Cronache di Keygen – Lo spettro

Dove eravamo rimasti?

Cosa desidera Sullivan? Qualcosa che si trova oltre le montagne, desiderato anche dal Manager (73%)

Il managerSullivan si guardò attorno.
“Il manager ti darà un incarico per recuperare un pacco“ alzò il dito come rafforzativo “Dovrai riflettere bene a chi dare quel pacco, amico, io potrei farti tornare in B o perfino A”
Fui sorpreso, ma prevalse lo scetticismo.
“Cazzate, nessuno lascia questo buco! Sappiamo entrambi che esiste un portale sola andata da B verso questo inferno”
Sullivan rise lievemente.
“Vai dal Manager, saprà illuminarti. Mi farò vivo quando avrai un quadro della situazione”
La conversazione finì con un cenno verso un locale, il più appariscente, poi imboccò un’altra strada.
Costruzione enorme, insegne di vario tipo, led di ogni colore e una lunga fila all’ingresso.
Grossi gorilla smistavano la gente con grugniti e carezze ribaltanti.
Salii le scale in cemento con ancora rimasugli di statue, forse un tempo appartenute a un edificio importante.
All’ingresso uno dei gorilla mi fissò, mi studiò, e mi fece cenno di passare, probabilmente grazie a Sullivan.
Dopo tanti anni la mia curiosità fu finalmente saziata. Molta gente mi aveva parlato di quel business, ognuno in modo diverso e, quando superai la soglia, un’ondata di bassi mi colpì assieme a fastidiosi fasci di luce.
Poi un ritmo di suoni elettronici, orecchiabili seppur monotoni, e una voce femminile che cantava qualcosa sull’ultimo giorno di vita.
La massa era persa nel ballo, chi nella droga, chi con donne senza remore mentre un uomo dietro ad una console animava quel locale assieme a ballerine più nude che vestite.
Non ebbi il lusso della distrazione e mi feci largo, alzai lo sguardo verso le luci che camuffavano quel che era veramente il business: passerelle sopraelevate con uomini ben armati e fare ronda. Notai alcuni privè, raduno per chi aveva soldi e affari da proporre.
Io però mirai più in alto ancora e trovai le scale per il piano superiore. Mi fecero passare, questa volta fui perfino accompagnato fino a un’ultima porta, che mi fu aperta solo dopo aver consegnato le mie armi.
Fu come passare da un mondo a un altro. L’interno ricordava vagamente l’antica cultura umana, e mi sorprese che in un mondo come quello potesse ancora esistere tutto ciò.
La melodia di un violino e un canto leggero riempirono la sala, una musica sentita raramente, quando ancora ero un B..
Un uomo dalla pelle scura stava accomodato su un divano, con un completo elegante e lunghi rasta raccolti.
Il suo sguardo era concentrato, catturato dalle donzelle in intimo che sfilavano dinnanzi a lui, belle e curate, risparmiate e protette dal mondo brutale in cui viviamo.
“La prima e la quarta”
Disse con tono profondo ad un uomo dietro di lui che annuì.
“Potete andare, tutti, tranne il mio ospite”
Posò gli occhi penetranti su di me. Alzò il mento e mi indicò una poltrona.
“Prego, siediti”
Non persi tempo scrutando l’interno della stanza pieno di rilievi e disegni raffiguranti angeli e santi.
“L’uomo che divenne uno spettro…” il suo sguardo studiò il mio volto “Quella cicatrice, il tuo emblema”
Incrociai il suo sguardo.
“Parliamo di affari, ho con me un regalo di buona volontà”
Estrassi una scheda elettronica dalla tasca e lo posai sul tavolo di vetro di fronte a me.
Il manager fissò la scheda, poi la prese per scrutarla meglio.
“E’ una scheda di comunicazione, con quella puoi perfino parlare con la classe B se hai la giusta attrezzatura ovviamente e…”
Ma l’uomo mi fermò con un cenno ascoltando il suono dei violini.
“Conosci Mozart?” sorrise “Presumo di no. Lacrimosa esprime la sua devozione…” l’indice accompagnò il ritmo “La stessa devozione che mostro io, gestendo questo purgatorio, dove dio manda i peccatori”
Allargò le braccia.
“Io non voglio essere contaminato dalla corruzione dell’altro mondo, anzi, voglio fare in modo che tutto rimanga come è stato fino ad ora”
E con un comando azionò una parete che si scostò rivelando qualcosa di sorprendente.

Cosa sta per rilevare il Manager?

  • il piano di guerra per affrontare la mano rossa e l'alleanza tecnologica (25%)
    25
  • Il cadavere di un Alieno e i suoi artefatti (25%)
    25
  • Documenti che parlano di com'era il mondo prima della guerra con gli alieni, dell'esistenza di altri portali che potrebbero cambiare la sorte del pianeta prigione (50%)
    50
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80 Commenti

  • Mi piace questo stile, molto “cinematografico”…però sarebbe interessante scoprire qualche dettaglio di background in più 😉 (non solo sullo Spettro, ma su tutto il sistema…insomma, sono curiosa!)

  • Una fra le “lacune” di TheIncipit è che se segui una storia non vieni avvisato quando un nuovo episodio è caricato.

    Quando l’hai messo su?

    Ad ogni modo complimenti. Hai fatto un ulteriore salto di qualità.

    Ho votato “spodestare il manager”.

