La taverna dell’impossibile

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio scopriremo che neanche il padre di Tina è morto. Come finisce la storia? Tina si salva, suo padre e Edward no (50%)

Showdown“Ci sei sfuggita per anni. Quando tua madre è riuscita a rintracciare Edward, con lui ha potuto iniziare a far funzionare il collegamento.”
Tina pensò a quando lui aveva iniziato a comportarsi in modo strano.
“Non voglio neanche sapere cosa lo avete costretto a fare.”
Franklin continuò. “Solo molto tempo dopo che Edward ha iniziato a lavorare per noi, abbiamo saputo che il destino ha fatto sì che vi ritrovaste nel modo che sappiamo. Stupidi noi a non accorgercene prima, avremmo risparmiato tempo. Dovevamo arrivare a te, e l’unico modo per farlo era che tu seguissi l’invito di Edward. Per farti entrare qui, dovevamo camuffare il posto. Ecco perché un ristorante. In realtà sei a casa mia.”
La madre le si avvicinò. “Adesso cara, devi rassegnarti. Accomodati su quel letto. Anche se non sei più una bambina, il collegamento funzionerà lo stesso.”
Si guardò intorno. Nessuna via di fuga.
Suo padre entrò di corsa, con il gancio che Tina aveva lasciato per terra colpì in faccia Mister Big, che cadde con un tonfo sordo.
La madre restò di sasso.
“Non gli avevi scagliato addosso quei ragni?” chiese Franklin.
“Forse concentrandomi su Tina ho sviato l’attenzione da lui prima che lo finissero.”
“E’ così, mia cara. Me la sono vista brutta, ma alla fine mi sono ritrovato solo qualche puntura di innocui ragnetti.”
Entrò.
Jeb si mosse. Tina si avvicinò e vide che aveva uno squarcio nel petto. Fino ad allora non se ne era accorta. Capì che tentava di rivolgersi a lei. Con gli occhi le stava indicando qualcosa. Un ripiano vicino alla finestra.
La vide.
Una pistola dalla lunga canna.
“Finiscilo.”
Franklin estrasse una pistola di piccolo calibrò e sparò a Jeb.
“Adesso facciamo i conti anche con te, bastardo.”
“D’accordo Franklin. Non ti è mai andato giù che abbia rovinato il tuo piano tanti anni fa, eh?”
Si avvicinò a Tina. Franklin lo teneva sotto tiro.
“Devi sapere, figlia mia, che quella sera riuscii a impossessarmi della pistola che questo pazzo aveva lasciata incustodita. Lui era talmente impegnato ad ammirare la sua opera che ha commesso questo errore. Tua madre invece era non pervenuta, perché a sua volta aveva subito un intervento, per il prelievo. Così, arma in pugno, vi ho presi e portati via.”
“Dove?”
“Temevo che Edward avrebbe avuto un influsso maligno su di te. Vi ho separati e portati a persone di mia fiducia, in due città diverse. Io non sono rimasto con voi per paura che, tramite me, arrivassero a voi.”
Abbracciò la figlia, sfidando la pistola di Franklin.
“Ho sbagliato? Forse, ma mi sembrava l’unica cosa da fare. Poi avete preso strade diverse, le persone di cui mi fidavo non si sono comportate bene. Ho perso le vostre tracce. Altrimenti, ovvio che avrei impedito che vi metteste insieme. Anni dopo ho ingaggiato un cacciatore di taglie esperto di paranormale, questo povero Jeb, per rintracciare mia moglie.”
La voce della strega rimbombò nella stanza. “Edward? Uccidi tuo padre.”
Il gemello di Tina prese il coltello che Franklin gli porgeva. Fece qualche passo nei confronti della sorella e del padre, abbracciati. Poi puntò il coltello verso la sua faccia. Incise la pelle dal sopracciglio sinistro a scendere.
Nel trambusto che seguì Tina prese la pistola di Jeb. Non aveva mai maneggiato niente di simile, ma riuscì a sparare tre colpi. Il terzo andò a segno e polverizzò la faccia di Franklin.
Per alcuni secondi non capì nulla. Poi vide suo padre a terra. Immaginò che si fosse scagliato su Franklin che cercava di fermare Edward, ma avesse preso un pallottola dal dottore. Non le sembrava di averlo colpito lei, gli avrebbe visto un buco nella schiena.
Non ebbe modo di stabilirlo con certezza. Era troppo confusa quando arrivò la polizia, guidata dall’uomo che aveva visto a tavola con moglie e figlio. Gli sentì dire che il tizio col cappello e l’impermeabile ci aveva visto giusto. All’arrivo del personale medico, vide che suo padre, Edward e Franklin erano a terra, senza vita. Sua madre aveva la testa tra le mani.
Sembrava assente.

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67 Commenti

  1. Bello, forse leggermente penalizzato dalle 4000 battute (ho come l’impressione che tu volessi aggiungere qualcosa o abbia dovuto tagliare qualcosa) 🙂

    Mi è piaciuta molto come storia, il suo svolgimento, la sua atmosfera cupa, le stanze che diventavano lunghe, il pavimento di corpi umani…ma dimmi, era così che te l’eri immaginata quando hai iniziato a scrivere o è cambiata di molto dal tuo pensiero originale?

    • Hai colto nel segno. Per quest’ultimo episodio ho faticato parecchio a ridurre a 4000 battute. Avrei voluto spiegare di più alcuni passaggi, che sono forzatamente accellerati. Spero di ripresentare da qualche parte una sorta di “extended version” che tappa qualche buco e descrive meglio alcuni passaggi.
      Sulla storia in generale: era più o meno così quando l’ho immaginata, quindi son contento se sono riuscito a portarla a compimento e a rendere un’atrmosfera cupa.

  2. Eccoci!! Mi è piaciuto molto questo capitolo, davvero!! camminare su brandelli di corpi non deve essere affatto piacevole…
    Tutte e tre le risposte mi piacevano molto, io ho optato per il dottor Franklyn, diamo a questo personaggio più potere 🙂 ed Edward solo una sua forse inconsapevole pedina 🙂

  3. Mi sono sparato sette capitoli in mezzora 🙂 complimenti davvero!! poi la frase la testa era come una giostra impazzita rappresenta il mio stato odierno (mi scoppia davvero)…
    voto per il pavimento soffice, cerco di contribuire per i capitoli finali almeno 😉 bravo, atmosfera cupa, scene davvero da incubo (quella di mister big che strappa il viso al bimbo e i genitori che continuano a mangiare è da pelle d’oca)!

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