Una leggera inquietudine“Ancora non capisco come ho fatto a convincermi a venire qui. Ma che posto è questo?”
Tina guardò Edward. Non lo vedeva da un pezzo, precisamente da quell’ultima volta in cui, sfinita dalla liti e dai comportamenti perversi di lui, al limite della violenza, l’aveva sbattuto fuori di casa. Ora lo aveva davanti, l’aria più stravolta del solito, i capelli arruffati, le borse appese agli occhi. Era sempre bello, ma le sembrava più di là che di qua.
E quella strana cicatrice tra la fronte e lo zigomo sinistro.
“Te l’ho detto, Tina. Devo parlarti di una cosa mooolto importante”.
Calcava le parole. L’aveva sempre fatto. È sempre stato troppo enfatico, pensò Tina.
“Vabbé, ho capito, quando ti deciderai mi dirai questa cosa mooolto importante. Adesso però spiegami almeno perché mi hai portato qui.” Si guardò intorno. “Ma che cazzo di ristorante è? Non l’ho mai sentito nominare”.
La taverna dell’impossibile.
L’insegna, che incombeva sull’entrata troppo bassa, sembrava promettere tutto e il contrario di tutto. Tina non era convinta che una roba del genere fosse un nome azzeccato con il locale.
In tutto c’erano sei persone.
Una famiglia rassicurante, padre madre e bambino che Tina sperò non essere troppo pestifero.
Un uomo attempato seduto nell’angolo più lontano dalla porta d’entrata.
Loro due.
Due ex fidanzati che si sono molto amati e molto odiati.
Edward sembrava aver ignorato l’ultima domanda di Tina, su che tipo di locale fosse quello in cui l’aveva portata.
Guardava il tovagliolo bianco e ne tormentava gli angoli. Una mano giocava con il coltello.
Tina notò che per essere un ristorante, o qualcosa di simile, non si erano sforzati più di tanto per renderlo accogliente. Tavoli di legno grezzo da più persone, tovaglietta da colazione, tovaglioli di stoffa che più ordinaria non si può, posate da supermercato.
Non che lei fosse abituata ai migliori ristoranti, ma quella situazione le diede da pensare che o Edward era caduto in disgrazia, oppure aveva deciso di vivere insieme a lei l’esperienza di un locale demodé, scomodo, in cui nella migliore delle ipotesi si mangiava male e nella peggiore il cameriere grassone che da quando erano entrati non aveva smesso di fissarla le avrebbe dato della troia.
Di colpo, Edward smise di tormentare il tovagliolo e la fissò, come si fosse ricordato solo allora di averla davanti.
“Tina, ti ho sempre voluto bene.”
“Cazzo, Edward, se è per questo che mi hai tirato in questo cesso mi alzo e me ne vado. Pensavo avessi qualcosa di importante da dirmi, non queste scemenze.”
“Calma, tesoro. Non fraintendere. Tra noi è finita e lo accetto. Che senso avrebbe rivangare il nostro passato?”
“E allora? Sputa!”
Guardò con la coda dell’occhio il cellulare, che aveva lasciato nella borsetta in posizione tale da vedere il display in ogni momento.
Il suo ragazzo non l’aveva ancora contattata.
Non lo trovava da quando si erano salutati sulla porta di casa quella mattina.
Che aveva fatto nelle ultime dodici ore?
Gli aveva mandato una decina di sms e lasciato due messaggi in segreteria.
Nessuna risposta.
Il padre di famiglia distrasse la sua attenzione. “Cameriere!”
Quello che era stato insignito del titolo di cameriere, il grassone, smise per un attimo di guardare Tina, si alzò dalla sedia vicino a quello che doveva essere il bancone, che in realtà era un tavolo come un altro, e di malavoglia rispose alla chiamata.
“Cameriere, ma che roba è questa?”
Un grugnito.
“Come che roba è? E’ spezzatino, non lo vedi?”
“Ho capito, ma ha un sapore strano.”
Tina non captò il seguito della conversazione, ma cominciò a sentirsi a disagio. Lo strano locale, il comportamento misterioso di Edward, l’impossibilità di raggiungere Colin, il suo ragazzo, facevano montare in lei una strana inquietudine.
“Adesso basta, Eddie. Non sono più la tua ragazza, non sono venuta di qui per una serata romantica. Dimmi quello che mi devi dire e poi andiamo!” Sbatté la mano sul tavolo, facendo sobbalzare le posate.
Cosa decide di fare Tina?
- Rimane, cercando si scoprire cos'abbia in mente Edward (58%)
- Non riuscendo a rintracciare il suo ragazzo e non sentendosi al sicuro, chiama la polizia (17%)
- Esce dal locale e Edward la insegue (25%)

20/03/2013 at 20:29
molto interessante
bravo
19/03/2013 at 16:12
Bel racconto, mi ha appassionata.
19/03/2013 at 12:55
Ma che figata, Matteo! Un finale stupendo, davvero un’apoteosi. Le spiegazioni mi sono piaciute moltissimo e, per quanto mi riguarda, sono giunte davvero inaspettate. Inoltre, le scene d’azione si seguono benissimo. Quindi hai scritto molto molto molto bene.
E le due parole finali sono stupende: evocative e tetre…
19/03/2013 at 17:58
Che dire, Luca. Troppo gentile, davvero!
18/03/2013 at 18:18
Veramente bello!
18/03/2013 at 18:30
Molte grazie!
