sunny

Dove eravamo rimasti?

Per la serie "points of view" che fanno la differenza ... S. si ritrova nella stanza da bagno. Chi vede chi? Lo scrittore descrive la scena con gli occhi di June (55%)

cinqueC’è troppa luce.
Da dove viene?
Non riesco a tenere gli occhi aperti.
Ho freddo.
Mamma, dovevo dirtelo.
Un dolore sottile mi fa pulsare le tempie.
Ho freddo.
Sono così stupida a volte.
Non sento le gambe, le mie gambe.

Finalmente riesco a socchiudere gli occhi, tra le ciglia filtra la luce bianca di fuori. Ritiro dentro la vasca le braccia. Quello destro, a furia di pendere storto, è tutto indolenzito. Cerco di mettermi seduta facendo leva, ma le gambe sono pesanti. Un peso inutile, strisciano sul fondo di ceramica bianca assumendo posizioni scomposte.

Sono vestita?
Un lembo di stoffa mi sfiora il dorso della mano e un’onda di calore mi scalda. Mi sento sollevata. Poi penso che non ha nessuna importanza, in fondo. Ed è così inutile questa sensazione di pudore.
Ma sono vestita.

La stanza sembra immersa in una nuvola d’ovatta. Di rugiada. Di umidità cattiva. C’è uno specchio enorme appeso alla parete, è tutto appannato. Quand’ero piccola e mi lavavo i capelli la stanza diventava così. E riportavo lo specchio com’era prima scaldandolo con l’aria del phon. Non si fa. Hai ragione mamma, è pericoloso. Non si fa.

Ho freddo.
Non riesco a parlare, la bocca è impastata. Le labbra secche si appiccicano le une sulle altre.
La lingua batte contro il palato, ma non fuoriesce alcun suono.
Mamma, dovevo dirtelo.

Volevo solo rivederti.
Era così bello quel biglietto.
Volvo solo vederti.

Un rumore.
Oddio.
Di nuovo lei.
Quegli occhi pieni d’inferno.
Ho paura. Tanta.
Voglio andare via da qui.
Aiutatemi.
Se solo potessi chiamare aiuto.
La mia voce.
Qualcuno mi aiuti.

Il respiro diventa affannato. Poi qualcosa si muove sulla superficie fumosa dello specchio. Dio fa che non sia lei. Una scia azzurra riempie lo spazio tra due fasce appannate d’umidità. Un jeans. Poi dei colpi di tosse. Prima rauchi, poi più forti.

– Dove .. diavolo … sono.. –

Dice la voce nell’ombra. E’ Sunny. Sunny, ti prego aiutami. La voce continua ad ostinarsi muta. Stringo i pugni e inizio a batterli contro i bordi della mia culla di ceramica. Vieni qui. Batto più forte. Sento bruciare le nocche della mano destra. Silenzio. Poi un fruscio striscia sul pavimento. Si avvicina. Sunny si sporge sul bordo della vasca e io spalanco gli occhi. Poi la bocca, ma ancora nulla.

– June, ma cosa cazzo …-

Sunny mi osserva sconvolto. Ha una ferita sulla guancia. Solo un piccolo taglio. Continuo inutilmente a chiudere e aprire la bocca. Mentre mi sento come un pesce in un acquario, una lacrima scivola lenta e bollente su una guancia. La immagino scavare un solco. Profondo.

-Non piangere … June, ti prego.. non piangere-,
mi abbraccia.
-Vieni qui, non preoccuparti, sarai sconvolta … se ti rilassi la voce tornerà e potrai spiegarmi tutto. Respira.-

Faccio di si con la testa e il collo fa un crac doloroso che mi fa stringere i denti. Mi vergogno. Penso a quanto devo essere brutta. Un pensiero stupido. Poi ho di nuovo paura. Volevo solo incontrarti Sunny. Inizio a respirare a pieni polmoni e gli stringo un braccio.

-Esci da questa vasca, vieni.-

Osservo il terrore sul volto di Sunny quando si accorge che non riesco a muovere le gambe. Una maschera distorta si distende sul suo volto sempre sereno. Come un dolore sottile. Sul suo sorriso che ho sempre visto largo, con i denti bianchi. Chiudo gli occhi per non piangere di nuovo. Guardo in basso. Sunny sospira, mi solleva prima il mento col dito indice, mi guarda fisso, poi mi tira su di peso. Non mi aspettavo tanta forza. Mi avvolge in un accappatoio marrone che trova per terra e si stringe accanto a me. Da quest’angolo la stanza sembra più grande. Osservo la vasca troneggiare al centro e provo pena per me stessa. Il mio corpo inizia a riprendere calore. Le articolazioni si sciolgono. Non ho più freddo.

