La vena aperta

Dove eravamo rimasti?

Annetta si era accorta della presenza di Loik? Si, ma aveva volutamente abbassare lo sguardo in modo che Loik non la riconoscesse (100%)

A spalle alte

L’arbre-magique all’essenza di pesca si era stagliato come un predatore nell’auto.
Pochi secondi ancora, e Annetta avrebbe sospinto il portone di casa; quella sera, più delle altre volte, fra lei e Gioacchino era calato un supponente oscuramento.
-…poi dici che devo stare tranquillo, che tu mi ami…ma che cazzo!! Non possiamo mai discutere senza che tu te ne esca con qualche minaccia.
-Non sono minacce le mie.
– Ah no? Cosa sono dottoressa? Abbracci teneri?
– No; ma ti ho già ripetuto che non sono serena in questo momento; ci sono gli esami, mio padre, le scadenze e…
– …e poi c’è il ragazzo di poco fa, che ancora ti segue…du scemo di Lando…
– Si chiama Loik.
– Eh si, Loik, Loik, hai proprio ragione.

Annetta si era impigrita nel letto, il pensiero volto allo sguardo di Loik, che in un attimo l’aveva trafitta.
L’aveva sicuramente riconosciuta, come lei aveva riconosciuto lui, sebbene fosse passato più di un anno ormai dal loro ultimo incontro.
Era accaduto all’inaugurazione delle nuove seggiovie per il Lago Santo.
Erano capitati assieme, nello stesso abitacolo; lui le aveva sbloccato il meccanismo dello schienale che si era inceppato.
– Grazie, così è molto meglio.
– Dammi la mano, che adesso si sale di quota.
Lei gliel’aveva offerta senza remore, Loik sapeva benissimo che Annetta soffriva le altezze imponenti.
– Allora, come mai ti sei decisa a venire?
Lui non era ancora entrato nell’odierno giro dei suoi affari; sorrideva per niente, e le sue palpebre tracciavano distanze minime dai suoi sogni.
-Non so a dire il vero…tu perché ci sei venuto?
Lui a quel punto l’aveva baciata; intensamente e senza nasconderle la frenesia dei palpiti.

Stavano attraversando a ritroso la città verso corso dei Mille.
Il ritardo non era cospicuo, ma a certi appuntamenti anche un quarto d’ora in più fa la differenza.
-Ahmed dai sorpassalo, sbriciolalo.
– E’ una parola fratè, non vedi che ingorgo ci sta?!
L’assessore Sgambetta era già sul posto.
Abiti borghesi, una nidiata di capelli tenuti saldi da un piccolo fermaglio rotondo.
Si era fatto il segno della croce almeno tre volte, dinanzi la statua di Santa Teresa dei maschi.
Gli occhiali scuri erano d’obbligo, ma stonavano non poco con la sua carnagione glabra e rinsecchita.
– Wagnòn, potevate venire a mezzanotte.
– Traffico, assessore, traffico. Era Loik ad aver preso la parola, con la spavalderia necessaria al caso.
-Sentit a me adesso, tutti e duie; qua ci sono i vostri abiti per stasera e gli inviti.
Mettetevi pure le spillette, accussì stiamo tranquilli.
– E per i soldi?
– Stasera wagnòn, insiem ‘a roba.
L’assessore risalì in auto, sospinto dall’invisibile mano di una guardia del corpo.

Si presentarono al civico ventotto di una stradella che conduce al lungomare della Madonnella.
Le due camicie Gucci erano praticamente identiche, così come il completo giacca-pantalone.
-Fraté sembriamo i men ‘n blek.
– Dai Ahmed, stammi dietro.
Consegnarono gli inviti e fecero il loro ingresso alla villa, il corposo borsone ben tenuto da Loik.
– Eccoci.
I due invitati vennero acclamati dallo scroscio di una folla ubriaca; politici, soubrettes televisive, iscritti al partito Diocesano, capi gabinetto dei comuni limitrofi.
Mancava solo il sindaco, trattenuto a Loseto dalla riapertura del castello Fondaco.
L’assessore fece i dovuti onori di casa, per allontanarsi poi coi due convitati nell’adiacente studio privato.
– Allora, avete tutto?
– Si, dodici panetti di marijuana e sei di cannabis.
– Vabbene; pigliate questi.
L’assessore appoggiò milleecinquecento euro nelle mani di Loik.
-Sgambetta, ma è solo la metà.
– Solo la metà…sono quelli giusti…io che ne so laddentro tu che ci metti.
-Brutto stronzo, vaffanculo. Ahmed stava già per lanciargli un suppellettile addosso.
-Oooh il tuo amico qua tiene la lingua dei rospi. Lo sai che il falco gliela strappa via al rospo, si?

Annetta ci aveva pensato tutta la notte.
Prese il cellulare, e sfogliò rapidamente la rubrica.


Quale messaggio decide di scrivere Annetta a Loik?

  • Dici che quest'anno la seggiovia la aprono? (0%)
    0
  • Potevi anche salutarmi ieri, non mi sarei offesa. (100%)
    100
  • Ti va di prenderci un caffé al Vicoletto? (0%)
    0
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