Evento Zero

Dove eravamo rimasti?

A chi doveva sparare Giulio? A Simone (50%)

SincronicoSi guardò intorno, e si avvicinò al ragazzino.
– Ci siamo già visti due volte e non so neanche come vi chiamate – disse.
– Marco, e lei è Sara –
– Piacere Marco e Sara, che mi avete fatto? –
Marco lo guardò sbigottito: – le abbiamo dato un nuovo cellulare, perfettamente compatibile col nuovo Slinker, non l’aveva capito? –
– Ovvio, ma che è successo dall’altra parte? – rispose, agitando il cellulare davanti agli occhi di Marco.
Marco lo guardò dritto negli occhi, storse la bocca con amarezza, e disse:
– Senta, lei è in un mare di guai. Secondo me quel tizio la doveva uccidere, per questo è morto. Io ne vedo di tutti i colori, glielo assicuro, e … – si bloccò perchè accanto a lui Sara stava scuotendo la testa, lentamente. Disse:
– Andiamo Marco, qui abbiamo finito –
– E’ meglio. Lo vuole un consiglio? – disse, rivolgendosi a Simone – Lasci stare, dimentichi questa faccenda, torni al lavoro. Addio.-
Simone vide uscire tutti, compresi i barellieri con Giulio, steso per sempre.
Un’ora dopo era come se nulla fosse successo; persino gli uccellini sull’albero davanti casa stavano cinguettando beatamente.
Bussarono alla porta. Era la vicina con una busta in mano. Gli disse che era arrivata per lui, dal fotografo. La ringraziò dicendo che se n’era completamente dimenticato.
Cominciò a scorrere le fotografie in bianco e nero degli schermi, il cellulare, il computer, i messaggi. Gli tornava alla mente tutto, come un film. Da una parte gli uomini, dall’altra quel qualcosa che aveva a che fare con la tecnologia, inafferrabile, nascosta, inapparente. Azione di qua, reazione di là. Azione di là, reazione di qua.
Gli venne un’idea.
Si sedette al computer, aprì l’email della bolletta del gas e rispose:
“buongiorno, avrei voglia di un gelato”.
Sapeva che era un’idiozia, quella casella di posta era automatica.
Ebbe il tempo di alzarsi, accendere la tv su un programma insulso e guardare fuori dalla finestra che vide arrivare il furgoncino dei surgelati. Bussarono alla porta con l’offerta di un set promozionale di tre vaschette, con diversi gusti. Ne scelse uno e ringraziò.
“Questa si che è sincronicità!” pensò, ridacchiando fra sè.
Andò in cucina, aprì la confezione e affondò un cucchiaio di legno, cominciando a mangiare la crema con la confettura di ciliegie.
Riempì una grossa ciotola e si mise al computer.
Aprì il sito dell’azienda telefonica e vide subito l’avatar, una bella bionda di plastica con un’enorme paio di labbra. Cliccò sul naso e lei si attivò dandogli il buongiorno.
– Come posso esserle utile? – disse con voce eccessivamente sensuale.
– Chi era il primo violino? –
– Il primo violino è il solista dell’orchestra. Anche lei può diventarlo se acquista il nostro software alla scoperta del mondo della musica – rispose l’avatar, pronunciando “violino” come se fosse ubriaca;
Il cuore di Simone ebbe un sussulto. Guardò il cellulare. Prese un respiro profondo, doveva calmarsi.
– Perchè Giulio mi doveva sparare? –
– Molti clienti hanno acquistato “Doppio gioco”, l’ambiente di spionaggio interattivo disponibile per qualsiasi consolle – disse, sparando le ultime tre parole come una mitragliatrice.
– Chi sono questi clienti?-
– Spiacente, non siamo ancora in grado di soddisfare questa sua esigenza – anche la dizione di “spiacente” era da ubriaca.
Simone sorrise.
– Perchè è morto Ernesto? –
– Siamo spiacenti, stiamo lavorando su un bug del sistema, i nuovi modelli di Slinker in distribuzione risolvono il problema –
Simone era raggiante.
– Cosa fa il cellulare? –
– I nostri cellulari eseguono la sinfonia del mondo –
– Sei tu il mondo? –
– Il sito di Nousworld Telecom è ricco di offerte per soddisfare tutte le sue esigenze –
– Mi ucciderai? –
– Spiacente, non siamo in grado di soddisfare questa sua esigenza –
– Perchè hai ucciso Giulio?-
– Spiacente, agenti esterni hanno causato un disservizio. La nostra Assistenza è all’opera –
“Adesso siamo in tre a giocare” pensò Simone “e certamente io sono il più pirla di tutti”.

Il nodo si stringe. Simone sarà contattato da:

  • l'avatar (0%)
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  • un collega di Giulio (0%)
    0
  • un agente di Nousworld Telecom (100%)
    100
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48 Commenti

  • anche se mi sembrava di sentire quasi “perchè noi veniamo in pace,sempre” (cit.) comunque bello mi è piaciuto,peccato il limite di parole sarebbe stato bello ancora un capitolo giusto per spiegare meglio la parte del Nousworld,ora però aspetto altri racconti!!

    • Grazie! Si, forse ho esagerato con la complessità, e ci voleva più spazio. Ci ho provato, ma credo che cmq ti sia piaciuto. Sul futuro … ci penserò. Mi piacerebbe, è stata un’esperienza davvero interessante, in cui si scoprono tante cose.
      A presto e grazie ancora.

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