-Vedrai che ne usciremo … te lo prometto -.

Ma si sentono già dei passi in lontananza.

“Questi personaggi che fanno un po’ come pare a loro”, dice lo scrittore. Poi, riprende le redini della faccenda e …

  • Inizia a squillare un cellulare, deve essere lì da qualche parte (13%)
    13
  • I passi entrano dentro alla stanza da bagno (42%)
    42
  • I passi si fermano dietro alla porta (46%)
    46
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655 Commenti

  • Bellissima la fine. Ci ho messo un po’ a leggere tutto il racconto perché non trovavo il tempo, però il tuo modo di scrivere mi affascina. Coinvolgente, pieno di sensazioni e di belle immagini. Mi spiace solo di non essere riuscito a votare! Comunque ancora complimenti 🙂

  • Complimenti a serrenett e al suo racconto “sunny” che sale nella classifica delle storie più giocate di THe iNCIPIT! In premio la copertina, con uno dei momenti centrali del racconto e frammenti del suo episodio finale.

  • C’è una scelta particolare per i numeri delle camere?
    In ogni caso molto bello, mi ha lasciato soddisfatto questo finale…

    in bocca al lupo per il prossimo!

    ps l’infilata di tutti i libri per autore è una cosa in cui son caduto anche io in passato, la trovo sconveniente però, lo stile molto simile porta ad identificare tra loro i testi, anche quando sono tutti capolavori e il giudizio a lungo andare ne rimane inevitabilmente influenzato. Mentre con i film, andare per regista, è da paura 😀

    pps mia opinione

    • Wow, ma che lettore attento! 🙂
      I numeri sono alcune pagine di un libro letto un po’ di tempo fa che mi hanno ricordato con un moto di malinconia fortissimo alcuni momenti della mia vita.
      Il libro è “Nessuno si salva da solo” di Margaret Mazzantini, che io ho trovato terribile e bellissimo.
      Per quanto riguarda la mia maniacalità sugli autori, hai ragione, dovrei assolutamente guarirne, ma non ci riesco!!!! 🙁 🙁 🙁
      Can you help me?

  • E così SANNY è terminato! Peccato, mi ero abituata a immergermi ogni settimana in un bagno sentimentale . Riprenditi presto da questa fatica e la prossima volta vorrei leggerti in forma umoristica, prova a cimentarti. Un bacio

  • Ti ho appena letta, davanti un buon tè (tutti i riferimenti ad Alice e compagni sono casuali).
    Così hai finito, è stato bello questo percorso che in qualche modo abbiamo fatto anche un po’ insieme (il mio arriva giovedì, perché avrò una bella giornata libera).
    Penso tu possa sperimentare ancora in qualunque genere, per tutto il sentimentale in te ovviamente ti consiglio il rosa. Teniamo alta la categoria, ci vuole proprio.
    Complimenti per il traguardo e un bacio.

    Sere

    • Grazie Sere 🙂
      Per ora mi riposo un po’, anche perché fino al 10 ho da lavorare sul racconto per Elena 🙂
      Poi ci penserò seriamente..sono in bilico tra due generi che mi stuzzicano..magari faccio un fitto misto 😉

