C’e’ ancora tempo

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Carla? Si impone di ragionare (36%)

Ciao a tutti e grazie per la cioccolata…Riflesso argentato, rumore sordo, il silenzio della stanza cambia forma, è quello successivo a qualcosa che nessuno si aspetta; l’espressione di Carla va da odio a sorpresa a spavento, qualcosa mi scende sulla testa, come se gocciolasse acqua calda dal tetto.
“Scusami non volevo.” non capisco a cosa si riferisca,“Non ci ho visto più dagli occhi. Fa vedere questa ferita. Ti senti bene? Ti gira la testa?”, allora capisco che mi ha lanciato il vassoio d’argento dove teniamo i cioccolatini, regalo di matrimonio degli zii siciliani, quello che cola dalla mia fronte è il mio sangue, devo avere un taglio alla testa, e Carla scoppia in lacrime:
“Scusami tesoro, ho sbagliato, avevamo una bella famiglia, i soldi non ci mancavano, ci volevamo bene, abbiamo rovinato tutto, mi dispiace scusascusascusa non volevo farti male.”, è una raffica di parole quella che mi travolge,
“Non è finita, possiamo ricostruire, possiamo farcela, abbiamo ancora una bella famiglia, abbiamo ancora una casa e ci vogliamo ancora bene. Possiamo costruire una famiglia migliore.”, e ci credo davvero, guardando il fazzoletto pieno di sangue che Carla mi appoggia sulla fronte, “Ma devi fare una cosa per me: teniamo il bambino, cresciamolo insieme, sarà il monito agli errori che si possono riparare soltanto uniti.”, mi chiedo perché voglio così tanto questo bambino.
Nel frattempo nella stanza c’è Alberto, si stropiccia gli occhi con i pugni,
“Papà che succede? Stai male?”, Carla lo abbraccia,
“No tesoro mio, io e la mamma stiamo facendo le prove per carnevale, mi travestirò da zombie!”, faccio finta di inseguirlo tipo Frankenstein, Alberto ci crede e non ci crede, si gira, se ne torna a letto. Guardo Carla:
“Va da lui.”, si alza, mi abbraccia forte e si dirige verso la stanza, senza dire niente.
Io mi bendo e vado a letto.

Apro gli occhi, sono le 5.30, è buio fuori ma per me è tutto chiaro.
Doccia, barba, ventiquattrore, la serenità della certezza; bacio Carla sulla fronte, dorme ancora, bacio mia figlia e rimbocco le coperte di Alberto, esco.
L’aria è fredda, il cielo è limpido e si sta colorando, la neve si scioglie lentamente, vado in ufficio a piedi, la città che si scongela è una esperienza nuova.
Oggi è prevista la partecipazione del direttore generale della società, vuole vedere a che punto siamo con la stesura; entra Daniela, mi guarda con disprezzo nascosto sotto il sorriso, non mi dice niente; arriva il direttore, siamo tutti adesso, Carla Gretti si alza con il suo tailleur per le grandi occasioni e inizia a parlare:
“Abbiamo buttato giù un po’ di idee…blablabla…completamente nuova…blablabla… legare al prodotto uno status symbol…”, non posso seguirla, quindi, dopo il secondo miniapplauso mi alzo e inizio:
“Devo dirvi due cose,”, nella sala c’è un silenzio di sorpresa e attesa, non è così che avevamo programmato la mattinata,“Ho avuto l’idea per la campagna pubblicitaria ma,” giro lo sguardo sui presenti, guardo Daniela, si guarda lo smalto “prima di dirvela, vi dico che mi licenzio. Direttore, ecco le mie dimissioni con effetto immediato,” , gli porgo la lettera che ho scritto stamani, “non credo che il mio posto sia più qui.”, mi guardano tutti, nessuno commenta, Gretti vorrebbe dire qualcosa, muove le labbra ma non le esce voce. “Lo slogan che userete per questa campagna è: Una Milano da bere.”.
Tutti continuano a stare in silenzio, io raccolgo la borsa, il soprabito, esco dalla stanza.
Dopo trenta secondi sento il ticchettio dei tacchi, è Daniela, un po’ affannata per la corsa e per il resto,
“Dove cazzo vai? Che ti è preso?”
“Sto benissimo. Questo lavoro non fa più per me, neanche questa città. Vado a riprendermi la mia vita.”
“Ma di che parli? Sei fatto? O c’entra ieri sera?”
“Per la verità si, ti ringrazio, mi hai fatto capire quali sono le cose importanti, quelle che ricorderò appena prima di morire. E tu non sei tra queste. Ho una famiglia da ricostruire, e per farlo ho bisogno di tempo. Adesso vado. Per essere felici, sono certo, c’è ancora tempo.”.

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108 Commenti

  • Ciao caro..abbiamo appena letto il finale..
    è finito come sarebbe dovuto finire..la famiglia sopra ogni cosa!!! 🙂
    Mi spiace solo che ha lasciato il lavoro…con sta crisi!!!!
    Bello..complimenti e aspettiamo il tuo prossimo lavoro!!! Baci..

  • Per me lo caccia di casa..
    E’ ferita e arrabbiata.. Ragionare è impossibile..
    Lui ha capito di aver sbagliato, di voler stare con sua moglie al punto di poter crescere un bambino non suo, ma è troppo tardi..
    C’è ancora tempo? no..
    Sono curiosa di vedere come si saranno evolute le cose nel gran finale..
    Magari si rivedono dopo anni, ai giorni nostri, per caso..

  • Caro Valerio oggi io e mio marito abbiamo letto in separata sede il nuovo capitolo..(lui mi ha fregato e lo ha letto prima!!)..e per la prima volta siamo in disappunto sul prosieguo della storia..io opterei per un giusto ritorno a casa (ovviamente dal mio punto di vista) e Stefano tornerebbe dalla cara Daniela.. e bravo mio marito.. ci piaciu a situazione!!! Alla fine è stato votato democraticamente il ritorno da Daniela!! Aspettiamo con ansia il prox capitolo..

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