Serenatella

Dove eravamo rimasti?

Ormai ci siamo? Si (100%)

Agosto, il mese dell’Amore (seconda parte)La pelle d’oca la rendeva ancora più presente ed eccitante sotto i mie polpastrelli.
Le mille ritrosie, le barriere che mi accorsi, solo allora, di avere eretto a mia volta, caddero giù, come un castello di sabbia, mentre assetato della sua carne, la carezzavo, indagando, e indovinando le sue forme, tra gli stretti passaggi che gli indumenti concedevano.
Con la sinistra, infilai la via della pancia, piatta e arrendevole, salii sotto la maglietta ecru e seguii il suo sudore, fino a perdermi tra i due piccoli seni, dove i capezzoli, puntuti e duri, erano due bottoncini caldi.
L’altra mano lenta e sicura, profittò della magrezza giovanile di Maria.
In piedi, le anche pronunciate, lasciavano aperto un largo spiraglio, subito dietro la cintola. Ancora una volta, mi servii di quella pancia, piatta e complice, foriera di delizie, per avventurarmi in basso, con la mano destra.
Le dita scendevano e il calore del “paesaggio” aumentava, diventando tropicale … là, dove le cosce tornite si distendevano, lunghissime, verso i piccoli piedi curati. E poi, risalendo, al centro di esse, perchè, sotto la pancia, c’era lo slip, sicuramente bianco e castigato. Mi spezzava il fiato nella sua libidinosa castità, mi sfidava i sensi col profumo della sua purezza.
Riuscii a scendere al di sotto delle mutandine, tra le due cosce, a cui, il suo fisico, quasi adolescenziale, non permetteva di toccarsi.
Eppure, un calore umido e sublime, faceva venir voglia di tuffarsi, in quell’afrore dai profumi intimi e segreti.
Maria era rossa in viso, incapace di ogni reazione; cercava di ribellarsi, di esprimere un disappunto che non c’era, così, deliziosamente, proferiva dei pensieri sincopati e senza senso.
Continuai a tentarla, senza essere né aggressivo né frettoloso, le diedi il tempo di accettarsi e di arrendersi al suo stesso desiderio.
Intanto, aprivo, toccavo, godevo … l’animo mi si spaccava per la fresca sincerità di quel momento. Non c’era appuntamento di amanti: la ragazze era là, genuina, semplice, come una rosa selvatica, tanto bella, quanto inattesa, nel suo splendore tra le forre.
Quando, la “femmina” che era in lei, vinse la sua ingenuità e, coraggiosa, si presentò al richiamo feroce del sesso, Maria si lasciò andare nelle mani del maschio, come forse aveva desiderato ma senza saperselo figurare.
Ora reclamava il premio, potente, per la sua sofferta trasgressione e io non aspettavo di meglio.
Per prima cosa, e senza dolcezza, le guidai la mano sul membro, per dimostrarle quanto la volevo … e lei impazzì, aggrappandosi anima e corpo, a quel caldo segnale virile.
Era mia e volevo stupirla, sconquassarla, segnarla come una preda: non doveva più scordarsi di me.
La presi per mano e contrariamente alle sue aspettative, invece di inoltrarci verso il buio, la trascinai verso la luce.
La sua postazione, oltre alla lunga scrivania, era sovrastata da un’alta ribalta, un bancone e li la feci appoggiare, con i gomiti. Era costretta a guardare fuori, come se niente fosse; io, seduto alle sue spalle, le abbassai jeans e slippini, per poi affondare, di faccia, tra le sue natiche, che, dopo un attimo di sorpresa, si inarcarono e mi aprirono la via, verso il suo sapore di giovane donna in calore.
E poi, sempre da dietro, quando mi misi in piedi, la possedetti … mentre Maria faceva finta di nulla con se stessa e col mondo che, da fuori, la guardava senza vedere: né le sue gote rosse, né i suoi occhi azzurri, pervasi, finalmente, dal guizzo della lussuria.
Quel bancone divenne il nostro angolino erotico. Alle sue spalle avveniva di tutto. Maria imparò presto a sedersi a sua volta: in quel caso, era lei che mi succhiava il piacere da dentro, con la bocca e con sempre maggiore sapienza.
Per alcuni mesi diventammo amanti e le insegnai tutto, gustandomi ogni palpito del suo cuore innamorato.
Non so dove sia adesso Maria, ma certo, nonostante gli anni, non dimenticherò mai le semplici effusioni, le note delicate, di quella deliziosa serenata napoletana.
FINE

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13 Commenti

  • dal cap. 9 potremmo iniziare a conoscere l’altra Maria, dopo aver conosciuto Beatrice, visto lo spessore e il portamento di quella donna “adulta”, cambia le sue abitudini e i suoi modi da ragazza! Come una crisalide che pian piano si eleva ad uno stadio superiore, inizia a mostrare il cambiamento con la cura che ella pone al suo scanzonato portamento…………………………..

        • Sì, è un complimento!
          Scrivi molto bene, meriteresti più punti. Un consiglio, visto che dici che sei nuova: non conviene pubblicare due episodi di seguito con una “falsa domanda” (ad esempio come hai fatto nel capitolo 1 e 2), oppure pubblicare un episodio al giorno, perché poi noi lettori perdiamo il nostro “potere” di cambiare la trama, o discuterne con te 😛 😛 😛
          Magari dalla prossima storia prova un ritmo più lento, ad esempio 1 Capitolo alla settimana, entro il limite di caratteri (non ricordo quanti sono, 3000, 4000, non ho scritto mai qui).
          Comunque brava!

          • Hai perfettamente ragione e i tuoi consigli sono preziosi.
            Ora sto affilando le armi … non è una minaccia, è una promessa che spero di essere all’altezza di mantenere.
            Mi sta molto entusiasmando questo sistema di scrittutra e la mia testolina bislacca già elabora nuove storie, con la speranza di imbroccare qualcosa di … piacevole per i lettori.
            Ti anticipo solo questo … il prossimo lavoro sarà un Thriller in cui i lettori saranno coinvolti all’inverosimile.
            Ciao e grazie a te e a tutti per la vostra pazienza.

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