          • Ciao Sara. Ciao Alice.
            Non è che non vi voglia dire nulla, è che faccio una fatica tremenda a trovare qualcosa di anche solo un filino arguto da mettere nero su bianco.
            Difficilmente mi ritrovo a corto di parole, e credo che voi due abbiate finito per intuirlo, però adesso sono proprio lì, davanti all’impossibilità di trovare una cazzo di parola che possa stare al passo, che possa riuscire a giocarsela con quelli che sono i miei pensieri e le mie sensazioni. Quelle che, ovviamente, mi avete regalato voi, assieme a tutti i personaggi di questo racconto.
            Questo racconto, già.
            Se è vero, come è vero, che lo sbarco su THe iNCIPIT lo devo al mio amico Rorshark (torna! torna!) e al suo Bad karma, il merito (o la colpa, ai posteri… ) di buona parte della voglia di restare qui, a giocare e a scrivere, ma soprattutto a leggere, va a voi, va a sunny, arrivato 4 giorni dopo il mio primo capitolo.
            Non lo so, mi viene da tornare a quella parola là, riconoscersi. Perché è questa la sensazione dominante, è stata questa sin da quell’assolo sbriciolato di Jimi, ed è rimasta lei fino alla pelle d’oca che mi è venuta in questo decimo capitolo.
            A volte credo che si possa pensare che esagero, ma… boh, come te lo spiego?… ci sono, no?, quei posti e quelle situazioni che, anche se non conosci, anche se vedi per la prima volta, ti danno subito l’idea di accoglierti, un po’ come vecchi divani abituati ad averti addosso… ecco, io sto così, qua in mezzo. Ci stavo, almeno.
            Dirti quanto mi piace come scrivi… l’ho già fatto.
            Dirti quanto mi sia piaciuto il mondo che ci hai srotolato davanti, denso come melassa… beh, ho già fatto anche questo.
            Dirti che questo era, è e resta uno dei 2 o 3 racconti che preferisco, tra quelli letti da ‘ste parti… mmm, forse questo non te l’avevo ancora detto, in effetti, ma credo ci fossi arrivata anche da sola, no?

            Grazie per sunny, grazie per QUESTO sunny, così dalla prima all’ultima parola.
            E adesso, scusami, ma riprendo a fare il muso, visto che di sunny non ce ne sarà più.

            Tuo lettore,
            D.

            • Certo che esistono posti così, persone così, sensazioni. Esistono poltrone così, è vero. E mi ha fatto sorridere questa metafora, perché tempo fa ho scritto un pezzo sul fatto che ognuno ha la sua poltrona. Una sola. Riconoscersi. 🙂

              Poi che c’entra, giusto per citare qualcuno, non imparerò mai a non fare domande. Tipo ora che leggo la tua risposta mi dispiace di tutto questo finire e non so perché.

              Forse sono semplicemente pazza.

              • Le pazze conquisteranno il mondo. Lo stanno già facendo. L’hanno già fatto. O almeno, secondo me, dovrebbero proprio farlo.
                Dove lo trovo il pezzo sulle poltrone, sullA poltronA?
                Scusa per l’attimo di spleen, non era mia intenzione. Non sono mai stato bravo a gestire i tempi d’uscita dalle cose, specie quelle belle. E comunque trovo che “pentirsi” delle domande sia sempre una gran cosa, perché almeno implica sorpresa, riflessione e un minimo d’aderenza, no?

            • Certo…era un po’ per fare la parte..io adoro pentirmi delle domande 🙂

              Il pezzo sulla poltrona puoi trovarlo da qualche parte in camera mia. Poi però metti tutto come l’hai trovato che sono abbastanza gelosa del mio non ordine. 🙂

              Se ogni tanto vuoi leggere di me, quelle famose pillole 🙂 c’è il mio blog… 🙂

              • Il tuo blog, lo ammetto, l’ho già spulciato un pochino… e una certa idea [cit.] me la sono fatta. Per la camera… beh, non mi sento ancora abbastanza in confidenza, dai. Anche se il non ordine sono 2000 punti (o 4000 battute, in regalo, scegli tu). 🙂

  • Finito ora…

    Che dire, ripeto il mio primo commento: David Linch in gonnella (se la porti, sennò in jeans), atmosfere surreali, sognanti, leggi e quando finisci ti senti il corpo in un torpore piacevole…

    Brava, che altro dire, le parole dosate col misurino 🙂 a che genere punti ora?

  • Bel finale. Resta un po’ l’impressione che tu abbia sofferto il limite dei caratteri imposto e che il racconto sia un po’ “mutilato” nella trama, ma l’atmosfera che hai saputo creare e il fascino che i tuoi personaggi hanno rende sicuramente questa storia una di quelle che spiccano di più su The Incipit. Complimenti 😉

    • Grazie del commento e dei complimenti.
      Per quanto riguarda la “mutilazione”, posso dirti che hai ragione sui personaggi, perché adesso per esempio mi sarebbe piaciuto capire che fine hanno fatto Rose o June..
      Questo si..
      Ma se ti riferisci a tagli, no perché il racconto non c’è mai stato 🙂 scrivevo di getto in base ai suggerimenti dei lettori e devo dire anche che è stato anche abbastanza difficile! :>
      Grazie e un saluto!

