Villa Valdi

L’acquistoQuando comprò la villa, era stata avvisata. In paese si andava narrando che la casa fosse infestata da qualche strana, aleggiante e intimorente presenza. Mai nessuno nelle ultime due generazioni aveva avuto modo di trovarsi di fronte a questo fantomatico e leggendario spirito, la gente del paese ci pensava due volte prima di avventurarsi di giorno sulla strada per la casa, e tantomeno lo faceva di notte.
Lei decise di comprarla ugualmente, senz’averla visitata all’interno perché l’agente immobiliare aveva espresso un gentile, ma categorico rifiuto di accompagnarla.
-Nessuno si avventura nei pressi di Villa Valdi,- disse l’ometto dell’agenzia immobiliare.
-Vuol dire che lo farò sola.- Rispose lei senza timore apponendo un veloce scarabocchio che doveva essere la sua firma in calce sul contratto di compravendita.
Vendere Villa Valdi per l’agente era stato l’affare del secolo. Le case infestate sono il peggior incubo dei venditori immobiliari, abitate da spiriti che non pagano gli affitti e non sfrattabili. Solitamente non si riesce nemmeno a vendere un certo tipo di case, ma quella volta era andata diversamente.
Era arrivata lei, Sarah. Una donna decisa e passionale, caratteristiche che sfoderava con una chioma riccia e nera e un caldo sorriso che all’occorrenza sapeva tramutarsi in un paio di labbra arricciate a coprire i denti serrati. Aveva comprato Villa Valdi senza pensarci troppo. -Sei troppo avventata nelle tue scelte,- le avrebbe detto suo padre se fosse stato ancora in vita. -Devi riflettere sulle cose prima di prendere decisioni importanti.-
Ma lei aveva sempre vissuto così, più istintiva che razionale. E questo particolare modo di essere l’aveva portata a divenire la migliore manager di se stessa.
La villa era stata venduta sbaragliando tutte le previsioni che la davano destinata a svanire nel tempo, sola con le sue storie su spiriti e presenze. E Sarah veniva già vista in paese come un’intrepida donna destinata a durare ben poco a Villa Valdi.
Audace e troppo sfrontata come i ragazzini che sfidavano vicendevolmente il coraggio degli altri coetanei del gruppo. Quelli erano riusciti ad arrivare soltanto ai gradini della scalinata in legno che raggiungeva la porta d’ingresso. Cinque scalini scheggiati, un pianerottolo quadrangolare, una svolta a destra, altri sette scalini di cui uno rotto nel mezzo. Lo aveva ridotto a quel modo uno degli ultimi sfidanti della sorte, quando il legno marcio del quinto scalino aveva ceduto al peso di Johnny, un ragazzino del paese. L’unico che era riuscito ad arrivare così vicino e l’ultimo che ci aveva provato. Gli mancavano soltanto due gradini e tre passi sotto il portico con le colonne rese sbilenche dal peso del terrazzo sovrastante, per l’accesso alla casa della morte ed entrare incontestabilmente nella storia.
Il piede era rimasto incastrato dopo essere sprofondato nel vuoto della scalinata. Aveva chiesto aiuto ai suoi amici che si erano tenuti a distanza di sicurezza, nessuno aveva avuto il coraggio di fare quei pochi passi per estrarre l’amico dalle schegge minacciose e imploranti altro sangue della sua giovane caviglia.
Il silenzio assoluto che avevano mantenuto contemplando Johnny e la sua salita alla gloria, era stato disintegrato dal rumore del legno spezzato e dalle urla di dolore misto a panico del piccolo e coraggioso ragazzino.
Uno dei codardi del gruppetto ai piedi della scalinata, decise di prendere in mano quel che rimaneva da salvare della situazione e di tirare fuori l’amico da quel legno maledetto in chissà quale epoca.
Quando stava per posare il piede a rilento sul primo gradino, una melodia lontana fu udita da tutti i presenti. Note soffuse di archi si diffusero nella notte buia, dapprima basse e lente, poi in un crescendo fendettero la nebbia con il loro inaspettato suono demoniaco di organi. Insinuarono terrore negli animi dei ragazzini che avevano dimenticato cosa fosse la baldanza.
Di scatto voltarono tutti lo sguardo alla porta d’ingresso della casa.

Si continua nel passato o nel presente?

  • Qualcuno abita Villa Valdi e non vuole intrusi (25%)
    25
  • Quello di Johnny è soltanto un vecchio ricordo, ora la storia continua con Sarah nel presente (25%)
    25
  • Johnny rimane incastrato e i suoi amici scappano lasciandolo da solo in preda alla casa infestata (50%)
    50
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68 Commenti

  • Dimenticavo… Ho visitato il tuo blog “noruleswords.wordpress.com” ed è ammirevole come tu riesca a pubblicare ogni giorno un racconto diverso, trattando più tematiche.
    Ma se mi concedi una domada… come fai a trovare sempre nuovi argomenti?

  • Mi ero perso un paio di episodi, ma ho recuperato e noto con stupore che il racconto procede a gonfie vele, continuando a mantenere alta l’attenzione del lettore.
    Mi sono già fatto un paio di idee…. non vedo l’ora di leggere il prossimo.
    Bravo

  • Complimenti per la scrittura. Sei lineare e dettagliato, ma conciso. Non ti perdi in troppi dettagli inutili, ma dai ciò che serve al lettore per capire.
    Poi, pensando che ciò che conta non è la meta, ma il viaggio, decido di stare ancora un po’ sulle spine e sapere chi sta arrivando dal paese.

  • musica, parte la musica!
    e se fosse un modo per capire che qualcuno si sta avvicinando? come è successo con Johnny nel passato, come se preannunciasse l’arrivo di un ospite inaspettato, sgradito… o pericoloso!

  • Complimenti Aristide.
    La descrizione dei fatti è molto dettagliata, come dovrebbe essere in questo genere di racconti e ciò permette al lettore di viaggiare con la fantasia alla ricerca dell’arcano.

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