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Body 2.0

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Judith? Judith ferma l’auto e ascolta subito il messaggio (54%)

Sai cos’è un Mutato?La voce parla di nuovi documenti d’identità, di una fotocamera con stampante incorporata per confezionarli di volta in volta, di uno shuttle disk pulito.
«Dentro ci troverai un bel po’ di bitcoin. Metti il tuo in modalità stop. Nello scomparto sotto al cruscotto c’è uno smartphone. Usalo: il tuo è stato disattivato. Troverai anche una copia cartacea dell’itinerario che stai seguendo. Non si sa mai».
No, penso, non si sa mai. Ma quello che io non so è di cosa stia parlando Peter.
«Ti starai chiedendo cosa ti è successo e forse anche cosa è successo a me. La stessa cosa, Judith, ci è successa la stessa cosa. Vale a dire un piccolo miracolo. Ricordi i miei discorsi sul corpo? Che è l’espressione della nostra libertà e che, diventando il luogo di un dibattito pubblico, può significare libertà per tutti? Eri d’accordo con me nel riconoscere il controllo oppressivo esercitato sulle nostre identità, quando dicevo che ormai si riducono a una serie di dati manipolabili, del tutto slegati dai rispettivi corpi. Che il nostro corpo siamo noi e non esiste corrispondenza più univoca. Eri d’accordo anche su questo, ricordi?»
Il luogo in cui mi trovo non mi aiuta a ricordare, Peter. Questo vorrei dirti. Qui non c’è nessun corpo, soltanto auto che sfrecciano lungo una strada che, a un certo punto, ha preteso un parcheggio semideserto. A parte il mio, non ci sono corpi, qui. Tanto meno il tuo: poco fa c’era, Peter, e l’ho visto. Ma non era tuo. Non era più il tuo.
Mi metto le mani sul viso e le dita non lo riconoscono: è molle e largo, e al tatto non ritrovo più le mie espressioni, quelle a cui sono ancora troppo affezionata.

«Tre anni fa ho conosciuto una ragazza».
No, la confessione sulla ex no.
«Dopo, non sono più stato io».
Non posso credere che Peter stia dicendo queste cose a me e in questo momento.
«Una storia può cambiarti, è vero: ma non di continuo, non può far sì che ogni giorno una parte di te si modifichi, dimenticandosi quella precedente».
Adesso non lo seguo più.
«Eppure, quella ragazza mi ha trasformato. E continua a farlo, giorno dopo giorno. Il mio corpo, Judith, non sto parlando in modo figurato. E non ti sto raccontando di quella ragazza come di una ex di cui sono ancora innamorato. Io non la amo, come del resto non sono innamorato di te».
Il contraccolpo mi fa venire le vertigini: nemmeno io sono innamorata di Peter, ma nel momento in cui ascolto le sue parole vorrei che lui lo fosse.
«Quella ragazza mi ha cambiato per sempre e grazie a lei sono un Mutato. Sai cos’è un Mutato? È meglio che te lo spieghi, perché d’ora in poi dovrai abituarti a…»
La voce tace all’improvviso: il display dell’autosync passa al nero e un silenzio ottuso invade l’abitacolo. C’è un reboot in corso. Poi le spie del cruscotto si riaccendono e sento un’altra voce: è quella dell’auto.
«Il computer di bordo ha appena subito un attacco informatico. Identificazione virus in corso».
Rovisto nello scomparto ed estraggo tutto ciò di cui Peter mi ha parlato. Getto un oggetto dopo l’altro sul sedile accanto al mio. Finalmente trovo la cartina. C’è un itinerario segnato con un pennarello rosso: suggerisce di immettersi nella Interstate 215S e proseguire verso est lungo la I-10E, per poi deviare verso Twentynine Palms. Lì, ai margini del Joshua Tree National Park, Peter ha tracciato un piccolo cerchio e ha scritto il nome di un hotel: 29 Palms Inn. Mi aspetta una galoppata nel deserto.
«Identificazione terminata: riscontrato attacco informatico di tipo wwWIPER. Tutti i file esterni sono stati cancellati. La connessione è stata interrotta definitivamente. Autosync disattivato. Modalità offline. Moduli attivi: diagnostica di base, intrattenimento di base, comfort e climatizzazione interna».