  • Bellissimo epilogo! Non potevi scriverne uno migliore..
    Devo dire che è stata una delle storie che mi sono piaciute di più su TheIncipit, con la sua atmosfera malinconica, scritta molto bene, con grande sensibilità..
    Mi dispiace che sia finita, mi ero affezionata ai personaggi… però ti aspetto presto con una nuova storia!

    • Giulia il tuo commento non può che farmi onore.. spero di tornare presto.. trovando il tempo.. certamente continuerò a seguire con piacere i miei preferiti.

      Sai… il mio racconto voleva essere proprio così, come lo hai descritto tu. Sono contenta che ti sia arrivato nitido.
      Un bacio

  • Hai ragione sui tempi comici! E’ una cosa che odio..dovrebbero inserire il pulsante invia messaggio vocale, così si sente il tono 🙂 🙂 🙂 Io l’ho appena preso. Con due biscottini integrali divella, di cui ormai sono una specie di drogata! Che dice, a so integrali, si però se te ne mangi un pacco!

  • Avevo risposto qui sotto, ma il commento me l’hanno messo su.. Ti dicevo, che se può aiutarti, quando le opzioni erano tutte vicine e non c’era una vera e propria maggioranza, io cercavo di accontentare tutti! 🙂
    Insomma, fai un bel frullato! :p

  • Buona domenica! 🙂
    Il mio nome completo è Sara Maria Serafini (che detto così fa molto James Bond) 🙂 provo a cercarti anche io..

    Diego se la metro perde è un segno del destino..vorrà dire che dovevi scriverne solo tu! 😉

    • Ma sai che quando ho letto il tuo capitolo e mi sono ritrovata nel motel, la cosa mi ha fatto tanto sorridere.. E l’intreccio di storie si è impossessato di me 🙂 Non sarebbe bellissimo se le nostre storie vivessero una coordinata comune? Immagina la scena, Sullivan che guarda dalla finestra e mentre fuma vede una bella bionda con gli occhi azzurri montare in auto e andare via in una nuvola di polvere cannella! 😉

  • Che peccato il bacio vada così per la maggiore.

    Io volevo la scena classica di Lei che riempie di calci pugni schiaffi e cazzotti Lui che incassa senza dire nulla da Lei che alla fine viene baciata con forza da Lui…

    Uniamo due alternative in una, è una soluzione che io ho deciso di adottare da un pò a queste parte scegliendo le due più gettonate 😛

    Come ci si sente vicini alla fine?

  • Che il tuo scrivere, Sara Maria, mi piaccia moltissimo… beh, mi pare di avertelo già detto altre volte. O, almeno, sono certo si potesse riuscire a leggerlo, a LETTERE CUBITALI, tra le righe di più d’uno dei miei commenti sparsi qua sotto.
    La cosa che mi piace è che mi costringi a saltare da una parola all’altra senza sapere mai cosa mi aspetta, su che termine finirò per atterrare e come ci atterrerò, e questo è un lasciarsi trasportare che ha proprio quel gusto lì, quello del gioco curioso ma “di fiducia”… Poi però succede che sia anche una sorta (e qui la sparo grossa, preparati, GROSSA PROPRIO) di lettura attiva, quella che proponi, perché non è che uno possa distrarsi più di tanto, mentre cammina in mezzo al mondo fatto dalle tue parole, il mondo tuo. E allora deve essere sempre lì, sul pezzo, facendo oltre che subendo. Attivo, insomma, come lettore. Che può suonare un filino faticosa, come cosa, ma – anche se lo fosse, e in realtà non lo è affatto – è una fatica che viene puntualmente ripagata da tutta una serie di immagini che, se lo lasci pur dire, sono una roba tremendamente fica (e, a ‘sto giro, hai pure fatto il richiamino a quella che più mi ha folgorato, la pioggia al contrario, e allora, lì, proprio lì, m’hai fregato).
    Mi sa che anche il fatto che mi venga voglia di scrivere commenti così lunghi, non richiesti, sia un po’ colpa di quanto mi piace come scrivi. Ma di questo ti rimprovererò nel mio prossimo lunghissimo commento… che altrimenti non mi rimane più nulla da dire.

    Insomma, anche questo otto mi ha convinto (Dio mio, bastava scrivere così poco e guarda quanto sono riuscito ad andare lungo… ).

