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Dove eravamo rimasti?

È davvero arrivato il momento della fine? Non c’è un colpevole è tutto frutto del caso (50%)

CloudlyNon ricordava di aver mai visto il Peak deserto.
Era arrivato con l’auto di pattuglia, ma non ricordava nemmeno chi fosse l’agente alla guida.

Durante il tragitto aveva continuato a domandarsi se poi non fosse meglio così, era molto più giovane, troppo bella, assai lontana. Di sicuro non l’avrebbe mai più rivista.
Inolte che futuro poteva esserci, Damien avrebbe provocato in lei la continua riesumazione di un rapimento…
Non di certo il migliore degli inizi per una potenziale storia d’amore.

Il tizio doveva essere ormai immobilizzato da parecchio. Uno psyco ammanettato e impachettato per l’arrivo del Commissario. Damien però, come non capitava di rado ultimamente, aveva perso contatto con la realtà per un attimo. Non esisteva memoria di quando era uscito dalla volante, quando aveva salito le scale.
Davanti a se niente altro che crema. Nuvole di quel pallore che solo l’umidità hongkonghina o la panna montata hanno.

– Ispettore?! –
– Non sono Ispettore! Sono commissario! Chi è che mi chiama? –

Non si distingueva nulla attorno, in un boing che attraversa un temporale avrebbe avuto una migliore visibilità.

– Sono io Damien, sono Jay –

La schiena del padre di Pierino gli si materializzò pian piano mentre procedeva in direzione della sua voce.
La ringhiera che divideva quel balcone dal profondo strapiombo che si affacciava su quella città fatta di cemento e contraddizioni aiutava Jay Leung a sorreggere il suo peso prestandosi come appoggio per i suoi gomiti.

Damien gli si accostò di fianco.
-‘zzo ci fai qua Jay?! –

Un rumore metallico attirò l’attenzione del Commissario. I gomiti del suo interlocutore erano ancorati alla ringhiera da manette dipinte con tutti i colori dell’Iride. Ma Damien non volle farci più caso di tanto.

– Sei tu? –
– Non esattamente –

Per anni, per decenni, Jay era stato una delle domande prive di risposta per il commissario. Un informatico, nato ad Hong Kong, uno di quelli che non riconosceresti tra la folla, aveva rubato il cuore ad una delle persone più allegre che Damien avesse mai conosciuto.
Conosceva sicuramente meglio il figlio e la moglie di un padre e marito che non aveva mai realmente frequentato, forse era arrivato il momento per Jay di presentare se stesso?

– In realtà non mi sarebbe dispiaciuto fare fuori un po’ di gente, un po’ di Westerns, ma io sono l’autore solo dei messaggi che hai ricevuto, delle telefonate. –
– Del rapimento..
– No, di quello no, mi spiace deluderti mio caro, ma credo che la tua tipa avesse un altro tipo. –

Una pugnalata in pieno petto sarebbe stata meno dolorosa per Damien.

– Ma se mi hai telefonato subito dopo? –
– Lì ho avuto un colpo di fortuna, diciamo che mio figlio mi è stato complice più di una volta. Ma mi spiace deluderti, io l’olandese volante non l’ho mai nemmeno incontrata. Ho giocato d’intuito che non si sarebbe più fatta vedere dopo che qualche suo amico aveva atterrato un ispettore di polizia. –
– Commissario! –
– Quello che è –

Insieme cominciarono a calare la nebbia e la notte. Ma in lontananza non si vedeva alcuna luce. Damien era stracolmo di domande ma sereno, sentiva come se la fine di quella breve vicenda fosse arrivata.

– Da dove escono queste manette tutte colorate, toglile dai, di sicuro non te le ha messe uno dei miei agenti? –
– Non dovresti chiedermi perché ho creato questa commedia invece? Dove sono i tuoi colleghi? Chi ha ammazzato quelle persone? –
– Potrei… ma credo che non ci sia un reale motivo su cui indagare, che non ci siano delle risposte.
Non c’è uno scopo se non siamo noi a crearlo, tutti i personaggi di questa vicenda eccetto il sottoscritto, sono entrati ed usciti dalla scena più o meno nello stesso tempo in cui riesco a mantenere viva nel gioco una pallina di un flipper, un gioco che non ho mai apprezzato.
Tu non esisti e, molto probabilmente, io non ho più motivo di esistere. Che cali la notte, si spengano le luci, che ritorni a regnare il caos.

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131 Commenti

    • Assolutamente si, praticamente voleva essere uno scherzo, ma vedo che molti hanno apprezzato un esito fuori dalle righe più sul fantascientifico che sul giallo 😉

      Staremo a vedere, aspetto un po’ di più stavolta 😉

      baci

  1. che ridere Pierino! “non sono proprio ricci i tuoi capelli, direi piuttosto ondulati, quasi lisci sul cuzzetto!”!
    Scusami ma anche se siamo già al 7o episodio, quando la storia dovrebbe volgere al termine, mi piacciono troppo questi siparietti con Pierino, quindi buona la seconda!!

  2. Un giro in vespa e un po’ di cibo aiutano sempre il ragionamento. Ti distaccano dal problema, ti costringono ad usare altri sensi. Il senso senso non è forse che l’unione di tutti gli altri?

