Dove ho messo le mutande?

Dove eravamo rimasti?

Ora che succede? Sparisce anche la gatta (44%)

OndeSquilla il telefono fisso, mi precipito e, mentre dico pronto, cominciano a suonare entrambi i cellulari. Fabio risponde al mio, prega di attendere, apre l’altra comunicazione e ripete la richiesta.
Io ascolto il capitano Maioli che, per l’ennesima volta, mi fa le stesse domande e risponde alle mie con i consueti silenzi. Non stanno avendo successo in nulla, la pista del numero clonato o utilizzato anonimamente è crollata, in una verifica si sono accorti che nella tracciatura dell’utenza c’è stata una sovrapposizione tra due apparecchiature usate dai loro specialisti e il risultato è assolutamente non confermabile. I dati di partenza sono stati modificati e non più recuperabili. Sconsolata chiudo la conversazione e guardo Fabio sperando che abbia avuto dialoghi migliori.
Scuote la testa. Una era mia madre, totalmente impazzita. Si è convinta che Beatrice possa essere stata rapita dall’addetto ai distributori automatici che l’avrebbe nascosta nel carrello svuotato da bottigliette e merendine. Quell’uomo è già stato interrogato e tutta la sua attrezzatura analizzata senza trovare né un capello, né alcuna altra traccia della bimba, inoltre molte persone lo hanno visto sia in altre due scuole che all’ospedale. Ha passato tutta la mattina della sparizione lavorando senza sosta.
-E sul tuo chi era?-
-Il veterinario, ha trovato il nostro messaggio di ieri e ha detto di averci già spedito una mail con la scansione del libretto sanitario di Bea. Attraverso il microchip dovremmo riuscire a rintracciarla nel raggio di quattro chilometri, praticamente quasi tutto il paese.-
-Speriamo.-
Sì, speriamo. Non avere più nemmeno Bea in casa, in un momento come questo, sarebbe davvero un colpo mortale per il nostro umore.
Certo se avessimo innestato un chip anche in Beatrice…
-Oddio!-
-Tesoro, che succede?-
-Siamo due idioti! Come possiamo non averci pensato?-
Fabio non capisce, mi scruta cercando un indizio, ma è sempre così. Più le cose sono in evidenza e meno le si nota. Due anni fa, durante una gita in Svizzera, Beatrice stava giocando con lo slittino, è caduta e si è ribaltata, un pattino le ha quasi tranciato due dita. Al pronto soccorso ci rassicurarono, nessun tendine aveva subito danni permanenti e in una ragazzina così giovane il fisico avrebbe prontamente ripristinato le alterate funzionalità. Per monitorare il processo, prima di suturarle la ferita, avevano applicato una lamella tensiva rinforzata con nanotubi di allosite.
Non capimmo tutto ciò che ci spiegarono, ma una cosa era chiara: Beatrice non avrebbe mai dovuto eseguire un’operazione e attraverso uno scanner particolare si sarebbe potuto monitorare la corretta guarigione. Ci diedero delle carte che portammo al Policlinico e lì, nei sei mesi successivi eseguimmo tutti i controlli. All’ultima visita il medico ci spiegò che quella piccola placca, ormai inutile, sarebbe stata assorbita dai tessuti nel giro di cinque anni lasciando solo un flebile segnale elettronico che avrebbe potuto provocare disturbo nella ricezione di segnali elettromagnetici ad alta frequenza.
-Hai ragione! Non fosse sparita anche la gatta non avremmo mai collegato questa cosa alla possibilità di ritrovare nostra figlia. Richiama immediatamente il capitano Maioli e speriamo sia una cosa fattibile.-
Fabio lampeggia speranza, io digito nervosamente il numero della caserma. Riferisco tutto e il capitano sembra esultare più di noi, poi gli viene naturale rimproverarci per non esserci ricordati prima di questo particolare, ma di fronte al mio silenzio si rintana subito in una scusa formale e chiude.
Io e Fabio ci abbracciamo. La ciotola gialla con i croccantini e quella in acciaio con l’acqua giacciono intonse nell’angolo della cucina. Ci stringiamo forte e concentriamo tutte le nostre energie nella speranza. Noi sappiamo che presto le nostre gemelle torneranno e in questa casa sarà nuovamente presente la gioia. Deve essere così, deve!

Cosa succede ora?

  • I carabinieri rintracciano Bea in una villa di campagna a due passi da casa, ma vedendoli lei fugge insieme a una donna di mezza età (50%)
    50
  • Viene ritrovata la gatta, ma morta perché investita da un'auto (25%)
    25
  • Bea torna a casa accompagnata da un lontano parente (25%)
    25
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91 Commenti

  • Ops…non mi ero accorto che le ultime due opzione erano troppo prolisse. Risultano entrambe tronche. La terza non cambia di molto, il cinghiale l’avrebbe sbranata in un bosco sulle colline, ma la seconda era più lunga. La riscrivo qui

    Beatrice, giorni prima della sparizione,aveva trovato una lettera dell’amante del padre in cui si progetta di uccidere Raffaella, sua madre, e ora è con una investigatrice e tutto ciò che ha detto Maioli è falso. Raffaella è d’accordo, soffre per il dolore che sta infliggendo a Fabio anche se un po’ pensa che se lo meriti.

  • Bene.
    Woe, che immaginazione…io non ci sarei mai arrivata al fatto dell’operazione della bambina! Brava!

    Ho votato l’ipotesi in cui la bimba scappa con la signora anziana… è interessante..

    Perchè non provi a scrivere il prossimo capitolo come se tu fossi la bimba? Sarebbe carino per te come esercitazione (quello che ti dicevo sul mi che ho fatto lo stesso) e soprattutto sarebbe stimolante per noi lettori 😉

    Un bacio

  • ho provato a dare un po’ di onore ai carabinieri facendo rintracciare il numero, e aggiungendo una “misteriosa donna”, ma sono in netta minoranza 😀
    immagino la scena di loro muti al tavolo, ce l’ho davanti come fosse un film…

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