• Body 2.0

    La storia interattiva di Filippo Loro: il capitolo conclusivo è contenuto nell’e-book completo pubblicato da WePub e in vendita a € 0.99
  • Promuoviti con un racconto interattivo!

    Comunicazione, marketing e pubblicità. Scopri tutti i vantaggi di scegliere THe iNCIPIT

Body 2.0

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade? Un giovane autostoppista bussa al vetro del finestrino (77%)

Petto villoso e patta abnormePetto villoso sotto camicia a scacchi e patta abnorme sotto jeans stinti: ecco la vista che mi offre il retrovisore. Aziono lo zoom e punto in basso, mentre Donna mi sollecita un parere sul termometro più grande del mondo. Il mio sguardo è calamitato altrove.
«Non so se è il più grande, ma senza dubbio è enorme».
Poi le nocche del possessore di pelo e pacco da urlo incontrano il vetro del finestrino.
Donna sobbalza: non è da lei essere distratta.
«Tranquilla, non mi sembra un Abedo».
Abbasso il finestrino, mentre il volto dello sconosciuto scende al livello del mio.
«Se siete dirette a Las Vegas vi offro la mia compagnia. Tranquille, è gratis».
È bellissimo. Che poi dipende sempre dai gusti, lo so, ma un ragazzo così biondo e con gli occhi così azzurri (però stavolta sono bionda anch’io, e i miei occhi sono trasparenti come i suoi), un tipo con tratti così delicati senza essere effeminati, con una barba così morbidamente trascurata e un’espressione così allegramente maliziosa, io non l’avevo mai incontrato.
E fa l’autostop nel deserto del Mojave. Poi dicono dei film, che sono esagerati.

Arriviamo a Furnace Creek nell’ora più calda del giorno dopo un viaggio di due ore, durante il quale Xavier, perché è così che si chiama, ha dormito tutto il tempo. Donna è rimasta a Baker insieme all’auto. Dopo lo stupore iniziale mi è sembrata tranquilla. Mi ha rifilato una vecchia Land Rover senza connessione, un po’ malconcia, ma adatta alle strade della Death Valley. Ci ha pensato un po’ su e poi, dopo avermi abbracciata forte, mi ha affidata a Xavier. Arrivati all’unico motel della zona, Xavier apre gli occhi e mi dice di essere francese, poi scende dall’auto e si dirige verso la reception.
Il pomeriggio trascorre tranquillo: mi installo nella camera, sparo l’aria condizionata e mi faccio una doccia; poi mi distendo sul letto e aspetto il tramonto.
Dopo una cena a base di polpettone e Ceasar’s Salad torniamo verso le camere. Ci salutiamo davanti alle porte, così contigue da sembrare una doppia entrata. Fingo di essere determinata, anche se non so bene riguardo a cosa.
«Domattina sveglia alle sei. Facciamo in modo di partire presto, che dici?»
Lui mi bacia.
Prima di spogliarlo (Xavier ha un’indolenza tutta europea che mi impedisce di ragionare) penso che facendo sesso con lui l’indomani saremo entrambi diversi. Un po’ mi dispiace, ma so che così avrò una possibilità in più di passare inosservata. Poi mi abbandono sul suo ampio petto.

No, niente. Sono davanti allo specchio da dieci minuti e l’unico cambiamento che noto è nelle tette, che sono cresciute di una misura secca. Il reggiseno tira un po’. Non è male, ma per il resto, niente. Anche Xavier, che quando mi sono alzata dormiva ancora, ha la stessa faccia d’angelo di ieri, né più né meno. Non capisco: continuo a cercare sul mio volto un cambiamento che non c’è, fino a quando la voce di Xavier mi fa sobbalzare.
«Il fatto, Judith, è che lo sono anch’io».
«Sei cosa?»
«Un Mutato. Sono quello che ti deve accompagnare a Las Vegas».
«Che cosa? Donna non mi ha detto nulla. Lei sapeva chi sei?»
«All’inizio no. Poi ha capito».
«Merda. Solo io non capisco».

Un’ora dopo entriamo in Nevada all’altezza di Amargosa Valley. Xavier mi sta spiegando che andremo a Parigi, dove mi preparerà per la prima missione.
«Ma quale missione? Non sono mica un merdoso agente segreto, io, e tantomeno un navy seal».
«No, hai ragione. Tu sei una Mutata».
«E allora? È stato solo un incidente, un caso. Un magistrale colpo di sfiga. Cosa c’entro io?»
Lui non mi risponde: il suo Lite-com da polso si mette a suonare. Lo consulta, poi si guarda intorno, contorcendo il collo per scrutare il cielo attraverso il parabrezza. Abbassa il finestrino e si sporge finché non trova quello che sta cercando.
«Eccolo. Un drone. Fammi guidare Judith, fra poco ci saranno addosso».

