Evento Zero

Dove eravamo rimasti?

A casa di Simone entra: l'Assistenza Mobile, la Polizia e il Medico. (60%)

Carnevale in musicaBussarono, ed era l’Assistenza.
La solita ragazza e il solito ragazzino, con le tute fosforescenti e i computer. La ragazza cominciò una lunga filippica sui pericoli di una vita senza cellulare. Il collega estrasse un nuovo device e cominciò il set up collegandolo al computer. Giulio osservava lo schermo.
Bussarono alla porta.
Entrò un agente della polizia, gli fece vedere il suo distintivo e gli disse che dovevano parlare. Poi si accorse dei ragazzi dell’assistenza e disse:
– Vabbè, facciamo dopo. Nel frattempo potrei dare un’occhiata in giro?-
– Ma certo, si accomodi, faccia come fosse a casa sua, e già che c’è potrebbe fare un caffè? –
– E lui chi è? – chiese, indicando Giulio.
– Un amico – rispose Simone, sicuro che Giulio avesse tutte le risorse necessarie per discutere da solo i motivi della sua esistenza.
E bussarono di nuovo.
Era il medico, con tanto di infermiera e valigetta.
Lo fece spogliare dalla cintola in su, gli ordinò di sedersi sulla poltrona e gli intimò di non aver nessuna paura, non avrebbe sentito nulla. Mormorò che con tutto quel casino non sentiva neanche se stesso.
– Cosa ha detto? – chiese il medico.
– Niente – rispose Simone.
Sentì uno scatto dietro al nuca e uno strano formicolio diffondersi sul cranio.
– Ecco fatto – disse l’infermiera – c’è voluta la mano del Signore per trovarla, sa? – disse imbronciata – e per così poco poi! –
Simone si alzò dalla poltrona mentre il ragazzino gli girava intorno il nuovo cellulare guardandone lo schermo. Vedeva Giulio in cucina con le manette ai polsi parlare col poliziotto che metteva su il caffè, la ragazzina fosforescente parlava al telefono a voce alta mentre il medico parlava con l’infermiera che si aggiustava i larghi pantaloni bianchi sui fianchi abbondanti.
Ne ebbe abbastanza.
Salì in piedi sulla poltrona e urlò con quanto fiato avesse in gola:
– Basta! Silenzio! –
Lo guardarono tutti, un magro pupazzo mezzo nudo in piedi sulla poltrona di un salotto affollato di gente vestita in modi bislacchi: poteva anche essere carnevale.
Ci fu un istante di profondo silenzio.
Tutti sentirono il “ping” di avviso ricezione sms del suo cellulare. Poi fu quello del ragazzino a prendere vita: “ping”. Seguì quello dell’nfermiera, “ping”, e in rapida successione il medico, il poliziotto, la ragazzina e persino Giulio, tutti i loro cellulari ricevettero un sms e fecero “ping”.
Mossero il braccio per prenderlo ma Simone li bloccò:
– Fermi tutti, nessuno si muova!-
Si guardarono l’un l’altro stupefatti. Simone scese lentamente dalla poltrona e prendendo i cellulari uno ad uno, lesse i messaggi a voce alta:

L’infermiera: “Slinker attivato e connesso, spartito operativo”;
Il medico: “Paziente sotto osservazione, registrazione avviata”;
La ragazzina: “Sincronia ok, intervento completato”
Il ragazzino:”Connessione andante moderato, grazie!”
Il poliziotto: “Strumento indipendente ora in armonico orchestrale”
Giulio: “Obiettivo in contrappunto, fine operazione”
Il suo: “Bentornato nel nostro mondo! Anche la sua vita diventerà armonica come una grande orchestra”.

Musica – disse Simone – Che c’entra la musica? –
Fu il poliziotto a parlare per primo: – Ma niente, è un messaggio in codice! Da molti anni usiamo termini musicali in codice, abbiamo fatto persino dei corsi … una barba! – e si mise a ridere.
Tutti si misero a ridere, perchè tutti avevano fatto dei corsi di musica.
– E lei? Non ha mai fatto corsi di musica?-
– No, mai –
E poi accadde tutto così in fretta che persino Simone stentava a ricordarne esattamente la dinamica. Una specie di sogno: Il ping sul cellulare di Giulio, Giulio con la pistola in mano che minacciava tutti, il poliziotto che reagiva fulmineo, lo stendeva per terra e leggeva l’ultimo sms, Giulio che cominciava a schiumare dalla bocca, il medico che interveniva, troppo tardi, era già morto.
L’unica cosa che ricordava perfettamente era lo schermo del cellulare di Giulio, con il messaggio: “Variazione improvvisata: eliminare primo violino”.

A chi doveva sparare Giulio?

  • Al ragazzino (17%)
    17
  • A Simone (50%)
    50
  • Al medico (33%)
    33
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48 Commenti

  • anche se mi sembrava di sentire quasi “perchè noi veniamo in pace,sempre” (cit.) comunque bello mi è piaciuto,peccato il limite di parole sarebbe stato bello ancora un capitolo giusto per spiegare meglio la parte del Nousworld,ora però aspetto altri racconti!!

    • Grazie! Si, forse ho esagerato con la complessità, e ci voleva più spazio. Ci ho provato, ma credo che cmq ti sia piaciuto. Sul futuro … ci penserò. Mi piacerebbe, è stata un’esperienza davvero interessante, in cui si scoprono tante cose.
      A presto e grazie ancora.

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