    Al prossimo racconto e in bocca al lupo.

    Bob

  • Non so u,u dichiarare direttamente l’intento di spodestare il Manager sarebbe azzardato. Potrebbe essere un secondo fine, ma sicuramente ora come ora potrà dire di volere qualcosa, che poi sia utile allo spodestamento chissà… prima vorrà testare lo Spettro, metterlo alla prova…

  • Appena ho visto il tuo tra gli ultimi racconti pubblicati subito ho sorriso. Bravo! Crei attesa e si torna a leggerti con curiosità. Poi, lo scenario in cui si muove il racconto, il mondo post-apocalissi, si presenta a sprazzi e rendi il tutto ancora più attraente.
    Ti suggerirei solo di curare la punteggiatura dei dialoghi, che disorienta leggermente.
    Secondo me Sullivan è lì, tra il pubblico, che prega di non essere individuato… e trema… e prega… e trema…. perché sa che se viene beccato, è la fine.

  • avevo commentato il primo capitolo prima di leggere il secondo e i casi sono due:

    o hai già trovato qualcuno che ti correggesse le bozze, oppure questo secondo capitolo l’hai riletto con molta più attenzione, perchè ho trovato decisamente una scrittura più fluida e comprensibile rispetto al pezzo precedente.

    la storia, in più, si fa interessante. continua così 😉

    • ho avuto una mano da aurorafilippi che mi fa notare gli errori che faccio, grazie anche a te per precisare dove sbaglio perchè mi serve moltissimo! Devo capire dove sbaglio! Il primo capitolo tral’altro pensavo si potesse modificare in seguito, grosso sbaglio! una volta pubblicato non si può tornare indietro perciò starò più attento. Chiedo scusa per la mia dimenticanza! Mi fa piacere che ti piaccia perchè la grammatica la si può migliorare, il succo meno.

  • Visto che hai richiesto letture e commenti su Facebook ti ho accontentato,ma sappi che sarò schietta e bVutale 😉 spero apprezzerai qualche consiglio, dato dall’esperienza come lettrice, di sicuro non come scrittrice.

    la storia in se per se sembra interessante, sono curiosa di vedere come si svilupperà più avanti. lo sci-fi è un ambito letterario che ho sperimentato poco quindi per me è tutto nuovo, pertanto non c’è il rischio di trovare la storia noiosa o “già sentita”:

    però secondo me potresti migliorare moltissimo la resa stilistica della narrazione.

    vado per gradi:

    -La concordanza verbale e i verbi in generale: messi in questo modo creano un gran casino, rendono la lettura pesante, e a tratti faticosa da capire. passi dal passato remoto al presente e li usi in maniera impropria, soprattutto perché usi la narrazione in prima persona. con la narrazione in prima persona, lo so bene, è difficile scrivere al passato, viene più naturale al presente (e infatti in certi punti hai erroneamente scritto al presente, mentre gran parte del testo è al passato remoto).
    ti consiglio quando scrivi in prima persona di sfruttare molto l’imperfetto, che si abbina bene al passato remoto della narrazione.

    ti faccio un esempio:

    tu hai scritto “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità ” ; suona notevolmente meglio, invece “Il fucile che TENEVO in mano era più che altro una precauzione che una necessità “.

    un altro errore sulla concordanza dei verbi è sempre in questa frase: “Il fucile che tenni in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentì in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovarono e non furono rari atti di cannibalismo.”

    tralasciando che questa frase non si capisce assolutamente dove voglia andare a parare, correggendo soltanto la forma verbale verrebbe:

    “Il fucile che tenevo in mano era più che altro una precauzione che una necessità quando sentii in lontananza le grida dei depravati delle strutture vicine in rovina, esseri che un tempo erano umani e che ora erano ridotti simili ad animali, costretti a cibarsi di quello che trovavano…”

    – attenzione agli errori di battitura, grammatica, sintassi: molti errori che ho visto sono palesemente di battitura, errori che si correggevano benissimo se riguardavi il testo prima di pubblicarlo. un paio d’esempi: “deffinire” anzichè “definire” , “sicuraente” invece di “sicuraMente” etc…

    insomma in conclusione: la storia può essere interessante, ma devi decisamente riguardare in blocco la grammatica. ci sono degli errori piuttosto gravi, alcuni davvero elementari, come ad esempio: “luogo dove mi dirissi io.” Dirissi non esiste, semmai la prima persona singolare di “dirigere” al passato remoto è “diressi”

    la storia ha delle buone potenzialità, il mio consiglio è che tu continui a scriverla, magari però facendoti correggere le bozze da qualcuno, prima di pubblicarle. è una cosa normalissima, anche gli scrittori più esperti fanno castronerie grammaticali a volte, e infatti nel mercato editoriale hanno inventato una figura professionale apposta per correggere le bozze degli scrittori prima di pubblicarle.

    buona fortuna con il racconto, continuerò a seguirlo volentieri 🙂

  • comunque i dialoghi in ordine sono:
    “Vi prego, devo salire su quel treno! guardate ho qualche scatoletta di cibo e.. e anche una torcia”
    ” Il prezzo è salito, jimmy, la torcia la prendiamo come acconto e quando hai qualcosa di più utile possiamo farti salire, forse ”
    “Mossa sbagliata, feccia! ”
    “Che affari hai qui?”
    “Ho affari con il manager ti basta? “

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