18/03/2013 at 17:38
Bello, forse leggermente penalizzato dalle 4000 battute (ho come l’impressione che tu volessi aggiungere qualcosa o abbia dovuto tagliare qualcosa) 🙂
Mi è piaciuta molto come storia, il suo svolgimento, la sua atmosfera cupa, le stanze che diventavano lunghe, il pavimento di corpi umani…ma dimmi, era così che te l’eri immaginata quando hai iniziato a scrivere o è cambiata di molto dal tuo pensiero originale?
18/03/2013 at 18:12
Hai colto nel segno. Per quest’ultimo episodio ho faticato parecchio a ridurre a 4000 battute. Avrei voluto spiegare di più alcuni passaggi, che sono forzatamente accellerati. Spero di ripresentare da qualche parte una sorta di “extended version” che tappa qualche buco e descrive meglio alcuni passaggi.
Sulla storia in generale: era più o meno così quando l’ho immaginata, quindi son contento se sono riuscito a portarla a compimento e a rendere un’atrmosfera cupa.
18/03/2013 at 18:17
Si vedeva benissimo che in alcuni punti è forzatamente tagliato 🙂 perché hai un bello stile fluido ma in alcuni tratti in questo capitolo si vede che dovevi finire, se metterai una extended version spero di poterla leggere 🙂
Pensi di rimetterti presto su the incipit?
Se hai voglia e tempo ti invito nella mia FarmTown, così mi fai sapere il tuo parere 🙂
18/03/2013 at 18:28
Grazie Diego, mi metto subito su FarmTown e devo recuperare anche Gelidi Enigmi.
Quanto a tornare su The Incipit, confesso che un’idea ce l’ho ma prima di buttarmi devo delinarla un po’ meglio. A presto, allora!
18/03/2013 at 19:33
Grazie mille 🙂 noterai due stili totalmente differenti se li leggerai entrambi, però li ho scritti tutti e due io (farmtown scrivendo) 🙂
Io fra gelidi enigmi e farmtown ho fatto passare tre mesi, spero di leggerti prima, a presto 🙂
17/03/2013 at 21:51
sarà anche un horror, ma il lieto fine è d’obbligo……
18/03/2013 at 18:12
Teresa, il lieto fine non c’è stato. Spero che ti sia piaciuta lo stesso!
14/03/2013 at 21:54
Veramente contorto e coinvolgente……..
16/03/2013 at 23:16
Grazie Morgan74. Io aspetto il tuo treno
14/03/2013 at 19:42
io ho votato (per ora decisivo) per l’happy end, ma potrebbe non esserlo con un abile gioco di carte vero? 🙂
complimenti, bel capitolo
16/03/2013 at 23:17
Grazie, lunedì uscirà il finale!
14/03/2013 at 17:22
E con il mio voto vedo che ho riportato tutto alla perfetta parità. Dunque, non ti dirò cosa ho votato. Ma me ne godrò gli effetti 😉
13/03/2013 at 12:32
Tina uccide la strega ma viene ammazzata da Franklyn!
Non ci sta bene un “lieto” fine in questo caso:)
12/03/2013 at 16:19
Votato per la terza opzione..
Tina e il padre si salvano, gli altri no..
11/03/2013 at 18:02
Direi il cacciatore di taglie. E bel gli sta!
11/03/2013 at 00:07
Che impressione aiuto, forse non era la lettura adatta prima del sonno!
Ma è merito del modo tanto vivido in cui racconti: sembra di essere lì!
Continuerò volentieri a leggerti ma ogni tanto, sappilo, dovrò tapparmi gli occhi!
11/03/2013 at 15:03
Grazie mille!
09/03/2013 at 16:09
Mi è piaciuta l’atmosfera cupa di questo capitolo..
H votato per il dottor Frankin..
La fine si avvicina e sono sempre più curiosa.. chi è davvero questo fantomatico dottore? Cosa vogliono lui e la madre di Tina?
11/03/2013 at 15:04
Grazie Giulia!
09/03/2013 at 11:50
Eccoci!! Mi è piaciuto molto questo capitolo, davvero!! camminare su brandelli di corpi non deve essere affatto piacevole…
Tutte e tre le risposte mi piacevano molto, io ho optato per il dottor Franklyn, diamo a questo personaggio più potere 🙂 ed Edward solo una sua forse inconsapevole pedina 🙂
09/03/2013 at 14:45
Grazie Diego!
08/03/2013 at 20:32
Poi sono io quello che va giù pesante eh????? 😀
08/03/2013 at 23:20
Se orrore deve essere, che orrore sia! Poi vediamo che succede sul tuo treno…
06/03/2013 at 07:48
Mi sono sparato sette capitoli in mezzora 🙂 complimenti davvero!! poi la frase la testa era come una giostra impazzita rappresenta il mio stato odierno (mi scoppia davvero)…
voto per il pavimento soffice, cerco di contribuire per i capitoli finali almeno 😉 bravo, atmosfera cupa, scene davvero da incubo (quella di mister big che strappa il viso al bimbo e i genitori che continuano a mangiare è da pelle d’oca)!
06/03/2013 at 19:05
Grazie Diego, spero che troverai il finale altrettanto all’altezza!
06/03/2013 at 19:15
Ne sono sicuro! (a meno che improvvisamente non inizi a scriverlo un hacker)
05/03/2013 at 22:24
pavimento soffice!!! chissà cosa ci riserva….
06/03/2013 at 19:07
Tere’, se vince questa alternativa ti divertirai!
04/03/2013 at 21:14
Il pavimento soffice nasconde sicuramente qualcosa…….
04/03/2013 at 10:21
La stanza spoglia che secondo me riserverà sorprese ancora “peggiori”!