Dove ho messo le mutande?

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? I carabinieri rintracciano Bea in una villa di campagna a due passi da casa, ma vedendoli lei fugge insieme a una donna di mezza età (50%)

Orso in spalle-Abbiamo localizzato vostra figlia…-
-Oddio, Raffaella, corri! È il capitano Maioli, hanno trovato Beatrice!-
Fabio mi chiama dall’ingresso, nella foga quasi sradica il telefono dal muro. Io sento il cuore che accelera e preme contro lo sterno come se volesse uscire.
-Dov’è? Dov’è? Come sta?-
Poi sale un’altra domanda, bruciante come un acido, affonda ramponi affilati lungo la laringe ed esce roca: -È viva?-
Fabio alza una mano per zittirmi, forse mi rassicura con un movimento degli occhi ma non ne sono certa. Continua ad ascoltare il capitano, vedo la sua gioia iniziale scurirsi e pian piano trasformarsi in rabbia muta. Quando abbassa il ricevitore è pietrificato. Lo risolleva, sento il tono di linea libera, lo fissa e, di scatto, comincia a sbatterlo furiosamente sul corpo dell’apparecchio fino a spaccare tutto, compreso il mobiletto antico che sta sotto. Una scheggia di plastica mi colpisce una guancia. Istintivamente mi tocco e sento la vischiosità del mio sangue sulle dita. Bestemmio, per la prima volta nella mia vita, poi mi scagliò su di lui, tutta la tensione accumulata esplode in urla disarticolate e pugni che lo colpiscono a caso. Lui grida e scalcia contro il muro, la porta, la specchiera dell’appendiabiti che crolla in una melodia disarmonica di vetri infranti.
Scalo la sua schiena, come un koala su un eucalipto mi abbarbico a Fabio continuando a gridare e mulinare rabbia. Lui si muove con me, zaino umano, sulle spalle e lentamente tutti gli strilli, i calci e i cocci si sciolgono in lacrime, ma io ancora non so se Bea è viva o morta. Ci accasciamo nell’angolo del corridoio che dà sulla sala e, finalmente, Fabio mi chiarisce la situazione.
-L’hanno trovata in una villa qui vicino, una di quelle nuove a schiera che danno sulla provinciale. Due auto e un cellulare si sono avvicinati alla casa a sirene spente, hanno posizionato microfoni direzionali e visori e si sono appostati per cercare di capire in che zona nostra figlia fosse segregata, ma quasi subito si sono accorti che, invece, girava libera per la casa e che con lei c’era solo un’altra persona. Una donna sulla cinquantina, magra e con il respiro affannoso, come da asmatica. Hanno abbassato la guardia, hanno pensato di aver sbagliato, si son detti che forse non si trattava della bambina che stavano cercando, hanno temuto di star compiendo un blitz a casa di una normale famiglia e così hanno pensato bene di andare a suonare alla porta.
Appena la donna ha capito che erano carabinieri ha chiamato a sè Beatrice, perché non era una ragazzina qualunque, era proprio lei, Maioli l’ha vista nitidamente e ha sentito la donna pronunciarne il nome. L’ha chiamata, dicevo, e le ha lanciato uno zaino a forma d’orso, lei lo ha afferrato al volo, l’ha indossato e si è messa a correre insieme alla donna verso un’auto parcheggiata sul retro. A quel punto i militari sono scattati, ma un’esplosione li ha gettati a terra. La donna aveva aperto i fornelli e il gas aveva saturato le stanze, non sanno come sia scoccata la scintilla, ma due di loro sono ricoverati in ospedale e anche Maioli ha una mano messa male.-
-Ma non è possibile, detta così sembra che Bea sia d’accordo con quella. Non ci posso credere.-
-È assurdo, lo so, ma la cosa che più mi fa incazzare è che erano in nove, armati e addestrati e non sono riusciti a fermare una mezza malata e una ragazzetta di dieci anni! Una gazzella ha tentato l’inseguimento del fuoristrada usato per fuggire, ma hanno perso il contatto quando la donna ha sterzato in un campo e guadato il Melotta. Subito dopo hanno messo posti di blocco ovunque ma, finora, senza alcun risultato.-
Sono sconvolta. Beatrice è una bambina assennata, forse un po’ ansiosa, ma non è una stupida. Perché avrebbe dovuto seguire quella donna invece di cercare rifugio tra le braccia degli uomini che erano lì per salvarla, per portarla a casa?
Suonano. Con fatica apro a un giovane in divisa che mi porge una gabbietta e sbircia il caos all’interno.
-La vostra gatta!-

Di Beatrice, nonostante le promesse, si sa ancora poco, ma una cosa è certa: non è una stupida. Se si è comportata così c'è un motivo. Quale?

  • Beatrice fu adottata da Fabio e Raffaella all'età di tre anni, si chiama in realtà Ermelinda ed è figlia della donna che l'ha rapita. La vera Beatrice, a tre anni, fu sbranata da un cinghiale in un (33%)
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  • Beatrice, giorni prima della sparizione,aveva trovato una lettera dell'amante del padre in cui si progetta di uccidere Raffaella, sua madre, e ora è con una investigatrice e tutto ciò che ha detto M (33%)
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  • La donna ha minacciato che, se non fa ciò che vuole lei, i suoi genitori verranno uccisi. (33%)
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91 Commenti

  • Ops…non mi ero accorto che le ultime due opzione erano troppo prolisse. Risultano entrambe tronche. La terza non cambia di molto, il cinghiale l’avrebbe sbranata in un bosco sulle colline, ma la seconda era più lunga. La riscrivo qui

    Beatrice, giorni prima della sparizione,aveva trovato una lettera dell’amante del padre in cui si progetta di uccidere Raffaella, sua madre, e ora è con una investigatrice e tutto ciò che ha detto Maioli è falso. Raffaella è d’accordo, soffre per il dolore che sta infliggendo a Fabio anche se un po’ pensa che se lo meriti.

  • Bene.
    Woe, che immaginazione…io non ci sarei mai arrivata al fatto dell’operazione della bambina! Brava!

    Ho votato l’ipotesi in cui la bimba scappa con la signora anziana… è interessante..

    Perchè non provi a scrivere il prossimo capitolo come se tu fossi la bimba? Sarebbe carino per te come esercitazione (quello che ti dicevo sul mi che ho fatto lo stesso) e soprattutto sarebbe stimolante per noi lettori 😉

    Un bacio

  • ho provato a dare un po’ di onore ai carabinieri facendo rintracciare il numero, e aggiungendo una “misteriosa donna”, ma sono in netta minoranza 😀
    immagino la scena di loro muti al tavolo, ce l’ho davanti come fosse un film…

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