Dove ho messo le mutande?

Dove eravamo rimasti?

Chi ha rotto la finestra? La grondaia caduta sotto il peso della neve (57%)

Falso allarme.-Ciao Fabio ci sono novità?-
Mugugna a mezza bocca. No, niente di nuovo. Solo gli operai sul tetto. Ha la voce di uno che ha appena acceso la prima sigaretta del secondo pacchetto. Sta fumando troppo in questi giorni, ma cosa ci vuoi fare?
Io sto tornando da Torino, un’esperienza atroce, per fortuna non risolutiva. Ieri pomeriggio ci hanno chiamato i carabinieri del capoluogo piemontese che avevano rinvenuto, sotto alcuni cartoni, il corpo di una bambina simile per descrizione alla nostra Beatrice. Un esserino sfigurato e abbandonato in un punto buio lungo i Murazzi. In realtà corrispondeva solo l’abbigliamento, quella poverina era più alta, con una struttura fisica completamente diversa da nostra figlia. Però pensare che anche Bea possa subire una sorte simile squaglia ogni mio residuo di coraggio. Mi sento a pezzi, ho paura. Sono in macchina con il capitano Maioli e un autista. Fabio sarebbe voluto venire anche lui, ma io ero certa che non fosse Bea, così gli ho imposto di rimanere a casa per evitare che, tornando all’improvviso, nostra figlia non trovasse nessuno.
Al momento l’unico indizio, se così si può definire, è quella chiamata persa lunedì mentre la grondaia, sovraccarica di neve, sfondava la porta a vetri della sala. I carabinieri, analizzando il telefono di Fabio, sono riusciti a risalire al numero, ma corrisponde a un cellulare che risulta disattivato da sei mesi. Ora stanno compiendo alcune indagini, perché lo stesso numero è appartenuto ad almeno tre persone diverse, inoltre è anche possibile che sia stato clonato. Da dove sia partita la chiamata non sono riusciti a scoprirlo.
L’unica costante di questa storia sembra proprio il non capire cosa succede. Ancora oggi, a una settimana dalla sua scomparsa, nessuno si sa spiegare come sia potuta uscire dalla scuola senza che nessuno la vedesse. Da una finestra? Da una porta secondaria? Dal sotterraneo? Sembrerebbero tutte ipotesi impossibili, le finestre sono troppo alte, senza l’aiuto di una scala esterna anche un adulto farebbe fatica. Le due uniche uscite di emergenza sono allarmate e sarebbe suonata la sirena nel caso le avesse aperte. Resta la possibilità che sia riuscita a infilarsi nei corridoi che passano sotto l’edificio e sbucano nel comprensorio scolastico posto a trecento metri dalle elementari, ma una volta lì avrebbe trovato delle pesanti sbarre all’uscita. Ho visto con i miei occhi il sistema di chiusura, abbastanza empirico ma efficace, che gli insegnanti di liceo e ragioneria hanno approntato insieme ai bidelli per evitare che i ragazzi usassero quei vecchi sotterranei come scannatoi e fumerie.
La macchina si ferma davanti a casa nostra, saluto il capitano Maioli e lo prego di non smettere di cercare Beatrice, lui mi stringe la mano con forza cercando di rassicurarmi, ma nei suoi occhi non riesco a scorgere speranza.
Mi incammino lungo il vialetto, sul tetto due lattonieri stanno ultimando i lavori. Con gli occhi cerco non so che cosa intorno a me. Fabio mi apre la porta con Bea in braccio. Io amo quella gatta, ma non so che darei perché fosse lei quella che da una settimana manca da casa e avvinghiata a mio marito ci fosse nostra figlia. Pensando così un po’ mi sento in colpa, perché Beatrice non si darebbe pace, quasi quanto noi ora, se Bea fosse dispersa.
Mi sembra tutto così complicato, se penso che solo dieci giorni fa i miei unici pensieri erano banali quotidianità ora mi sento una totale incapace.
Do un bacio a Fabio che dolcemente mi accarezza i capelli, chiudiamo la porta dietro di noi e ci sediamo muti al tavolo.
Bea se ne va sulla sua poltrona preferita.

Ora che succede?

  • Sparisce anche la gatta (44%)
    44
  • I carabinieri rintracciano una donna che sta usando quel numero (22%)
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  • La figlia ricompare (33%)
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91 Commenti

  • Ops…non mi ero accorto che le ultime due opzione erano troppo prolisse. Risultano entrambe tronche. La terza non cambia di molto, il cinghiale l’avrebbe sbranata in un bosco sulle colline, ma la seconda era più lunga. La riscrivo qui

    Beatrice, giorni prima della sparizione,aveva trovato una lettera dell’amante del padre in cui si progetta di uccidere Raffaella, sua madre, e ora è con una investigatrice e tutto ciò che ha detto Maioli è falso. Raffaella è d’accordo, soffre per il dolore che sta infliggendo a Fabio anche se un po’ pensa che se lo meriti.

  • Bene.
    Woe, che immaginazione…io non ci sarei mai arrivata al fatto dell’operazione della bambina! Brava!

    Ho votato l’ipotesi in cui la bimba scappa con la signora anziana… è interessante..

    Perchè non provi a scrivere il prossimo capitolo come se tu fossi la bimba? Sarebbe carino per te come esercitazione (quello che ti dicevo sul mi che ho fatto lo stesso) e soprattutto sarebbe stimolante per noi lettori 😉

    Un bacio

  • ho provato a dare un po’ di onore ai carabinieri facendo rintracciare il numero, e aggiungendo una “misteriosa donna”, ma sono in netta minoranza 😀
    immagino la scena di loro muti al tavolo, ce l’ho davanti come fosse un film…

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