    D.

  • Non mi fa più rispondere sotto..
    Forse abbiamo superato il limite botta-risposta dei commenti.. :-O
    Comunque nel caso vinca il bacio, la scena me la immaginerei così..
    Amore/odio, violenza, passione, distruzione..
    Ci amiamo in qualche modo ma non possiamo evitare di farci del male..
    Dopo il tentativo di strappare il tatuaggio a morsi, Sybille me la immagino proprio come Megan Fox nel video..

  • Ma sai che infatti sono una di quelle che se guardano un thriller poi un po’ ci restano male se non c’è neanche un bacio! 🙂 🙂 🙂

    Ma insomma, in questo caso, non si sa mai..questo bacio “strappato” sarà davvero romantico??? Si vedrà..non lo so neanche io! 🙂

    Si, ne mancano due. Quando ho iniziato a scrivere non avevo idea di che storia avrei raccontato e, credimi, ancora non ne conosco il finale..

    Quindi se vuoi avanzare richieste o fare “pressioni” 🙂 o che ne so dare un consiglio, sei ancora in tempo eh! 🙂

  • Passare attraverso un tuo capitolo mi da l’effetto, fisico, di attraversre un tunnel nero, come quelli, pieni di fascino, nei Luna Park.
    Qualcosa mi obbliga a muovermi, a procedere mio malgrado, in quel nero fitto, ben sapendo di non potermene fidare.
    E così, improvvisamente, come illuminate da lampi troppo vicini, le scene compaiono dal nulla, dove meno te l’aspetti.
    E ti segnano con la loro cruda perfezione: un lampo, pochi istanti, e un quadro iperealista, identifica una scena fino a renderti partecipe dei particolari più intimi e inattesi.
    Brava.
    Ho votato per il mediare … sono mammona e mi piace finire con: volemose bbene!

    • Ma che bel commento, grazie! 🙂 Se ne dedurrebbe quasi che questo è il capitolo che più ti ha fatto restare incollata…è così?

      Ma sai…io lascio sempre tre possibili epiloghi molto diversi tra loro e non so quale sia giusto seguire..siete voi a decidere in base alle vostre propensioni..è questo il bello! 🙂

      A tal proposito non ho ben chiaro come finirà questa storia. Suggerimenti??? 😉

      • Non saprei aiutarti e non lo farei mai, anche se ne fossi capace.
        Un racconto è come una bella barzelletta … se ci togli il finale, crolla tutto.
        Posso solo darti un consiglio, io faccio così: la prima cosa che fisso nella mente è proprio il finale, come se dovessi fare un escursione in montagna.
        L’idea è quella di raggiungere una determinata meta.
        Poi scelgo un percorso, che non necessariamente è quello che seguirò precisamente … tutto può accadere. Ma faccio del mio meglio per raggungere la meta che mi ero prefissata.
        🙂

  • RISSA RISSA RISSA!!!! (citazione)

    Scherzi a parte vedo una bella scazzottata come dalla logica di come devono andare le cose 🙂 Complimenti Sunny, atmosfere che passano dal surreale al freddo pugno nello stomaco per poi tornare al surreale… un continuo viavai di emozioni!
    E ora sotto con il nono!!

  • Oh, finalmente ho potuto leggere il tuo racconto…. molto coinvolgente e bello, bello davvero. Poi le atmosfere rarefatte le ho apprezzate in particolar modo.
    Credo di potermi accontentare di un solo morto (per il momento) 🙂

  • Ehi Serrenett, ma il racconto è una bomba onirica!!!!!!!! mi ci sono calato come se mi avessero fatto anche a me quella puntura che immobilizza e l’ho letto tutto d’un fiato!!!! bello, sognante, poetico, si vede che scrivi non per caso 🙂 il tempo fuori grigio della giornata di oggi moscovita (dopo BEN 5 giorni di sole di fila) mi ha aiutato a calarmi (sunny ce n’era poco…) nella storia. mi sono “risvegliato” dal tuo racconto felice di non essermelo perso!!! Ora ci scappa il morto però…

  • bello vagare tra le diverse atmosfere…
    l’incipit del sei era davvero incredibilmente dolce e azzeccato. un’immagine che non va più via.
    ma anche il ritorno in pista col giallo è in grande stile! tutte immagini che restano. come la stella che cade.
    Che dire, sempre bravissima!

    • Grazie…
      Ho avuto un’idea e ho provato.
      La storia deve essere scritta davvero insieme, sennò è puro esercizio di stile.
      E’ più difficile così perchè di volta in volta devo decidere dove andare e come…però è anche divertente.
      E utile. 😉

  • Ciao tesoro,
    mi dispiace non essere arrivata prima, ma i miei impegni mi trattengono sempre nel fare cose che non sopporto!
    Ho visto che ti hanno messo in primo pano! Brava! Ma cmq non me ne meraviglio…
    Mi sono letta e goduta la storia tutta d’un fiato… e ho letto anche i commenti.
    Il tuo mi ha colpito molto, sei andato a fondo nelle cose, sembri conoscere la mia cara amica.. ma è quello che succede a chi non si ferma alle parole.
    Bravo!
    Un bacione

  • Il torcicollo mi diania al momento, costringendomi in posizione supina.
    Conta che la mia vecchiaia viene da dentro visto che sono tuo coetaneo.
    Leggere di paraplegici forzati mi ha aiutato ad apprezzare di più il fastidio temporaneo.
    Grazie…

    ps sono nella maggioranza, lineare.

    pps quando vuoi versetti e sullivan li facciamo trovare a cena insieme 😉

  • Ma che meraviglia il tuo commento.
    Non tanto perché sei stato così carino nei miei confronti. Soprattutto perché sei stato attento. Per me. E ti sei preso del tempo. Per me.

    Sai…
    Io scrivo per due ragioni. Semplici.
    La prima la dico sempre a tutti. E’ per farmi compagnia. Nella mia vita sono stata prima una bambina sola, ora una donna sola. E così, invento i miei personaggi, ma per renderli credibili so che devo essere davvero brava. E allora do tutta me stessa.

    La seconda ragione non la dico mai nessuno. Perché mi sembra anche abbastanza più folle della precedente.
    Scrivo perchè credo nell’effetto calamita.
    Credo che chi trova piacere nel leggere il mio mondo, il mio modo, sia in fondo, un po’ come me. Allora ci riconosciamo.

    E mi sento un po’ meno sola.
    Chiuso il cerchio.

    Grazie
    S.

    Ps. Per il capitolo ti devo molto di più, mi sa…

    • L’effetto calamita è innegabile ed è una bella cosa. Leggere e farsi prendere è, per come la vedo io, sempre riconoscimento. Difficile restare ammaliati, nella lettura, da qualcosa di distante… a meno che non sia proprio dall’altra parte del mondo o lo sportello del frigo su cui attaccare le calamite.

      Ps. Se la domanda sul prossimo capitolo era sempre per me… se faccio il bravo arriva stasera o stanotte

    • Quanto mi piace leggere al bar.
      Io ci vado da sola e non capisco come per la gente possa essere una cosa triste.

      Mi è piaciuto molto scrivere questo sesto capitolo. Mi sono divertita a fare tornare a posto i pezzi. Come fa il mio Sunny. D’altra parte era il momento di fare ordine.

      Ho una domanda per te..forse due..
      Avevi pensato alle stesse iniziali?
      E, c’è qualcosa che ti ha stupito particolarmente?

      Ps. Ricerche personali di crescita 😉

      • Mai stato particolarmente sveglio come lettore. E leggere a puntate non mi aiuta di certo, in questo. Quindi… no, non avevo pensato alle iniziali. Ma temo di non fare molto testo, per quanto sopra.
        Sullo stupore… beh, vale il medesimo discorso, cara serrenett. Non essendo sveglio, mi stupisco di tutto. Che, in questo caso, non equivale affatto al non stupirsi di nulla.
        Metabolizzo un po’, magari mi rileggo tutti i capitoli e, forte del senno di poi, ti rispondo di nuovo… facendo finta d’esser più furbo e passando dal caffè allo spritz (campari e angostura, rigorosamente). Sia mai che non ti aiuto nelle ricerche personali di crescita!

        • Ahaha che risposta simpatica!
          Ma le risposte sincere hanno spesso un sottofondo ironico 😉

          Allora aspetto la tua risposta da spritz 😉

          Cmq essere un lettore distratto può avere molti lati positivi, secondo me…

          • Mi sveglio, leggero hangover.
            Metto su il caffè e, per abitudine, accendo il computer.
            Palpebre a tapparella, mentre aspetto che la moka faccia il suo dovere mi rileggo i tuoi primi due capitoli, ricordandomi quanto m’era piaciuto il tuo incipit, l’auto che procede immobile e il bisogno di immaginarsela una roba così, quella sorta di jump-cut sottile, che se ti distrai un attimo te lo perdi e ciao…
            Viene su il caffè, me lo bevo fumando la prima della giornata.
            Riprendo la lettura, un po’ più sveglio. E arrivo fino al sei senza ricordarmi di mangiare.
            Pausa colazione. Metabolizziamo tutto, va là…

            Ore dopo, eccomi qua di nuovo. Riprendo il commento lasciato a metà.
            Il discorso sulle iniziali… beh, rileggendo tutto in fila ordinata e continuativa e facendo leva sul senno di poi, sei stata tu stessa a svelare il gioco già prima di quest’ultimo capitolo: “Poi, ci sono gli orari di lavoro di June, il suo nome scritto per intero ripetuto milioni di volte e poi, anche le iniziali: J. T. La meticolosità e la precisione di quelle ripetizioni sempre uguali, lo turbano un poco. Sa che le catastrofi, in genere, provengono sempre da segnali insignificanti che si è cercato di ignorare”.
            Che le stesse iniziali significassero poi un legame di sangue… questo non stava scritto da nessuna parte e, quindi, il gioco si svelava quanto voleva farlo e non di più.

            Lo stupore.
            Sullo stupore credo davvero di non poterti aiutare in alcun modo.
            Anche – e soprattutto – rileggendo tutto insieme, mi ritrovo a pensare che potresti scrivere qualunque cosa che ci crederei, che mi ci affiderei. Quindi resta il discorso fatto ieri sullo stupirsi di tutto. Ma stupirsene in maniera controllata, come se già sapessi che qualcosa mi stupirà. Non so se sono riuscito a spiegarmi…
            Diciamo che muovendomi, sulle tue orme, tra un assolo sbriciolato di Hendrix, calligrafie ordinate su fogli a quadretti, pennellate di polvere, divani coperti come i volti, cornici vuote, piogge al contrario di schegge lucenti, teste triangolari con lingue biforcute, prodromi del blues, lampi argentati che attraversano vetri e ore del tè, specchi appannati e phon… beh, girando in mezzo a tutta questa roba e assieme ai tuoi personaggi un po’ mi perdo piacevolmente e, seguendoti, ti accordo il diritto (che è anche un dovere, a ben vedere) di stupirmi con qualunque cosa, anche solo indicando in alto e dicendomi: “Sole”.
            In sostanza, è la tua scrittura la cosa che mi stupisce di più. Il suo ritmo. Il colore. Ed è, tendenzialmente, tutto quello che mi sento di poter chiedere ad uno scrittore, no?, tutto quello che posso cercare.

            Ecco.
            Scusa il commento-fiume, ma ogni tanto mi ricordo che se si decide di fare qualcosa è meglio farla per bene… salvo poi dimenticarmelo al primo sbattere di palpebre e perdermi in discorsi strani, ma vabbè. Comunque la scelta era tra scrivere questo commento o il mio quinto capitolo… mi devi un capitolo, serrenett. 😉
            D.

  • Rimanendo in tema di porte… Sono sicuro che nessuno possa entrare di scatto senza nemmeno soffermarsi un attimo ad osservare una scena di pietas come quella che hai descritto.

    ps nel capitolo precedente ti sei data da sola un voto alla prima delle opzioni?
    pps da bambino anche io utilizzavo il phon nello stesso modo, ma impostavo il getto dell’aria a freddo :p

  • Mi tentava molto lo scrittore che se ne frega, però vedo più utile lo sguardo di June. Quindi, facendomi violenza, ho votato per June.
    Che questo tuo racconto continua a piacermi un sacco, che sei brava e che anche questo capitolo, come i precedenti, va via che è un piacere… beh, tutto questo manco sto a dirtelo, ok?
    Ciao ciao,
    D.

    • Non so se hai notato che nel capitolo ci sono le tue ragazze che prendono il te con i biscottini… I suggerimenti degli amici devono sempre essere presi in considerazione 😉

      Ti giuro che anche io una volta ho lasciato il mio numero sotto al tergicristalli di un’auto. Erano i temi in cui non ero ancora diventata così tristemente vecchia e sapevo divertirmi. Anche se ora che mi ci fai pensare l’epilogo è stato tragicomico… ecco, magari poi te lo racconto in privato ;-p

    • Si, ci piacciono assai 🙂
      Ora che mi ci fai pensare, se non mi decido a svuotare borsa e portafoglio dovrò affittare un paggetto che me li porta!