Judith esce dal parcheggio sgommando e:

  • Frastornata, cerca un motel in cui nascondersi (12%)
    12
  • Poco dopo la partenza si accorge che un’auto la sta seguendo (58%)
    58
  • Segue l’itinerario segnato sulla cartina a tutta velocità (31%)
    31
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208 Commenti

  • Judith si fida di Xavier, assolutamente. E gli cede il volante appena in tempo.
    Complimenti Filippo, storia che non smette MAI di essere avvincente (e sexy) 🙂
    Adesso arriva il decimo, che ci terrà un po’ sulle spine… per poi finalone inedito nell’ebook di WePub: già pregusto!

  • Hai capito che colpo di scena il nostro autostoppista figo! Altro che Thelma e Louise!!! 😉 (l’ho immaginato proprio come volevi)

    Io voto per un bel posto di blocco, voglio un’azione allucinante e voglio sentire fischiare le gomme sull’asfalto… O si fermano al posto di blocco??? Decidi tu. Mi fido. 😉

    • Il giovane autostoppista, è un ometto! Hai presente quello di Thelma e Louise? Ecco, potrebbe essere un tipo così. Forse.

      Sì, sono vicino al termine (anche se dopo il decimo scriverò il capitolo finale, più lungo, che, insieme agli altri sarà contenuto in un ebook edito da WePub).
      Non so però se continuare la storia. Essendo un prequel, il seguito c’è già.

      E tu, finiti i 10 episodi continuerai? (la risposta giusta è “sì”)

      • Sì sì, sapevo del prequel e di WePub, mi chiedevo se volessi continuare il finale o il mezzo, insomma dilatare ancora la storia. In ogni caso, ti seguirò.
        Io di sicuro non abbandonerò questo mezzo però pensavo di iniziare una storia nuova con un genere nuovo, ho alcune idee. Anche se mi è balenata l’idea di approfondire la vita di Marta e Leo.
        Tu cosa mi consiglieresti?

        Ho presente l’ometto di Thelma e Louise, i pianti anche con quel film.
        Chissà perché il tuo autostoppista me l’ero immaginato donna.
        S.

        • A me piace molto leggere (e anche scrivere, via) degli stessi personaggi in contesti temporali, e non solo, diversi. Trovo che sia molto stimolante.
          Poi Marta e Leo sono due personaggi che, secondo me, vale la pena approfondire.
          In quanto al genere, definire La geometria delle cose “rosa” è plausibile solo se si è obbligati a farlo e le alternative sono fantascienza, giallo, ecc.
          Comunque, anch’io ti seguirò: mi piace molto come scrivi.

          Già, che film fantastico. Anche se all’autostoppista preferivo Jimmy.

  • La situazione si fa sempre più complicata..e allora io per aiutarti 🙂 dentro ci infilò anche un giovane autostoppista!
    D’altra parte si sa che fare l’autostop in america è altamente sconsigliato..cazzi suoi!

  • Ho cominciato ora a leggere questa storia.
    è un periodo talmente incasinato che ho a malapena tempo per scrivere la mia.
    Ma oggi, domenica, mi voglio rilassare leggendo.
    Bravo

    • Povere, sì. Devono mettersi in testa (ops) che è giunta l’ora di fare outing. Però hai ragione: sfido chiunque a sostenere che Madonna non sia una vera bionda.

      Peter stravince: pensa che avevo messo l’opzione solo perché in qualche commento al capitolo precedente era stato tirato in ballo. Io l’avevo già dato per disperso, annientato, desaparecido, esodato. E invece.

  • Il titolo è fenomenale..per non parlare dell’incipit. Io avrei pensato le stesse identiche cose!

    E ora, grazie a te, voglio prendere una stanza in un motel solo per vedere un road runner.

    Ps. Per me a cercarla è Peter…

  • Mi piace come mi presenti Judith dal punto di vista psicologico…la trama si sta infittendo ed era giusto fare una sorta di “punto della situazione”.

    Bella la parte in cui lei scopre che vorrebbe essere amata da lui, proprio quando lui le dichiara il contrario. E’ una cosa che accade spesso nella realtà e, questi indizi reali avvicinano al personaggio. Ci riconosciamo in lui.

    Bravo!

    Ps. Ieri ho votato per il pedinamento in auto e poi non sono riuscita a dire la mia 🙂

  • molto bello il flusso di coscienza a intermittenza con le parole di Peter. lui, così distaccato, che tenta di spiegare una cosa così assurda. e lei, che nemmeno si riconosce al tatto: deve essere una sensazione agghiacciante.

    a tutta velocità verso la meta!

