Dove ho messo le mutande?

Dove eravamo rimasti?

Il telefono: Esplode (60%)

RisveglioUna nebbia azzurrognola vela un grande neon rettangolare, sento profumo di arrosto al latte con patate, come quello che mia madre metteva sempre in tavola la domenica.
Cerco di strofinarmi gli occhi, ma le mani non sembrano rispondere ai miei desideri, mi sforzo, un dolore tagliente ai polsi mi fa gemere forte.
-Mamma, mamma! Infermiera! Presto!-
Oddio, ma è la mia Bea, dov’è? Non la vedo. Spalanco gli occhi e cerco di alzare la testa, poi sento la sua piccola mano che mi carezza la fronte e arretro sprofondando nel cuscino e nelle lacrime.
Un attimo dopo è tutto un trambusto. Sento un vociare confuso, qualcuno aziona la testiera elettrica e mi porta in posizione quasi seduta, la nebbia si è diradata, vedo delle sagome abbastanza definite, ne riconosco bene due: Beatrice e il capitano Maioli.
-Buongiorno, mi sa dire il suo nome?-
È un medico che parla, lo riconosco dallo stetoscopio appeso al camice e anche la sua faccia, che ora vedo quasi perfettamente, suscita in me qualche ricordo.
-Mi chiamo…-
Mi sembrava una domanda così stupida e, invece, non riesco a pronunciare il mio nome. So chi sono, so che quella ragazzina che saltella inquieta e felice è mia figlia, so che non c’è mio marito in mezzo a tutta questa gente che satura la stanza. No, il mio… Come si chiama? Ho perso i nostri nomi.
-Mamma…-
Vedo un infermiere che trattiene Bea, il capitano Maioli le si avvicina e si china a bisbigliarle qualcosa all’orecchio. Il medico mi ripropone la stessa domanda.
Chiudo gli occhi, mi hanno liberato le braccia, premo i polsi sui bulbi e tornò indietro di non so quanto.

C’è un telefono che squilla, sono in casa, corro a rispondere, frugo nella borsa, sconosciuto, apro la chiamata, dico il solito “pronto”, un frastuono ricopre completamente la scena, i vetri rotti tintinnano, e la grondaia non c’entra, assaporo il mio sangue dolce.
Tolgo le mani e spalanco di nuovo gli occhi, il mondo mi riappare come in una dissolvenza da cinematografo.

-Mi chiamo Raffaella!-
Lo grido con la gioia di chi ha vinto il primo premio, so anche il mio cognome, poi indico il capitano, dico il suo nome, quello di mia figlia, della nostra gatta, anche del medico che ora so benissimo dove incontrai per la prima volta e, per ultimo, pronuncio il nome di mio marito, del mio tentato assassino.
-Fabio. Dov’è?-
Maioli chiede a tutti di uscire. I medici, dopo aver disposto una serie di operazioni che due infermieri completano in pochi istanti, acconsentono. Beatrice mi si stringe al collo e mi riempie di baci, poi dà la mano a una ispettrice e va nel corridoio come tante altre volte in questi giorni, ma oggi con un gran sorriso nel cuore.
Lo stesso che in me combatte con la disillusione. Ormai sono tornata pienamente cosciente, esploro con le dita le cicatrici delle tre operazioni di cui Maioli mi racconta.
Fabio non è riuscito a eliminarmi, io non riesco a odiarlo.
Maioli mi riferisce che durante il primo interrogatorio ha tentato di incolpare la fantomatica rapitrice.
-I genitori naturali di Beatrice, hanno architettato tutto!-
Peccato che noi avessimo agito prima.
Quando Maioli gli ha rivelato la verità Fabio è crollato, si è messo a gridare incolpando prima la sua amante, dicendo che lo aveva costretto, poi ha cambiato versione, ha parlato di crisi, di soldi, di polizza sulla vita e infine ha insultato me.
-Fu colpa sua se Beatrice scivolò nel dirupo. Avrebbe dovuto tenerla per mano, invece se ne stava dentro il suo cazzo di telefonino e la bimba è scivolata. La odio e odio anche quella bastarda inutile di orfana, lei non è mia figlia!-
Piango e fisso lo spiraglio della porta della stanza da cui intravedo le trecce di Beatrice.
Il capitano mi stringe una spalla. Mentre termina di spiegarmi come Fabio ha imbottito di esplosivo il mio cellulare un brigadiere entra nella stanza e gli sussurra qualcosa.

Cosa dice il brigadiere?

  • Fabio ha ucciso un carabiniere (17%)
    17
  • Fabio è fuggito (67%)
    67
  • Fabio si è impiccato (17%)
    17
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91 Commenti

  • Ops…non mi ero accorto che le ultime due opzione erano troppo prolisse. Risultano entrambe tronche. La terza non cambia di molto, il cinghiale l’avrebbe sbranata in un bosco sulle colline, ma la seconda era più lunga. La riscrivo qui

    Beatrice, giorni prima della sparizione,aveva trovato una lettera dell’amante del padre in cui si progetta di uccidere Raffaella, sua madre, e ora è con una investigatrice e tutto ciò che ha detto Maioli è falso. Raffaella è d’accordo, soffre per il dolore che sta infliggendo a Fabio anche se un po’ pensa che se lo meriti.

  • Bene.
    Woe, che immaginazione…io non ci sarei mai arrivata al fatto dell’operazione della bambina! Brava!

    Ho votato l’ipotesi in cui la bimba scappa con la signora anziana… è interessante..

    Perchè non provi a scrivere il prossimo capitolo come se tu fossi la bimba? Sarebbe carino per te come esercitazione (quello che ti dicevo sul mi che ho fatto lo stesso) e soprattutto sarebbe stimolante per noi lettori 😉

    Un bacio

  • ho provato a dare un po’ di onore ai carabinieri facendo rintracciare il numero, e aggiungendo una “misteriosa donna”, ma sono in netta minoranza 😀
    immagino la scena di loro muti al tavolo, ce l’ho davanti come fosse un film…

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