Niente di serio

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete che vi racconti nell’episodio 10? La verità su com’è andata (62%)

La verità, a voiIl brivido dell’ultimo episodio. Sarà comunque un addio, anche se magari ci incontreremo nella prossima storia. Sarà sicuramente un addio al Guappo, che se ne ritornerà alla vita, per noi ignota, di tutti i giorni, ancora lontana dagli occhi, lontana dal cuore, lontana da tutti. E sarà un addio anche alla protagonista, che tornerà in Italia, che aveva lasciato da così poco… E scivolerà tra le braccia di chissà quanti altri bei giovanotti, certamente mai tanto maliziosi e sconclusionati come il guappo.

E chissà se avrebbero meritato un altro incontro. Un episodio due. Una seconda chance per due persone troppo stupide per stare bene insieme, senza complicare il pane.
La brutale realtà dei fatti non fu tanto diversa dalla storia che ho scritto con voi. Non serviva troppa intuizione per capire che a Barcellona ci ho vissuto davvero, e che quelle strade le ho conquistate una ad una, cercando di riconoscerle, di capirle, di chiamarle per nome. E quel sole, quella luce così incredibile non se n’è mai andata, né attraverso gli anni, né attraverso le strade delle altre città.
Neanche il Guappo se n’è mai andato, appollaiato tra i miei ricordi e tra le storie più divertenti da raccontare alle tavolate di amici.
A onore della cronaca, il nostro eroe in realtà si chiamava Albert (in catalano si pronuncia con l’accento sulla “e”, mi raccomando… ci teneva molto), era stato un mio compagno di università durante l’Erasmus e ci eravamo frequentati solo quando, l’anno successivo, ero tornata a Barcellona a trovare amici.
Lui, di vocazione Saltimbanco; io, ridotta al mutismo dal suo istrionismo cosmico. È stato un ballo dove lui aveva condotto. Non ha visto mai niente di davvero autentico di me, non aveva tempo. L’unico momento in cui ho interrotto il suo spettacolo è stato quando (come raccontato fedelmente nell’episodio 9) gli ho dichiarato le mie intenzioni. E per dirla tutta, pure l’immediato seguito è stato degno di gran nota, degno di un’attesa di nove puntate! Almeno questo ve lo devo!

L’episodio della scalinata dell’università è l’unico davvero inventato. Anzi, mi sbaglio, c’è un’altra invenzione: non è stato il lavoro a portarmi via di lì, è stato il semplice finire della mia vacanza. Tornai a Firenze, dove abitavo.

Che successe dopo? Gli scrissi. Aspettai per due giorni una risposta, che fu pure una risposta stupida. Una collezione di cazzate, fatta eccezione per l’ultima canzone che ci scambiammo: http://bit.ly/QPT4ST.

Dopo la rabbia che cose del genere portano, dopo il martello di un pensiero dominante, imparai giorno per gioono a lasciarlo andare. Con lui lasciai andare il pensiero di Barcellona e di quelle giornate di sole pieno, da cui sembrava impossibile separarsi. E quella distesa di tetti che dal monte Tibidabo si srotola fino al mare. Fino a quando un giorno qualsiasi, svegliandomi, non pensai più a lui.

Pochi giorni dopo, a Firenze, mi presentarono un ragazzo silenzioso e ricciuto, che divenne il mio ragazzo.

Ecco tutto. Ecco il mio finale: nonostante il senso di apnea lasciato dai momenti, capii di aver già ottenuto tutto quello che potevo desiderare, perfettamente chiuso in sette giorni.
A quanto pare, però, lui non la pensava così: sei mesi esatti ricevetti una email. Albert. Dal nulla.

Mi diceva: -Le persone a volte capiscono tardi di aver sbagliato. Sono ancora in tempo per chiedere perdono?-

Non risposi mai.

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130 Commenti

  • È proprio vero che abbiamo tutti una storia da raccontare, che sia vera, che sia quella che avremmo sempre voluto o una semplice invenzione.

    Bravissima Tralla, questa storia è stata gioiosa, ironica e divertente come i suoi personaggi. E poi… arriva il decimo episodio in cui tutto diventa vero, cala il sipario e si aprono per un attimo le quinte, giusto per una sbirciatina. Un finale quasi da lacrimuccia.
    Spero davvero di poter leggere un’altra tua storia. In ogni caso… viva Barcellona!

  • e ora la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità (anche finta va bene) 😀
    Bella storia davvero! peccato sia arrivata la fine, ma questo ultimo episodio lo voglio alla svelta! non farci attendere troppo

  • Mi ero perso questa storia, ma per fortuna ho avuto poco da recuperare! Ottimo inizio.

    Mi immagino la solita risposta da chi deve fare la preziosa, tirando indietro la mano dopo aver lanciato il sasso. “Ora sono impegnata” chissà a far cosa 🙂
    Al prossimo episodio per scoprire come procede

  • “Per di più non rispondere alle sue email e ai suoi piagnistei non aveva certo favorito il karma, ma la decisione era presa e mi sarebbero pure potuti montare addosso con una jeep: non sarei tornata indietro. Fu per questo che -dicevo- il mio karma decise di montarmi addosso con la sua jeep.”

    Dopo un paragrafo del genere potrei mai non seguirti?!?! 😀

    Tra l’altro adoro la Spagna (e la conosco pure piuttosto bene)! E allora forza, chiamiamo questo Antoni!

    Sarai il primo racconto rosa che seguirò! 😉

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