I gigli del Santo

Dove eravamo rimasti?

Quale pensiero prese forma nella testa di costanza? Bussare alla porta di don Gerardo. (77%)

Cap. DueMentre Costanza inseguiva con la mente un futuro che affilava la lama, la casa canonica iniziava a intravedersi dietro un vecchio olmo. Era un albero imponente, custode fedele di un tempo ormai andato, sempre stato li austero ed enorme , sotto le sue foglie decine di bambini avevano lasciato i ricordi della fanciullezza per diventare uomini.

La vecchia casa in pietra accoglieva abbracciando la chiesa matrice come se volesse trovarne protezione. Era il luogo preferito dai ragazzi. Qui si ritrovavano per giocare o per organizzare recite nei periodi di festa, quando ognuno di loro si spogliava dei modesti abiti, spesso rattoppati o avuti in eredità dai fratelli maggiori e indossavano il vestito buono, quello conservato da ogni mamma per le occasioni importanti.

Costanza si fermò un attimo, chiuse gli occhi, deglutì e bussò tre volte. Don Gerardo era seduto comodo, le gambe protese verso il fuoco e la Bibbia tra le mani: (Mt:1, 20) “Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: – Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo…-“.

I colpi fecero trasalire il parroco assorto nella lettura.
Solitamente, quando leggeva le Sacre Scritture, don Gerardo era come se andasse in estasi, il suo corpo si scioglieva come cera, abbandonava la sua forma e si fondeva con il Creato ma da un po’ di tempo era come se la sua anima e il suo spirito fossero rinchiusi in un sacchetto di alluminio, legati con uno spago e lasciati oscillare in un equilibrio instabile sopra fiamme sempre più roventi. Aveva perso la luce, don Gerardo, quella stessa luce che trafisse il suo cuore il giorno che ricevette il Sacramento dell’Ordine.

Lui, era appena tornato da un pellegrinaggio durato quasi dieci giorni ma il suo pensiero non aveva mai abbandonato il paese, era angosciato(tediato,afflitto) da quelle ultime parole che gli aveva detto Costanza: “ancora niente…”.

Si alzò, andò ad aprire la porta e per un attimo i loro sguardi si incontrarono. Infinite pagine bianche scivolarono tra i due, come grossi coriandoli di un carnevale fuori tempo, i loro volti impallidirono, i loro occhi si guardarono come dietro delle maschere, come se non si riconoscessero più.

La situazione è davvero complicata.

  • Il prete vuole accompagnarla a casa per parlare con il padre. (0%)
    0
  • Piange e scappa via. (13%)
    13
  • Costanza si siede e cerca di parlarne. (88%)
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21 Commenti

  • Di una storia simile, realmente accaduta, si narrava non molto tempo fa, in un piccolo e ridente paesino della nostra tanto amata costa jonica……vediamo quale potrebbe essere il sottile confine che divide la realtà dalla fantasia…….ho mandato, quindi la giovane donna a turbare i sogni di don Gerardo…..

  • Ovviamente non sono riuscita ad aspettare domani e, confidando in un miracolo (visto che siamo in tema di santi) 🙂 sto sfruttando la poco moderna tecnologia che possiede il mio cellulare, che tu conosci bene.

    Voglio dirti due cose..
    La prima è che leggerti è sempre bello. (anche rileggerti, in effetti)

    E poi, che non c’è biografia che io abbia letto nella vita, più azzeccata di quella che ha scritto per te.

    Ps. Io lei l’ho mandata a bussare alla porta del prete…

    Buonanotte “filosofo della terra” 🙂

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