Fuga e ritorno

Vacanze estiveIl suo sguardo si perdeva nel limitato infinito della vallata. Cercava da anni un motivo per amare quel posto, invano. Era nato e cresciuto lì, aspettando il giorno in cui sarebbe riuscito a scappare per sempre, a lasciarsi dietro le mille anime del paesino, la mentalità chiusa che sentiva stingergli il collo come un cappio fatale.
Il giorno in cui partì per l’università pianse di gioia e tristezza: il suo futuro era in una grande città, ma abbandonare la sua famiglia sul desolato versante di quella collina rocciosa lo faceva sentire in colpa. Salutò con trasporto i nonni, sperando di non dover tornare per il loro funerale. Il nonno era un uomo duro, che aveva visto due guerre, aveva lavorato per anni la poca terra fertile di quella zona e aveva seppellito due figli: salutare il nipote fu niente più che una parentesi diversa nelle giornate tutte uguali.
La nonna pianse tanto, il suo bambino diventava uomo e quello era un addio: se lo avesse rivisto, se non fosse morta prima, il ragazzo sarebbe stato una persona diversa, senza bisogno della sua protezione. I due si abbracciarono a lungo, piansero insieme per qualche minuto prima che la anziana donna si ricomponesse e gli regalasse un vecchio orologio a cipolla, all’interno del quale c’era una sua vecchia fotografia. Giovanni lo infilò in tasca e diede un ultimo bacio alla nonna.
La madre lo accompagnò fino alla stazione, gli fece tutte le raccomandazioni materne possibili e immaginabili e, prima di salutarlo, gli ricordò che il padre sarebbe stato fiero di lui. Giovanni sorrise, la abbracciò forte e promise di chiamarla non appena arrivato. Sapeva che sul padre aveva mentito, lui era un contadino vecchio stampo e tutto quello che avrebbe voluto sarebbe stato vedere il figlio lavorare la sua terra.
Era morto quando lui era ancora un bambino, fulminato mentre raccoglieva i frutti del suo lavoro in una afosa giornata estiva. Da allora anche quando il sole spaccava le pietre, Giovanni stava sempre all’erta, perché la pioggia arriva sempre all’improvviso.
Passò i suoi anni all’università studiando e divertendosi, laureato a pieni voti in filosofia, uno di quei titoli di studio che i contadini del suo paese, ma anche i manager delle grandi città, ritengono inutili. Poi arrivò la pioggia.
Dopo la laurea tornò al paese per le vacanze estive, un paio di mesi prima di buttarsi nel mondo del lavoro. Aiutò il nonno novantenne a coltivare la terra, andò a trovare la nonna e il padre al cimitero tutti i giorni, pregando l’universo di prendersi cura di loro. E passò del tempo con sua madre, raccontandole i suoi sogni, le ambizioni e le paure. La sera andava a bere una birra con due amici d’infanzia, loro rimasti nel paese di origine, nell’unico bar – pub – ristorante della zona.
La notte inviava curricula e si addormentava leggendo qualche pagina a caso di libri che conosceva a memoria. Passarono così quasi due mesi; la sera prima della prevista partenza organizzò una piccola festa con la famiglia e i due amici nel giardino di casa. Tra racconti di guerra e ricordi vari la serata passò in fretta. Rimasti soli i tre amici continuarono a bere, l’ultimo brindisi lo fecero che era quasi mattina, sotto il cielo rossastro dell’alba di fine estate. Si salutarono calorosamente e barcollando raggiunse il letto. Dormì poco e male, alla fine si arrese e decise di fare una passeggiata fino al punto più alto del paese. Era mattina inoltrata, eppure non si vedeva in giro nessuno. Saranno a messa, pensò Giovanni mentre raggiungeva la vecchia torre decadente in cima alla collina.
Seduto su una roccia calda, il suo sguardo si perdeva nel limitato infinito della vallata. Cercava da anni un motivo per amare quel posto, invano. La sera stessa sarebbe stato nuovamente lontano da lì, nella sua amata città.
In quel momento Giovanni dimenticò che la pioggia arriva all’improvviso. La distrazione che era già costata la vita al padre si sarebbe rivelata pericolosa anche per lui.

Cosa accadrà al ritorno in paese di Giovanni?

  • Lungo la strada Giovanni cade in un dirupo (63%)
    63
  • Torna a casa, fa una doccia e torna in città (0%)
    0
  • Il paese è ancora deserto, Giovanni indaga (38%)
    38
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90 Commenti

  • Letto anche il nuovo capitolo…Ma non ho capito una cosa…I mostri non dovevano morire??XD comunque mi è piaciuto. Boh come finale ci starebbe qualcosa del tipo che lui rimane in una dimensione in cui diventa una specie di paladino (perché appaiono altre creature). Oppure l’esercito d’ombra lo fa diventare uno dei suoi…un’ombra. Perciò ho votato perché rimanga in quella dimensione e poi si vedrà 🙂

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