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Body 2.0

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade? Quando Judith si sveglia accanto a lei non c’è nessuno. (50%)

Un crème caramel vomitatoBianco. Il bianco mi ha sempre dato fastidio, non so perché. In questo momento me ne dà ancora di più. Perché al posto di Peter c’è solo il bianco delle lenzuola. Prendo lo smartphone per guardare l’ora e vedo il suo messaggio: «Uscito per controllare situazione, torno presto». Mi aspettavo un «Bacio» finale, ma è già tanto che non ci sia scritto «Stop».
Mi giro dall’altra parte, decisa a riprendere sonno, ma poco dopo il telefono squilla. Guardo, è lui.
«Dove sei finito?»
«Stanno arrivando: cerco di farmi seguire. Sul mio comodino c’è la card di un’auto: è per te».
«Peter, io non so se…»
«Prendi l’ascensore del personale di servizio. Usa la card. Scendi e vai al parcheggio esterno. Non quello sotterraneo, hai capito? Nell’auto troverai tutto ciò che ti serve. Vai adesso».
Prendo la mia borsa e la card, passo davanti alla porta aperta del bagno e faccio per uscire, ma con la coda dell’occhio vedo qualcuno lanciarmi un’occhiata spaventata e poi sparire. Una donna. Incomincio a tremare. Nonostante la paura, faccio un passo indietro. Eccola, il volto largo e schiacciato, gli zigomi di pastafrolla, gli occhi piccoli: riflessa nello specchio ci sono io. È come se durante la notte un chirurgo plastico si fosse divertito a rendere la mia faccia piatta e gonfia, ma sono inequivocabilmente io. Barcollo chiedendo aiuto al primo stipite che incontro. Mi gira la testa.

Mentre scendo con l’ascensore di servizio ripenso al mio volto: merda, sembra un crème caramel vomitato, cos’è successo? Cosa mi ha fatto Peter? È per forza colpa sua, è lui l’unica variabile, la sola persona con cui ho avuto a che fare dall’ultima volta che mi sono guardata allo specchio. Sbircio il display per capire quanto manca al piano terra, ma suona l’allarme: l’ascensore si ferma docilmente e le porte si aprono.
Appena fuori, riesco a fare qualche passo prima che due braccia muscolose mi afferrino trascinandomi in un angolo del corridoio.
«Tranquilla, Judith, sono io».
Un senso di sollievo mi pervade: se è Peter sono al sicuro. Mi volto per baciarlo, ma ciò che vedo mi raggela. Gambe e braccia si divincolano senza controllo, indietreggio e annaspo: davanti a me c’è un ragazzo dai capelli scuri e la pelle olivastra, le labbra carnose e gli occhi neri come la pece. Eppure ha la voce di Peter.
Prima che mi metta a urlare, lui mi tappa la bocca con una delle sue grandi mani.
«Non ora, Judith, non ora. Gli uomini di Abedo sono vicini. Scendi per le scale, mancano pochi piani, e raggiungi l’auto. Io intanto me li porto dietro. Vai!»

Esco nel parcheggio respirando a pieni polmoni i vapori nauseabondi emessi da uno dei tanti iMacDonald che appestano la città e che, dopo la fusione societaria di qualche anno fa, si sono moltiplicati ovunque.
Alzo la card in un gesto inutile e plateale: la Ford nera ha già manifestato la sua presenza sul geolocalizzatore dello smartphone, accoppiatosi segretamente con la card durante la mia squallida fuga. Prima di salire in auto alzo lo sguardo verso il primo dei passaggi sospesi dell’edificio da cui sono uscita: Peter è lì, spiaccicato contro il vetro da due uomini che lo tengono fermo in attesa di una terza figura, vestita di bianco, che si avvicina senza fretta. Prima di raggiungere Peter si volta e guarda in basso, verso di me. Si toglie il cappello per un saluto d’altri tempi.
Salgo in macchina, metto in moto ed esco dal parcheggio, mentre il computer di bordo inizia a snocciolare informazioni: «Buongiorno Judith, è un’ottima giornata per viaggiare: la temperatura esterna è di 75 gradi Fahrenheit, l’umidità è del 48%, la visibilità buona. Proseguo verso la destinazione prestabilita. Nel frattempo, c’è un messaggio registrato per lei: quando lo vuole ascoltare dica semplicemente “Riproduci messaggi”».

Cosa decide di fare Judith?