    • Pensavo fosse quella qualità che permette di vedere gente morta 😛
      Conosco anche il quinto e mezzo… Grande fan di Dylan Dog.

      Vediamo Versetti che fa, alla fine riesce sempre ad accontentare più d’una delle alternative mi sembra 😉

    • Diciamo che l’idea che Damien ha dato di se non è certo quella di un esperto in tecnologia avanzata, però non è detto che non riesca a cavarsela con sistemi alternativi…

      tu invece sei triste di essere all’ultimo tassello?

    • Ma qualcosa di neanche troppo fuori dal comune, i mid levels rimandano molto ai quartieri spagnoli, la città è distribuita in un continuo sali scendi dal mare, poche strade principali e tanti vicoli, stradine e passaggetti. Soprattutto l’Hong Kongino e il napoletano hanno tre punti fondamentali in comune:

      1 – Non sanno guidare
      2 – Sono chiassosissimi
      3 – Vivono intensamente la strada

    • Mi chiedo sempre una cosa, quando uno ti fa un complimento su di un’unica frase… sta a significare che il resto non è niente di che ?! 😛

      In ogni caso grazie, aspetto un po’ e vediamo che sceglie il pubblico.
      Poi ho quasi deciso che sceglierò io a prescindere, tanto le percentuali ultimamente sono talmente vicine che non si forma un unico finale… 😉

    • Che piacere riuscire a carpire anche solo esclusivamente da parole scritte di che pasta furon i tuoi natali… così vicino a quelli del commissario tra l’altro…

      Non molla, non molla mai Versetti, è solo un pò rintronata, ma come non comprenderlo 😀

  3. …sto ancora ridendo all’urlo della modella “Puozz passà nu guaio!”!
    tradisce origini partenopee…ed io che fino ad ora me l’ero immaginata russa o come una sorta di Jessica Rabbit asiatica!
    Magari e’ sangue misto anche lei come il buon Versetti!

    • Isabelle Van Klaveren è esclusivamente olandese.
      Troppo alta per essere napoletana e troppo bella per non essere sguiata delle volte.
      L’espressione puozz passà nu guaio è invece diretta conseguenza di come Versetti immagina la scena del litigio 😉

      buona giornata amica mia :*

      • …effettivamente e’ vero: c’era pure scritto! Ma io, presa dall’enfasi della lettura, me ne sono dimenticata! Come vedi…sei riuscito ad affabularmi!
        E te lo volevo dire gia’ dal primo episodio: a volte mi sembra di guardare uno di quei fumetti del detective Nick Carter, con i suoi due aiutanti.
        ..prossimo episodio?!
        muah! Amico mio

  4. Versetti sa che la bellissima modella olandese sotto nasconde qualcosa e che non si tratta solo di bugie .. ma il fascino di certe donne sta tutto nel non conoscerle… non credo che si innammorerà ma son sicura che cominceranno insieme l’indagine..

  5. Credo che smetterò di scrivere ad ora tarda durante il weekend, Il Commissario Versetti è, non magicamente né tantomeno miracolosamente, diventato ispettore in questo secondo episodio.
    La differenza non è relativa essendo il primo di grado inferiore al secondo, anche se dovrebbero operare su differenti piani e circoscrizioni.

    Da qui la mia preghiera di non tenere conto dell’errore pensando a Damien come ad un Commissario prima, ora e poi.

    Grazie

  6. ….vedo la figa olandese va per la maggiore, da buon action movie… invece io avevo optato per la schizofrenia.. cmq… se prendesse piede l’idea di un commissario tormentato e schizofrenico prova a dare un’occhiata ai personaggi del tenente Guérin (Sezione Suicidi, di Varenne) e Bruce Robertson (Il lercio, Irvine Welsh) due tipetti belli strani ma molto diversi fra loro 😉

  7. Grazie a franzmuskio ho scoperto questo sito..come non votare per il suo racconto?
    Secondo me, la stangona olandese è quello che ci vuole per un poliziotto di Napoli ad Hong Kong..quale mistero è più intrigante di una donna sconosciuta?

    Proverò a scrivere anche io una storia a breve..
    Peace
    Ciuk-O

  8. l’obiettivo è chiaro, compiere sette omicidi, relativi ai sette peccati capitali, la presenza del male nel mondo e l’indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Si comincia con la “lussuria” dell’irlandese, la “gola” del greco, “l’avarizia” dello spagnolo, aspettiamo con ansia gli altri 4.
    Vogliamo Versetti negro e spigliato, almeno quanto Morgan Freeman. [Seven_film]

  9. Ciao a tutti,

    il mio primo commento su questo portale è per la storia di un amico.

    Il racconto a questo punto si trova davanti a un bivio: o continuare sulla via del giallo puro, insistendo sulle strane morti o con l’ingresso dell’ olandesotta in scena, oppure virare sulle rotte del genere noir. Scoprire il mondo distorto e multiplo del nostro commissario, unitamente al prosieguo della trama principale sullo sfondo, renderebbe il tutto più misterioso e intrigante e, a mio parere, sposerebbe in pieno lo stile dell’autore.

    Saluti a tutti.

    Marco

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