Come prosegue la loro fuga?

  • Mentre discutono su chi debba guidare, il drone si posa sul tettuccio dell’auto. (24%)
    24
  • Judith lascia la guida a Xavier appena in tempo: davanti a loro c’è un posto di blocco. (71%)
    71
  • Judith si rifiuta di cedere il volante, mentre nel retrovisore appare un’auto. (6%)
    6
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

208 Commenti

  • Judith si fida di Xavier, assolutamente. E gli cede il volante appena in tempo.
    Complimenti Filippo, storia che non smette MAI di essere avvincente (e sexy) 🙂
    Adesso arriva il decimo, che ci terrà un po’ sulle spine… per poi finalone inedito nell’ebook di WePub: già pregusto!

  • Hai capito che colpo di scena il nostro autostoppista figo! Altro che Thelma e Louise!!! 😉 (l’ho immaginato proprio come volevi)

    Io voto per un bel posto di blocco, voglio un’azione allucinante e voglio sentire fischiare le gomme sull’asfalto… O si fermano al posto di blocco??? Decidi tu. Mi fido. 😉

    • Il giovane autostoppista, è un ometto! Hai presente quello di Thelma e Louise? Ecco, potrebbe essere un tipo così. Forse.

      Sì, sono vicino al termine (anche se dopo il decimo scriverò il capitolo finale, più lungo, che, insieme agli altri sarà contenuto in un ebook edito da WePub).
      Non so però se continuare la storia. Essendo un prequel, il seguito c’è già.

      E tu, finiti i 10 episodi continuerai? (la risposta giusta è “sì”)

      • Sì sì, sapevo del prequel e di WePub, mi chiedevo se volessi continuare il finale o il mezzo, insomma dilatare ancora la storia. In ogni caso, ti seguirò.
        Io di sicuro non abbandonerò questo mezzo però pensavo di iniziare una storia nuova con un genere nuovo, ho alcune idee. Anche se mi è balenata l’idea di approfondire la vita di Marta e Leo.
        Tu cosa mi consiglieresti?

        Ho presente l’ometto di Thelma e Louise, i pianti anche con quel film.
        Chissà perché il tuo autostoppista me l’ero immaginato donna.
        S.

        • A me piace molto leggere (e anche scrivere, via) degli stessi personaggi in contesti temporali, e non solo, diversi. Trovo che sia molto stimolante.
          Poi Marta e Leo sono due personaggi che, secondo me, vale la pena approfondire.
          In quanto al genere, definire La geometria delle cose “rosa” è plausibile solo se si è obbligati a farlo e le alternative sono fantascienza, giallo, ecc.
          Comunque, anch’io ti seguirò: mi piace molto come scrivi.

          Già, che film fantastico. Anche se all’autostoppista preferivo Jimmy.

  • La situazione si fa sempre più complicata..e allora io per aiutarti 🙂 dentro ci infilò anche un giovane autostoppista!
    D’altra parte si sa che fare l’autostop in america è altamente sconsigliato..cazzi suoi!

  • Ho cominciato ora a leggere questa storia.
    è un periodo talmente incasinato che ho a malapena tempo per scrivere la mia.
    Ma oggi, domenica, mi voglio rilassare leggendo.
    Bravo

    • Povere, sì. Devono mettersi in testa (ops) che è giunta l’ora di fare outing. Però hai ragione: sfido chiunque a sostenere che Madonna non sia una vera bionda.

      Peter stravince: pensa che avevo messo l’opzione solo perché in qualche commento al capitolo precedente era stato tirato in ballo. Io l’avevo già dato per disperso, annientato, desaparecido, esodato. E invece.

  • Il titolo è fenomenale..per non parlare dell’incipit. Io avrei pensato le stesse identiche cose!

    E ora, grazie a te, voglio prendere una stanza in un motel solo per vedere un road runner.

    Ps. Per me a cercarla è Peter…

  • Mi piace come mi presenti Judith dal punto di vista psicologico…la trama si sta infittendo ed era giusto fare una sorta di “punto della situazione”.

    Bella la parte in cui lei scopre che vorrebbe essere amata da lui, proprio quando lui le dichiara il contrario. E’ una cosa che accade spesso nella realtà e, questi indizi reali avvicinano al personaggio. Ci riconosciamo in lui.

    Bravo!