  • Judith continua a guidare e cancella il messaggio senza ascoltarlo (17%)
    17
  • Judith prosegue senza ascoltare il messaggio (29%)
    29
  • Judith ferma l’auto e ascolta subito il messaggio (54%)
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208 Commenti

  • Judith si fida di Xavier, assolutamente. E gli cede il volante appena in tempo.
    Complimenti Filippo, storia che non smette MAI di essere avvincente (e sexy) 🙂
    Adesso arriva il decimo, che ci terrà un po’ sulle spine… per poi finalone inedito nell’ebook di WePub: già pregusto!

  • Hai capito che colpo di scena il nostro autostoppista figo! Altro che Thelma e Louise!!! 😉 (l’ho immaginato proprio come volevi)

    Io voto per un bel posto di blocco, voglio un’azione allucinante e voglio sentire fischiare le gomme sull’asfalto… O si fermano al posto di blocco??? Decidi tu. Mi fido. 😉

    • Il giovane autostoppista, è un ometto! Hai presente quello di Thelma e Louise? Ecco, potrebbe essere un tipo così. Forse.

      Sì, sono vicino al termine (anche se dopo il decimo scriverò il capitolo finale, più lungo, che, insieme agli altri sarà contenuto in un ebook edito da WePub).
      Non so però se continuare la storia. Essendo un prequel, il seguito c’è già.

      E tu, finiti i 10 episodi continuerai? (la risposta giusta è “sì”)

      • Sì sì, sapevo del prequel e di WePub, mi chiedevo se volessi continuare il finale o il mezzo, insomma dilatare ancora la storia. In ogni caso, ti seguirò.
        Io di sicuro non abbandonerò questo mezzo però pensavo di iniziare una storia nuova con un genere nuovo, ho alcune idee. Anche se mi è balenata l’idea di approfondire la vita di Marta e Leo.
        Tu cosa mi consiglieresti?

        Ho presente l’ometto di Thelma e Louise, i pianti anche con quel film.
        Chissà perché il tuo autostoppista me l’ero immaginato donna.
        S.

        • A me piace molto leggere (e anche scrivere, via) degli stessi personaggi in contesti temporali, e non solo, diversi. Trovo che sia molto stimolante.
          Poi Marta e Leo sono due personaggi che, secondo me, vale la pena approfondire.
          In quanto al genere, definire La geometria delle cose “rosa” è plausibile solo se si è obbligati a farlo e le alternative sono fantascienza, giallo, ecc.
          Comunque, anch’io ti seguirò: mi piace molto come scrivi.

          Già, che film fantastico. Anche se all’autostoppista preferivo Jimmy.

  • La situazione si fa sempre più complicata..e allora io per aiutarti 🙂 dentro ci infilò anche un giovane autostoppista!
    D’altra parte si sa che fare l’autostop in america è altamente sconsigliato..cazzi suoi!

  • Ho cominciato ora a leggere questa storia.
    è un periodo talmente incasinato che ho a malapena tempo per scrivere la mia.
    Ma oggi, domenica, mi voglio rilassare leggendo.
    Bravo

    • Povere, sì. Devono mettersi in testa (ops) che è giunta l’ora di fare outing. Però hai ragione: sfido chiunque a sostenere che Madonna non sia una vera bionda.

      Peter stravince: pensa che avevo messo l’opzione solo perché in qualche commento al capitolo precedente era stato tirato in ballo. Io l’avevo già dato per disperso, annientato, desaparecido, esodato. E invece.

  • Il titolo è fenomenale..per non parlare dell’incipit. Io avrei pensato le stesse identiche cose!

    E ora, grazie a te, voglio prendere una stanza in un motel solo per vedere un road runner.

    Ps. Per me a cercarla è Peter…

  • Mi piace come mi presenti Judith dal punto di vista psicologico…la trama si sta infittendo ed era giusto fare una sorta di “punto della situazione”.

    Bella la parte in cui lei scopre che vorrebbe essere amata da lui, proprio quando lui le dichiara il contrario. E’ una cosa che accade spesso nella realtà e, questi indizi reali avvicinano al personaggio. Ci riconosciamo in lui.

    Bravo!

    Ps. Ieri ho votato per il pedinamento in auto e poi non sono riuscita a dire la mia 🙂

  • molto bello il flusso di coscienza a intermittenza con le parole di Peter. lui, così distaccato, che tenta di spiegare una cosa così assurda. e lei, che nemmeno si riconosce al tatto: deve essere una sensazione agghiacciante.

    a tutta velocità verso la meta!

    • L’opzione più vicina sarebbe la due, ma forse non sono stato abbastanza chiaro: il fatto che non ascolti subito il messaggio non esclude che lo faccia in seguito.

      Ho tentato di descrivere un futuro prossimo, e sono felice che risulti convincente.
      In generale mi sembra che ambientare le storie venti, trent’anni nel futuro moltiplichi le possibilità senza “obbligare” a sottostare a un genere (l’esempio che mi viene automatico è l’ultimo capitolo di “Il tempo è un bastardo”, per non parlare di “Infinite Jest”)

      Ehi, io aspetto il seguito della tua storia! A presto.

    • anche io ho pensato la stessa cosa di Serena 😀 ascoltare il messaggio mentre continua a guidare. visto che per me è davvero impellente sentirlo, ho votato l’opzione anche se sarà costretta a fermare la macchina.
      bellissima questa cosa delle mutazioni, la storia è davvero avvincente! bravo Filippo

  • Non ci credo che resista ad ascoltare il messaggio! Troppe cose strane stanno succedendo, spererà di capirci qualcosa! Diamine però, l’immagine del crème caramel al posto della faccia è pazzesca! Complimenti!

  • ah come ce la vedo bene un’irruzione! magari mentre Judith tenta di capire se fosse solo un’elucubrazione o davvero qualcosa stesse cambiando in Peter.

    La storia fila che è un piacere, complimenti!

  • La storia dei letti che necessitano di un’eguaglianza e poi tutto il pezzo che viene dopo, sono, insieme, una delle cose più belle che abbia mai letto.
    E io ho letto davvero tanto.
    Per cui, questo, è un complimento.
    Un po’ diverso dagli altri.

    Ora che ti ho fatto la sviolinata 🙂 ti faccio restare lei sola al risveglio.
    Mistero. Rabbia.
    Il genere femminile è imprevedibile.
    😉

    • Beh, che dire? Il tuo commento mi ha davvero reso confuso (e felice): il plot a me pare più che un fine una scusa. Una scusa per arrivare a certe piccole scoperte ( e lo sono prima di tutto per me) che a volte si riescono a trasmettere così come le si scoprono. Per cui grazie.

      Judtih da sola, ok. S’incazzerà, ma vedo che lo sai già.

      • ha ragione serrenett, quel passaggio è davvero sublime… complimenti!
        mi è piaciuto come con poche domande e nessuna risposta Judith sia nelle sue braccia. del resto, di parole ne avevano già scambiate a profusione nei mesi prima.
        altro bel capitolo, e qualcosa mi dice che il mistero aumenta, almeno per me che ho votato una mattina senza Peter al fianco 😉

  • bello questo secondo episodio, il racconto si fa già interessante.
    il dettaglio delle sirene che illuminano la stanza, che le fanno intravedere almeno qualche dettaglio… immagino Judith che spalanca gli occhi in quel momento, in cerca di un particolare!
    mi ha spiazzato la chat imprevista sul finale, e capisco il panico di lei.
    ma al telefono risponderà… un messaggio registrato 😉

  • Pingback:

  • direi che si fa vedere in video, non si può tirare indietro ora che lui stesso l’ha proposto 🙂
    e, dopo un imbarazzo iniziale, secondo me Judith sarà contento: temeva peggio 😀

    bell’incipit, il soggetto della trama mi intriga: mutazioni sono sinonimo di sorprese 😛

  • Dopo averlo proposto, dopo 3 mesi non credo si tirerà indietro. Si farà vedere!
    Bella storia, buon inizio! Interessante sapere che le università saranno ancora vissute fisicamente e che faranno ancora serate e balli 🙂

  • Il tuo Incipit è la dimostrazione che non bisogna mai fermarsi alla copertina o alla quarta. Leggendo la trama non mi aveva entusiasmata, ma poi, sono bastate le prime due o tre righe e sono scivolata nel tuo mondo.

    Bravissimo! 🙂 Anche se magari non faccio molto testo, ma na botta d’autostima (meritata) ci sta sempre! 🙂

    Ti seguo con convinzione..

    Ps. Lui si fa vedere.

    • Grazie davvero: un primo commento come il tuo non può che spronare e incoraggiare.
      La trama in effetti è soltanto un accenno all’argomento, un po’ troppo asettica mi sa.
      Felice che ti sia piaciuto l’episodio (ho iniziato a leggere sunny e le prime due frasi del primo episodio sono un incipit splendido)

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