    • L’opzione più vicina sarebbe la due, ma forse non sono stato abbastanza chiaro: il fatto che non ascolti subito il messaggio non esclude che lo faccia in seguito.

      Ho tentato di descrivere un futuro prossimo, e sono felice che risulti convincente.
      In generale mi sembra che ambientare le storie venti, trent’anni nel futuro moltiplichi le possibilità senza “obbligare” a sottostare a un genere (l’esempio che mi viene automatico è l’ultimo capitolo di “Il tempo è un bastardo”, per non parlare di “Infinite Jest”)

      Ehi, io aspetto il seguito della tua storia! A presto.

    • anche io ho pensato la stessa cosa di Serena 😀 ascoltare il messaggio mentre continua a guidare. visto che per me è davvero impellente sentirlo, ho votato l’opzione anche se sarà costretta a fermare la macchina.
      bellissima questa cosa delle mutazioni, la storia è davvero avvincente! bravo Filippo

  • Non ci credo che resista ad ascoltare il messaggio! Troppe cose strane stanno succedendo, spererà di capirci qualcosa! Diamine però, l’immagine del crème caramel al posto della faccia è pazzesca! Complimenti!

  • ah come ce la vedo bene un’irruzione! magari mentre Judith tenta di capire se fosse solo un’elucubrazione o davvero qualcosa stesse cambiando in Peter.

    La storia fila che è un piacere, complimenti!

  • La storia dei letti che necessitano di un’eguaglianza e poi tutto il pezzo che viene dopo, sono, insieme, una delle cose più belle che abbia mai letto.
    E io ho letto davvero tanto.
    Per cui, questo, è un complimento.
    Un po’ diverso dagli altri.

    Ora che ti ho fatto la sviolinata 🙂 ti faccio restare lei sola al risveglio.
    Mistero. Rabbia.
    Il genere femminile è imprevedibile.
    😉

    • Beh, che dire? Il tuo commento mi ha davvero reso confuso (e felice): il plot a me pare più che un fine una scusa. Una scusa per arrivare a certe piccole scoperte ( e lo sono prima di tutto per me) che a volte si riescono a trasmettere così come le si scoprono. Per cui grazie.

      Judtih da sola, ok. S’incazzerà, ma vedo che lo sai già.

      • ha ragione serrenett, quel passaggio è davvero sublime… complimenti!
        mi è piaciuto come con poche domande e nessuna risposta Judith sia nelle sue braccia. del resto, di parole ne avevano già scambiate a profusione nei mesi prima.
        altro bel capitolo, e qualcosa mi dice che il mistero aumenta, almeno per me che ho votato una mattina senza Peter al fianco 😉

  • bello questo secondo episodio, il racconto si fa già interessante.
    il dettaglio delle sirene che illuminano la stanza, che le fanno intravedere almeno qualche dettaglio… immagino Judith che spalanca gli occhi in quel momento, in cerca di un particolare!
    mi ha spiazzato la chat imprevista sul finale, e capisco il panico di lei.
    ma al telefono risponderà… un messaggio registrato 😉

  • Pingback:

  • direi che si fa vedere in video, non si può tirare indietro ora che lui stesso l’ha proposto 🙂
    e, dopo un imbarazzo iniziale, secondo me Judith sarà contento: temeva peggio 😀

    bell’incipit, il soggetto della trama mi intriga: mutazioni sono sinonimo di sorprese 😛

  • Dopo averlo proposto, dopo 3 mesi non credo si tirerà indietro. Si farà vedere!
    Bella storia, buon inizio! Interessante sapere che le università saranno ancora vissute fisicamente e che faranno ancora serate e balli 🙂

  • Il tuo Incipit è la dimostrazione che non bisogna mai fermarsi alla copertina o alla quarta. Leggendo la trama non mi aveva entusiasmata, ma poi, sono bastate le prime due o tre righe e sono scivolata nel tuo mondo.

    Bravissimo! 🙂 Anche se magari non faccio molto testo, ma na botta d’autostima (meritata) ci sta sempre! 🙂

    Ti seguo con convinzione..

    Ps. Lui si fa vedere.

    • Grazie davvero: un primo commento come il tuo non può che spronare e incoraggiare.
      La trama in effetti è soltanto un accenno all’argomento, un po’ troppo asettica mi sa.
      Felice che ti sia piaciuto l’episodio (ho iniziato a leggere sunny e le prime due frasi del primo episodio sono un incipit splendido)

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