Spaghetti Western

Dove eravamo rimasti?

Per concludere, ovviamente: Vogliamo un triello. (64%)

Fortuna, Fede e Disperazione.– Davvero pensavi che dopo tutto questo trambusto avrei diviso il bottino?
– Non fare pazzie Nick, questo buco schifoso è così pieno di dinamite che nemmeno tu riusciresti a scamparla. Metti giù la cazzo di pistola.
– Hai ragione. Meglio se ti sparo fuori.
Uscirono uno dietro l’altro, quello davanti con le mani in alto.
Il Reverendo li attendeva, le gambe divaricate e il fucile già carico.
Nick Tre Vite ebbe un istante di esitazione e il vicesceriffo zoppo, approfittando dell’occasione, si allontanò di alcuni passi, finché una doppietta fece saltare una zolla di terra da sotto ai suoi piedi: allora si fermò.
– La messa non è ancora finita – lo ammonì il Reverendo, il fucile che ancora fumava.
Nero e terribile si innalzava nella polvere, mentre un fremito invisibile lo scuoteva tutto quanto: il santo aveva lasciato il posto al bandito, e il bandito voleva sangue.
Alla sua destra, a circa venti metri, lo zoppo stava dove s’era fermato e sudava freddo al pensiero di doversi confrontare con avversari di quel calibro: già sentendo in bocca il sapore ferroso della morte, recitava a bassa voce un rosario di suppliche e bestemmie.
Nick Tre Vite, sicuro della sua fortuna, stava ritto davanti all’entrata della grotta.
Lo Sciacallo da parte sua, che con un’arma in mano era pericoloso per sé stesso e per gli altri, s’era seduto sul carro. Dalla tasca posteriore di uno dei minatori aveva sfilato un’armonica e ora suonava aspettando che tutto finisse.

A lungo volarono sguardi appuntiti come aghi: saltavano dalla punta della canna dopo la rincorsa dal fondo dell’occhio.
Il resto fu un attimo.
S’udirono solo due spari, uno dei tre cadde morto senza neppure aver tempo di fare fuoco.
Nick Tre Vite, dopo aver colpito il bersaglio, si volse a guardare quello che era ancora in piedi.
– Il West non sa che farsene di anziane leggende, Reverendo – lo derise, ché stavolta il proiettile non gli era passato neppure vicino – mi hai mancato di nuovo.
Tirò il grilletto e si preparò a far fuoco una seconda volta.
Lo Sciacallo smise di suonare, il Reverendo sorrise.
– Pentiti – gridò – perché sono venuto a portare il fuoco sulla terra.
– Falla finita con questa pagliacciata e sforzati di crepare in modo dignitoso. Cosa diavolo vai farneticando?
– Non è a te, che ho mirato. Chi ha orecchie per intendere, finché le ha, intenda.
Una goccia di terrore scivolò sulla tempia del cacciatore di taglie, ora che il silenzio aveva svelato un sibilo sottile, proveniente da dentro la pancia della collina.
Fece appena in tempo a voltarsi: l’esplosione lo avvolse, inghiottendo il suo grido e disintegrando i suoi tratti in una pioggia d’oro e di fuoco.

L’avvoltoio volava lento, sfruttando il vento caldo del deserto.
Con pazienza e un poco di fortuna avrebbe rimediato un pasto abbondante: più in basso, molto più in basso, cavalcavano fianco a fianco due uomini, e a ogni passo del cavallo faceva eco un tintinnio di monete.
– Dove andiamo? – domandò uno.
– Verso la Terra Promessa.
Sempre la stessa domanda, sempre la stessa risposta.
– Perché?
– Perché il Signore mi ha detto così.

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129 Commenti

  • Nella la puntata 3, non ho capito se il fatto che i bisonti fossero di appena 300Kg fosse voluto.
    Da wikipedia, sul bisonte americano (dato da prendere con le molle ma piuttosto verosimile): i maschi, più grossi delle femmine, possono raggiungere anche i 190 cm di altezza al garrese e pesano in media 750–900 kg

    P.S.
    per il resto il racconto continua a piacermi (peccato non poter votare per deciderne l’andamento, in quanto tutto è già stato scritto e terminato da qualche mese).

  • Anche il mio giudizio è molto positivo. Sono d’accordo sulla faccenda degli incipoints, ma era una storia troppo particolare (a cominciare dal genere) per coinvolgere un pubblico più vasto. Io stesso non l’avrei letto, se non fosse stato per Django al cinema. Ma sto cavillando.

    Alla fine è stata una bella storia, una bella lettura. Una delle più belle, qui, è vero. E non importa se non ha raggiunto alti livelli. Conta, appunto, la storia. Complimenti sinceri!

    ciao
    Marco

  • Concordo con tutti quelli che dicono essere stata una grande storia. Anzi è una grande storia, di quelle da rileggere.
    Complimenti per il finale, è stato tanto bello quanto tutta la storia.
    Se vorrai scrivere altro io sarò qui a leggerti!

  • BUAAAAA. lo sapevo che questo momento sarebbe arrivato. lo sapevo. e sapevo anche che sarebbe stata durissima. ora che è arrivato confermo tutto: sono disperato! perchè il finale fa onore a una grandissima storia, sei stato fantastico, mi hai avuto in pugno fin dal fino episodio ferdinando 🙂
    e poi, diciamocelo, è una storia positiva a lieto fine (non c’avrei mai scommesso). fa pure ben sperare per il futuro, tiè.

    ps: lo sai, io ti aspetto al varco. sì, è tipo una minaccia. fanne un altra, quello che vuoi, ma non smettere di scrivere qui su the incipit.

  • Beh, che dire, spero di avervi fatto trascorrere qualche minuto piacevole.
    Chissà che non possa avere il piacere di farvi leggere qualcos’altro, prima o poi.
    Intanto grazie a tutti per aver tenuto duro fino alla fine!

    PS: Per amor di cronaca, esiste, in realtà, un fiume nei pressi di Edmond City, Oklahoma, che si chiama Deep Fork.

  • Ci sono cose che non dovrebbero finire tanto facilmente. Tipo questa storia!
    E se proprio deve finire allora che finisca con un triello. Spara, spara muori, muori spara, spara spara, muori muori.

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