    Ps. Ieri ho votato per il pedinamento in auto e poi non sono riuscita a dire la mia 🙂

  • molto bello il flusso di coscienza a intermittenza con le parole di Peter. lui, così distaccato, che tenta di spiegare una cosa così assurda. e lei, che nemmeno si riconosce al tatto: deve essere una sensazione agghiacciante.

    a tutta velocità verso la meta!

    • L’opzione più vicina sarebbe la due, ma forse non sono stato abbastanza chiaro: il fatto che non ascolti subito il messaggio non esclude che lo faccia in seguito.

      Ho tentato di descrivere un futuro prossimo, e sono felice che risulti convincente.
      In generale mi sembra che ambientare le storie venti, trent’anni nel futuro moltiplichi le possibilità senza “obbligare” a sottostare a un genere (l’esempio che mi viene automatico è l’ultimo capitolo di “Il tempo è un bastardo”, per non parlare di “Infinite Jest”)

      Ehi, io aspetto il seguito della tua storia! A presto.

    • anche io ho pensato la stessa cosa di Serena 😀 ascoltare il messaggio mentre continua a guidare. visto che per me è davvero impellente sentirlo, ho votato l’opzione anche se sarà costretta a fermare la macchina.
      bellissima questa cosa delle mutazioni, la storia è davvero avvincente! bravo Filippo

  • Non ci credo che resista ad ascoltare il messaggio! Troppe cose strane stanno succedendo, spererà di capirci qualcosa! Diamine però, l’immagine del crème caramel al posto della faccia è pazzesca! Complimenti!

  • ah come ce la vedo bene un’irruzione! magari mentre Judith tenta di capire se fosse solo un’elucubrazione o davvero qualcosa stesse cambiando in Peter.

    La storia fila che è un piacere, complimenti!

  • La storia dei letti che necessitano di un’eguaglianza e poi tutto il pezzo che viene dopo, sono, insieme, una delle cose più belle che abbia mai letto.
    E io ho letto davvero tanto.
    Per cui, questo, è un complimento.
    Un po’ diverso dagli altri.

    Ora che ti ho fatto la sviolinata 🙂 ti faccio restare lei sola al risveglio.
    Mistero. Rabbia.
    Il genere femminile è imprevedibile.
    😉

    • Beh, che dire? Il tuo commento mi ha davvero reso confuso (e felice): il plot a me pare più che un fine una scusa. Una scusa per arrivare a certe piccole scoperte ( e lo sono prima di tutto per me) che a volte si riescono a trasmettere così come le si scoprono. Per cui grazie.

      Judtih da sola, ok. S’incazzerà, ma vedo che lo sai già.

      • ha ragione serrenett, quel passaggio è davvero sublime… complimenti!
        mi è piaciuto come con poche domande e nessuna risposta Judith sia nelle sue braccia. del resto, di parole ne avevano già scambiate a profusione nei mesi prima.
        altro bel capitolo, e qualcosa mi dice che il mistero aumenta, almeno per me che ho votato una mattina senza Peter al fianco 😉

  • bello questo secondo episodio, il racconto si fa già interessante.
    il dettaglio delle sirene che illuminano la stanza, che le fanno intravedere almeno qualche dettaglio… immagino Judith che spalanca gli occhi in quel momento, in cerca di un particolare!
    mi ha spiazzato la chat imprevista sul finale, e capisco il panico di lei.
    ma al telefono risponderà… un messaggio registrato 😉

  • Pingback:

  • direi che si fa vedere in video, non si può tirare indietro ora che lui stesso l’ha proposto 🙂
    e, dopo un imbarazzo iniziale, secondo me Judith sarà contento: temeva peggio 😀

    bell’incipit, il soggetto della trama mi intriga: mutazioni sono sinonimo di sorprese 😛

  • Dopo averlo proposto, dopo 3 mesi non credo si tirerà indietro. Si farà vedere!
    Bella storia, buon inizio! Interessante sapere che le università saranno ancora vissute fisicamente e che faranno ancora serate e balli 🙂

  • Il tuo Incipit è la dimostrazione che non bisogna mai fermarsi alla copertina o alla quarta. Leggendo la trama non mi aveva entusiasmata, ma poi, sono bastate le prime due o tre righe e sono scivolata nel tuo mondo.

    Bravissimo! 🙂 Anche se magari non faccio molto testo, ma na botta d’autostima (meritata) ci sta sempre! 🙂

    Ti seguo con convinzione..

    Ps. Lui si fa vedere.

    • Grazie davvero: un primo commento come il tuo non può che spronare e incoraggiare.
      La trama in effetti è soltanto un accenno all’argomento, un po’ troppo asettica mi sa.
      Felice che ti sia piaciuto l’episodio (ho iniziato a leggere sunny e le prime due frasi del primo episodio sono un incipit splendido)

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi