The day we died

Dove eravamo rimasti?

Come si conclude la storia? Riley si ritrova nella vasca da bagno con Paige, Alex mette giù la pistola (53%)

Jamais VuAvete mai desiderato rivivere un giorno dall’inizio alla fine?
E’ quello che è successo a me.
Solo che nessuno mi ha chiesto quale ed io non ho potuto scegliere.

Siamo di nuovo nel bagno di Amber, dove tutto è iniziato.
Dove tutto potrebbe finire.
La mia vita, quella di Paige, quella di Alex, quella di Peter.
Alex mi guarda senza dire niente e abbassa la pistola.
“Cosa stai facendo?” Peter si affaccia alla porta del bagno, “Sparale, cazzo!”
Alex punta di nuovo la pistola contro di me, io trattengo il respiro, poi lui si volta di scatto verso Peter e preme il grilletto.

Nella vita reale spesso non si ha una seconda occasione, non si può fermare il tempo e riavvolgerlo, si può solo prendere atto di quello che è successo ed imparare dai propri errori.
Anche i momenti peggiori contengono insegnamenti preziosi, lezioni che ci aiuteranno a crescere, che ci renderanno adulti e, forse, migliori.

Non sono in camera mia e non è più venerdì.
Mi trovo in ospedale ancora intontita dai sedativi che mi hanno somministrato.
Mia mamma ha gli occhi gonfi e arrossati, capisco che ha pianto.
“Sto bene.” la rassicuro, “E’ finita.”
“Oh, tesoro, se solo penso a quello che sarebbe potuto succedere!” mi abbraccia forte.
“Alex?” chiedo alla fine di quel lungo abbraccio.
“L’hanno arrestato.”
“Mi ha salvato.”
“E’ entrato in quella casa con una pistola. Dei ragazzi sono morti.”
“Avrebbe potuto sparami.” mormoro, “Ma non l’ha fatto.”
Ha cambiato idea.

Tutto scorre inesorabilmente, sia le giornate felici e spensierate che i giorni peggiori, quelli in cui ci sembra di annegare sulla terraferma.
Tutto passa.
Anche il dolore.

“Riley… Non pensavo di vederti.” il carcere ha reso Alex diverso, più adulto, “Sei qui per il Rigraziamento?”
Annuisco.
“Il college è come te l’aspettavi?”
“No.”
Ho sempre pensato che la mia vita sarebbe iniziata a Cambridge, avrei incontrato un ragazzo carino che mi avrebbe chiesto di uscire e mi sarei innamorata, avrei dimenticato Alex e riso degli aneddoti del liceo davanti ad un caffè con Peter e Paige, che sarebbero rimasti i miei migliori amici.
Mi sbagliavo.
Gli psicologi della difesa dicono che Alex soffriva di depressione, si sentiva intrappolato in una vita che non voleva, tutto era prestabilito. Non aveva previsto però di incontrare Peter.
Alex lo ha aiutato con la grafica del videogame. Non voleva che si sapesse a scuola, forse si vergognava di essere diventato amico di Peter o di non essere poi così diverso da lui.
Mentre il gioco prendeva forma, parlavano di come sarebbe stato se l’avessero fatto per davvero.
Per tutta la vita mi sono spesso sentita invisibile, incompresa, fuori posto, ma non con Peter. E’ stato il mio migliore amico per quattro anni e non sapevo chi fosse.
Un assassino dalla personalità narcisistica antisociale. Si sentiva superiore ai nostri compagni di scuola, le prese in giro non lo toccavano perché, per lui, erano tutti degli sfigati che non avrebbero combinato mai niente nella vita, mentre lui sarebbe andato ad Harvard come suo padre e suo nonno.
“Non era stato ammesso.” dice ad un tratto Alex.
“Lo so.”
“Avrebbe potuto iscriversi a qualsiasi altro College.”
“Per Peter esisteva solo Harvard, da quando era bambino, era tutto per lui.”
Ho visto la scena un milione di volte nella mia testa.
Peter che apre la busta sorridendo, sa già cosa conterrà.
Poi la doccia fredda.
Ci dispiace doverle comunicare che…
La sua vita cambia di colpo.
Il suo mondo crolla in un istante.

Metto la mia mano sopra quella di Alex.
In un’altra vita, forse, tutto sarebbe stato diverso.
In questa, abbiamo solo quel attimo nel bagno di Amber, siamo legati per sempre da quell’istante in cui ci siamo guardati negli occhi e lui ha deciso di abbassare la pistola.

La vita è adesso.
Non dopo il liceo.
Non dopo il college.
E’ in questo momento.
Ci sta scorrendo davanti agli occhi.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni singolo secondo sono importanti.
Perché, in un istante, tutta la nostra vita può cambiare.

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302 Commenti

  • Eccomi! Ovviamente me la sono letta tutta in un sorso poco dopo la conclusione, ma mi sono dimenticata di commentare…
    Che dire, sulla tua maestria nell’ideare spunti originali e gestirli benissimo si è già detto tutto. Mi dispiace un sacco di non aver fatto in tempo a votare perché avrei optato per la sua morte, alla fine: come ti ho sempre detto, mi piaceva l’idea che le fosse stato dato di sistemare tutti i conti aperti prima di andarsene…
    Ma a parte questa mia (inconsueta) propensione per l’unhappy ending, i miei complimenti 🙂

  • Sai perché credo che tu sia la migliore? Perché hai due grandi doni: la continuità e l’approfondimento psicologico. Il ritmo con con cui scrivi gli episodi è davvero encomiabile e fa sì che tu stia crescendo moltissimo, nello stile, nello scavare nei tuoi personaggi. Ti leggo davvero con grande piacere e anche questo finale mi è piaciuto moltissimo

  • Proprio oggi stavo parlando con il mio ragazzo del l’importanza di ogni singolo secondo della vita e il tuo finale centra in pieno la mia idea. Penso che sia assolutamente geniale, del resto lo è stato già tutto il racconto e, ovviamente, l’ultima parte non poteva essere da meno. La cosa più bella è che io mi sono immedesimata e ho sentito tutto quello che scrivevi proprio sulla mia pelle. Complimenti.

  • Non so come Slash qui sotto di me abbia fatto ad andare fuori dal suo quadratino 🙂 forse sono gli applausi che fanno l’eco ahaha
    Bravissima Giulia, non una parola è superflua, ogni parola è carica di significato, finale certamente piu’ amaro e profondo dell’altro di cui avevamo parlato (realtà simulata), e per questo piu’ vero e piu’ bello. In piedi per questo finale!

  • Boh….io non so veramente che dire, quindi mi limiterò ai fantozziani 92 minuti di applausi. Bravissima !

    Clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,clap,…

  • Avevo inizialmente sottovalutato questo racconto, invece l’idea di fondo si sposa benissimo con la struttura di una storia a scelta multipla. Quest’ultimo colpo di scena alza ulteriormente la tensione e lascia aperta la porta a qualunque sviluppo, complimenti all’autrice.

    Spero che non prevalga lo sbocco del videogioco, sarebbe una soluzione deludente.

  • Ottimo sviluppo, Giulia!
    Mi è piaciuto molto fino a qui, ma ora spero che il pubblico non voti per la simulazione che sarebbe come cancellare nove capitoli dicendo “è stato tutto per finta”… 🙁
    Che la si voglia fare finire bene o male (io ho votato la seconda), l’importante è non azzerare quel che è successo fino ad ora.

    Sono arcilieto di mandarti in top5 con questo voto! 😉

  • Secondo me lo spia, perché se gli ruba il cellulare e lui se ne accorge è finita (potrebbe riniziare, ma anche no), e se gli chiede di accompagnarlo, lui può rifiutare e visto quello che ha in mente, non penso accetti di buon grado. Non resta che spiarlo!!

    ps. Ho un’idea, ma ho paura che combaci con ciò che hai in mente e non vorrei rovinare la sorpresa a nessuno…(posso scrivertela via mail su facebook)…

  • Peter?? ecco, non me l’aspettavo 🙂 colpo di scena!
    comunque direi che passa la giornata con lui, un’accusa diretta non mi convince.
    ora bisogna capire se lui commetterà qualche passo falso, se lei scoprirà veramente cosa c’è dietro a quegli occhiali spessi.

  • Figata assoluta! Avrei voluto iniziare il commento con qualcosa di più intelligente, ma mi è proprio venuto spontaneo. L’inghippo temporale, unito alla frasi spezzati, al ritmo frenetico, al casino mentale e alla profondità psicologia è riuscitissimo.
    Per rispondere ad una delle tante questioni sollevate: credo che un errore all’interno di una vita di gesti buoni possa starci. Tutti sbagliano e tutti meritano una seconda possibilità.

  • Cioè Giulia,
    questa cosa che è Peter a sparare mi ha sconvolto parecchio la giornata!!!
    Chi l’avrebbe mai detto.. Allora sono stata un po’ a riflettere..che farei io? Beh, io ci passerei insieme la giornata cercando di fargli cambiare idea o cercando di deviare il destino 🙂

  • Sono curioso di vedere cosa risponderà Peter alle sue accuse… probabilmente, come dice Laura, le riderà in faccia perché ancora non pensa di poter diventare un killer. Se così fosse però non si spiega il fatto che possegga una pistola. Al posto di Riley io cercherei di capire se ce l’abbia già (e portargliela via) o se qualcuno gliela fornisca in un secondo momento.

  • Come dicevano i Negramaro “in bilico…”
    Qui tutto è in bilico… avrei voluto coinvolgere Paige, ma manca poco tempo, lo spazio è poco e i caratteri si riducono come sassolini in una clessidra dall’apertura troppo larga…va preso di petto, dirgli che sa tutta la verità e vedere la reazione, se l’ammazza, forse, ripartirà dalla mattina…
    Brava Giulia, coinvolgente!

  • Riley torna alla mostra con Peter e chiede aiuto al padre.
    Il padre che avrebbe voluto rivivere quella giornata mi sembrava un link perfetto. In qualche modo ora potrebbe avere l’occasione per fare stare ancora sua figlia sulla terra.

  • Forse ha ragione Diego, ma anch’io non ho saputo resistere e ho cliccato subito per far vedere a Riley il volto dell’assassino… 🙂
    Brava Giulia, l’uso che stai facendo di questo soggetto molto sfruttato (il loop temporale) è encomiabile: la tua storia mi prende un sacco!

  • Succede qualcosa di inaspettato.. Insomma magari ora che ha Alex potrebbe chiare tutto no ?! Tipo una farfalla sbatte le ali a Pechino ed a New York viene la pioggia invece del sole!! Però ero indecisa se sapere chi fosse l ‘assassino … Chi sarà ???

  • Non posso credere che la gente già voglia vedere l’assassino in faccia, piuttosto che l’ignoto di una cosa inaspettata…
    ma ce la possiamo ancora fare!!! Un’opzione così (la cosa inaspettata) è troppo invitante, è come vedere un profiterole su un tavolo di insalate!!!

    Brava Giulia, aspetto come sempre il seguito (consigli per la lettura, in fatto di viaggi temporali totalmente diversi 22/11/63 di King, in un giorno ho divorato 165 pagine, favoloso!!!)

  • Considerato che ti restano solo 4 capitoli per chiudere la storia, cerco di aiutarti e faccio vedere il volto dell’assassino a Riley… anche perché poi deve anche avere il tempo di trovarlo e fermarlo!

    …Aspettando il seguito…

    Ciao!

  • Hai uno stile inconfondibile, Giulia. Credo che se mi trovassi altrove e leggessi qualcosa di tuo sotto altro nome, ti riconoscerei immediatamente. Mi piace questa tua precisione nell’osservazione dei dialoghi, dei movimenti verbali tra un individuo e l’altro. Penso che i tuoi siano tra i dialoghi più realistici.
    Immagino andrà col padre…

  • Anch’io ho votato per la cena!
    Questa storia scorre liscia come l’olio, sono realmente curioso di sapere cosa ti inventerai per chiuderla. 🙂 (Se ben ricordo per “Lie” ti chiesero un finale aperto, spero stavolta che non accada…)

  • E vada per la Mostra… mi accodo alla maggioranza 😀

    Giulia, complimenti per la storia. Lo spunto iniziale è uno di miei preferiti. Ho sempre adorato i loop temporali nei telefilm fantasy (e ogni telefilm fantasy che si rispetti ha almeno una puntata loop 😀 ).

    Apprezzo molto il tuo modo di scrivere, diretto e semplice, ma a mio parere vai a capo un po’ troppo spesso. Anche a livello visivo (di lettura) è una cosa che può infastidire il lettore.

    Aspetto il prossimo capitolo.

  • Dopo la scorpacciata di Lie, non potevo perdermi questa nuova opera… soprattutto, ti dirò, per il tuo stile, mi piace molto, così vivido, comunicativo, immediato. Sembra di condividere tutto con il protagonista, pensieri, respiri, battiti di cuore. La nostra vita pulsa insieme alla sua, ecco.
    TI seguo 😉

  • La curiosità di capire perché Riley DEVE vedere i quadri di suo padre è troppo forte per non votare l’opzione 🙂 quindi…

    La tua storia mi era sfuggita, ma ho subito recuperato. Molto ben azzeccata l’idea dell’ultima giornata della vita che si ripropone.
    Tutti ci chiediamo se Riley ce la farà a cambiare il corso delle cose, ma, in fondo, Riley siamo noi 🙂
    Bello!
    Un gioco nel gioco..ti seguo!

  • Quel “Dovresti vedere i sui quadri. Davvero.” apre molte strade e crea potenziali risposte… perché privarci di un bel giretto a questa mostra?! Cosa ci sarà in quei quadri? Quali chiacchiere faranno nascere?
    Mi pare l’evoluzione più azzeccata e anche quella più… “fica” si può scrivere o rischio di fartela diventare una stria per adulti???

    Brava Giulia, ci piace!

  • Lo ammetto. Ti leggo con sospetto. Dopo l’esperienza di Lie ho l’impressione che quello che leggo stia per essere stravolto da un momento all’altro. Riuscirò mai a leggerti nuovamente in uno stato di tranquillità? Ne dubito!
    Secondo me passa la giornata con la madre, ma escogita un modo per fermare il killer prima che agisca. Deve “svegliarsi”. Deve informare qualcuno che le dia una mano. E, se nessuno le crede, architettare una trappola che lo fermi.

    Luca, EnNEnN 2

  • La faccio stare un po’ con la mamma, vediamo che non venga fuori qualcosa…
    Posso dire la mia opinione? E se riley fosse già morta e rivivesse all’infinito il suo ultimo giorno di vita?
    Su questo genere (ma diverso) c’è un bellissimo film: Secret source mi sembra si intitoli, con il protagonista di Donnie Darko. Molto bello! Li’ viene inviato il protagonista indietro di otto minuti ogni volta per sventare un attentato. Da vedere!!
    Sono curioso di vedere la tua idea, di come la svilupperai, del perché rivive ogni giorno lo stesso giorno

  • bella bella bella! mi sto pregustando tutta la storia, l’idea mi piace molto 🙂
    ho votato per andare comunque alla festa, è ancora presto per “spaventarsi”, del resto è stato solo un incubo finora.

  • Bellissimo! Mi piace anche più di Lie! 🙂
    Ho votato la 3 perché mi sono già affezionato a quel trio e vorrei salvarlo da ciò che di brutto succederà alla festa… solo che a quanto pare Riley è già condannata, sigh!

    Scrivi molto bene Giulia, il tuo stile paratattico si adatterebbe bene al cinema…

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