      Si, credo anche io che sarà una ventata di novità.. molti reclamavano la presenza femminile, ora le diamo la parola 🙂

      Ma le cose non sono mai semplici come appaiono… tu come te la immagini June?

    • Chi è stato a portarlo nella stanza? Perchè June se ne sta in una vasca da bagno in una casa che sembra abbandonata? Ma soprattutto, che legame c’è tra i due?

      … 🙂

      Per tutte queste domande ci toccherà aspettare, ma già il fatto che iniziamo a farcene è un buon segno, no?

  • Buongiorno a tutti.
    Oggi è venerdì ed è in arrivo il capitolo 4.
    Fino a ieri sera le due opzioni “viene colpito alla testa” e “sente una sinfonia” erano praticamente alla pari.
    Oggi vince, mi sa solo per un punto, la sinfonia.

    E’ stato molto difficile lavorare in questi giorni sul nuovo episodio 🙂
    Allora, per fare contenti TUTTI, blocco il sondaggio e caricherò, appena possibile, un episodio che, spero, soddisferà la maggioranza 🙂

    A tra poco…

  • immaginifica. descrivi tutto come se fosse un contorno, e ci mitragli in realtà di dettagli 🙂
    bellissima l’espressione di incastrarsi in un attimo!
    ho votato per non trova re nessuno in casa, voglio scacciare possibili intoppi 🙂

  • Eccomi qui, ho letto tutto! 🙂
    Come già avevo detto, stile molto particolare, intrigante: il mio unico consiglio è di non esasperarlo troppo, perché ogni tanto si rischia di perdere il filo degli eventi… per il resto, come diceva Luca, alcune immagini ti si incollano proprio nella mente, anche io avevo pensato alla polvere sul cofano! Bellissimo.
    La trama è ancora nell’ombra, penso di comporranno poi i vari tasselli, per cui per ora voto il colpo alla testa, così, a simpatia! 🙂

    • Cara Marta grazie di essere passata e soprattutto dei tuoi consigli che terrò certamente in considerazione..
      La trama si sta delineando anche grazie a voi 🙂 .. sto cercando di inserire dei tasselli che i lettori poi potranno riconoscere più in là, quando la storia sarà più definita.. credo che potrebbe essere anche carino e stimolante per chi legge intuire e capire poi, se l’intuizione era giusta o meno..
      Una specie di gioco nel gioco 🙂

    • Il tuo commento mi ha colpito così tanto che, per la prima volta nella mia vita, mi sono convertita alla fantascienza. E, così, ti ho letto tutto… “Emozioni nella nuvola” e 2..
      E sono davvero felice di averlo fatto.
      Sono scritti benissimo, in maniera puntuale, ti tengono col fiato sospeso, su una vicenda che per quanto irreale, ha qualcosa di spaventosamente realistico.
      Ti seguo con attenzione.
      Un saluto

    • Grazie 🙂
      Questo giochino di The incipit è molto utile.. per esempio la storia del “molto descrittivo” ad alcuni piace e ad altri proprio no.. allora sto cercando di bilanciarmi.. 🙂

      Utile, insomma.. già detto, vero? ,-p

  • Ho votato la sinfonia. Visto che hai messo il colpo in testa, magari ti rendo le cose un pò complicate. Ma solo per divertirci…
    Ps. La storia è scritta bene. . scorre via.. ma manca quell’attimo di tensione.. arriverà?

    • Eeeh si, i serpenti vengono da lì…quel racconto mi ha parecchio scioccata, devo essere sincera.

      Invece il momento cristallizzato nel ghiaccio è un omaggio a “Nuit Blanche”, che senza un Prof. non avrei mai visto 🙂

      Si, cerco di caricarne uno ogni venerdì. Nella mia vita confusionaria, c’è sempre bisogno di planning 🙂

    • Grazie, sei molto gentile… Anche per me è un complimento 🙂

      A volte mi “accanisco” sulle descrizioni perché alcune scene è come se le avessi davvero davanti agli occhi 🙂

      Però, ovviamente, terrò presente il tuo consiglio..sennò a che serve! 😉