nella mia mente cercando ordine, cercando razionalità.
L’uomo si alzò e si diresse verso l’uscita senza armi, senza scorta.
“Non ho tutto il giorno…“
Sembrava seccato, intrecciò le dita dietro la nuca.
Lo raggiunsi con passi decisi fino a portarmi al suo fianco e non lo persi di vista.
Quell’uomo sapeva fin troppo di me, un lusso che non potevo permettermi.
L’uomo, indubbiamente Sullivan, si diresse con passo svelto ma rilassato verso la piazza
“Perché questa scenata?“ chiesi con tono irritato.
“Per vedere lo spettro in azione“ sorrise nella penombra “Non sarei arrivato dove sono ora se non mi accertassi delle persone d’interesse”.
Prese una svolta scrutandosi attorno, incroci di sguardi, assensi, come una rete di un linguaggio segreto.
“Vedi, i professionisti scarseggiano, c’è chi mina l’equilibrio.”
Il tono di voce si alzò verso le ultime parole
“Equilibrio?”
Ero perplesso. Sullivan si voltò di scatto facendosi più serio.
“Per essere uno dei migliori mi deludi parecchio…”
Lo fissai in silenzio per alcuni istanti.
“La mano rossa vuole più potere e sta diventando pericolosa” scandì bene le parole strofinandosi il naso “l’alleanza tecnologica, invece, inizia ad avere mercenari privati” scrutò le mie armi “Gente capace, capisci? Senza tecnologia per noi diventa difficile.”
Cercai di assimilare la mole di informazioni.
“Quindi i tecnologici stanno facendo affari con la mano rossa?”
Sullivan scrollò le spalle e fece un sospiro profondo.
“Qualche piccolo scambio l’hanno sempre fatto per tenersi buona la ferrovia. No, stanno tranciando gli scambi con noi!”
Precisò con tono profondo la questione, e finalmente iniziai a vedere il quadro completo.
“Capisco, vi serve la tecnologia per tenere testa sia alla mano rossa che all’alleanza. Soprattutto se i sempliciotti dei rossi vengono forniti con armi avanzate…”
Sullivan sorrise.
“Vedo che il tuo cervello non è settato solo per sparare ma anche per ragionare.”
Il sarcasmo non mi toccò minimamente. Pensavo alla questione sempre più seria, ma soprattutto, erano informazioni che potevano danneggiare il Manager stesso.
“Fammi capire una cosa Sullivan: rischi molto per questa dritta, cosa ci guadagni? E se decidessi di sputtanarti dal Manager?”
Incrociai le braccia. Oramai ero in ballo e quegli uomini a cui aveva fatto cenno mi fissarono, chi più chi meno.
Sullivan avvicinò il suo volto al mio fissandomi dritto negli occhi.
“Vedi, Spettro, non mi sembri così stupido, pensi che io non mi sia assicurato?”
Sorrise sicuro di sé prima di proseguire.
“Ora ti spiego cosa voglio…”

Cosa desidera Sullivan?

  • Diventare il capo dell'alleanza tecnologica (18%)
    18
  • Qualcosa che si trova oltre le montagne, desiderato anche dal Manager (73%)
    73
  • Spodestare il Manager per avere il potere (9%)
    9
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80 Commenti

  • Mi piace questo stile, molto “cinematografico”…però sarebbe interessante scoprire qualche dettaglio di background in più 😉 (non solo sullo Spettro, ma su tutto il sistema…insomma, sono curiosa!)

  • Una fra le “lacune” di TheIncipit è che se segui una storia non vieni avvisato quando un nuovo episodio è caricato.

    Quando l’hai messo su?

    Ad ogni modo complimenti. Hai fatto un ulteriore salto di qualità.

    Ho votato “spodestare il manager”.

    Al prossimo racconto e in bocca al lupo.

    Bob

  • Non so u,u dichiarare direttamente l’intento di spodestare il Manager sarebbe azzardato. Potrebbe essere un secondo fine, ma sicuramente ora come ora potrà dire di volere qualcosa, che poi sia utile allo spodestamento chissà… prima vorrà testare lo Spettro, metterlo alla prova…

  • Appena ho visto il tuo tra gli ultimi racconti pubblicati subito ho sorriso. Bravo! Crei attesa e si torna a leggerti con curiosità. Poi, lo scenario in cui si muove il racconto, il mondo post-apocalissi, si presenta a sprazzi e rendi il tutto ancora più attraente.
    Ti suggerirei solo di curare la punteggiatura dei dialoghi, che disorienta leggermente.
    Secondo me Sullivan è lì, tra il pubblico, che prega di non essere individuato… e trema… e prega… e trema…. perché sa che se viene beccato, è la fine.

  • avevo commentato il primo capitolo prima di leggere il secondo e i casi sono due:

    o hai già trovato qualcuno che ti correggesse le bozze, oppure questo secondo capitolo l’hai riletto con molta più attenzione, perchè ho trovato decisamente una scrittura più fluida e comprensibile rispetto al pezzo precedente.

    la storia, in più, si fa interessante. continua così 😉

    • ho avuto una mano da aurorafilippi che mi fa notare gli errori che faccio, grazie anche a te per precisare dove sbaglio perchè mi serve moltissimo! Devo capire dove sbaglio! Il primo capitolo tral’altro pensavo si potesse modificare in seguito, grosso sbaglio! una volta pubblicato non si può tornare indietro perciò starò più attento. Chiedo scusa per la mia dimenticanza! Mi fa piacere che ti piaccia perchè la grammatica la si può migliorare, il succo meno.

  • Visto che hai richiesto letture e commenti su Facebook ti ho accontentato,ma sappi che sarò schietta e bVutale 😉 spero apprezzerai qualche consiglio, dato dall’esperienza come lettrice, di sicuro non come scrittrice.

    la storia in se per se sembra interessante, sono curiosa di vedere come si svilupperà più avanti. lo sci-fi è un ambito letterario che ho sperimentato poco quindi per me è tutto nuovo, pertanto non c’è il rischio di trovare la storia noiosa o “già sentita”:

    però secondo me potresti migliorare moltissimo la resa stilistica della narrazione.

    vado per gradi:

    -La concordanza verbale e i verbi in generale: messi in questo modo creano un gran casino, rendono la lettura pesante, e a tratti faticosa da capire. passi dal passato remoto al presente e li usi in maniera impropria, soprattutto perché usi la narrazione in prima persona. con la narrazione in prima persona, lo so bene, è difficile scrivere al passato, viene più naturale al presente (e infatti in certi punti hai erroneamente scritto al presente, mentre gran parte del testo è al passato remoto).
    ti consiglio quando scrivi in prima persona di sfruttare molto l’imperfetto, che si abbina bene al passato remoto della narrazione.

    ti faccio un esempio:

    tu hai scritto “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità ” ; suona notevolmente meglio, invece “Il fucile che TENEVO in mano era più che altro una precauzione che una necessità “.

    un altro errore sulla concordanza dei verbi è sempre in questa frase: “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentì in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovarono e non furono rari atti di cannibalismo.”

    tralasciando che questa frase non si capisce assolutamente dove voglia andare a parare, correggendo soltanto la forma verbale verrebbe:

    “Il fucile che tenevo in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentii in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovavano…”

    – attenzione agli errori di battitura, grammatica, sintassi: molti errori che ho visto sono palesemente di battitura, errori che si correggevano benissimo se riguardavi il testo prima di pubblicarlo. un paio d’esempi: “deffinire” anzichè “definire” , “sicuraente” invece di “sicuraMente” etc…

    insomma in conclusione: la storia può essere interessante, ma devi decisamente riguardare in blocco la grammatica. ci sono degli errori piuttosto gravi, alcuni davvero elementari, come ad esempio: “luogo dove mi dirissi io.” Dirissi non esiste, semmai la prima persona singolare di “dirigere” al passato remoto è “diressi”

    la storia ha delle buone potenzialità, il mio consiglio è che tu continui a scriverla, magari però facendoti correggere le bozze da qualcuno, prima di pubblicarle. è una cosa normalissima, anche gli scrittori più esperti fanno castronerie grammaticali a volte, e infatti nel mercato editoriale hanno inventato una figura professionale apposta per correggere le bozze degli scrittori prima di pubblicarle.

    buona fortuna con il racconto, continuerò a seguirlo volentieri 🙂

  • comunque i dialoghi in ordine sono:
    “Vi prego, devo salire su quel treno! guardate ho qualche scatoletta di cibo e.. e anche una torcia”
    ” Il prezzo è salito, jimmy, la torcia la prendiamo come acconto e quando hai qualcosa di più utile possiamo farti salire, forse ”
    “Mossa sbagliata, feccia! ”
    “Che affari hai qui?”
    “Ho affari con il manager ti basta? “

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