La taverna dell’impossibile

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Tina? Rimane, cercando si scoprire cos'abbia in mente Edward (58%)

AgoniaL’uomo attempato seduto non molto lontano ruotò lentamente la testa nella loro direzione, poi tornò a guardare nel piatto.
“Hai ragione, hai ragione, ma…santo cielo, calma!”
“Non mi dire come devo comportarmi!”
Edward si passò una mano tra i capelli.
“E’ così difficile dirmi questa cosa importante? E’ così sconvolgente?”
Edward chiuse gli occhi per un attimo e sospirò. Un brivido corse lungo la schiena di Tina.
“Tra poco capirai perché sei qui.”
Tina fece per alzarsi. Lui la bloccò prendendole le mani.
Ancora un brivido. Poi un flash nella mente. Per un solo istante a Tina sembrò di essere scollegata con la realtà.
“Ti avviso, Tina. Quello che vedrai non ti piacerà, lo so. Vorrei solo che sapessi che ho fatto tutto il possibile per evitarlo, ma non dipende da me.”
“Cosa? Ma che cazzo sta succedendo?”
Edward di alzò, tenendola per mano. Aveva la sensazione che le gambe non la sorreggessero più.
Che ora è? Dov’è Colin? Che ci faccio qui?
Andarono verso una porta vicino al grassone, verso quella che doveva essere la cucina. Il colosso si fece da parte. Tina fece in tempo a vedere un ghigno sulla sua faccia da pitbull mentre gli passava accanto.
Entrarono per una porta comune, non una tipica delle cucine dei ristoranti.
La porta di una casa qualunque.
Tina si sentì svenire.
Il locale era effettivamente una cucina, ma al centro c’era un tavolo con una persona distesa.
Nudo dalla vita in su, Colin giaceva immobile con gli occhi chiusi. Il braccio destro era un brandello insanguinato. Era il suo ragazzo, non aveva dubbi, il drago tatuato sul petto fugava ogni incertezza.
Tina trattenne un conato di vomito. Si sedette sulla prima sedia libera che trovò.
Un altro flash. Più lungo di prima. Un oceano di luce blu.
“Tina!” la voce di Edward la raggiunse dopo un’eternità. Tentò di riaversi dallo shock. La vista era annebbiata. “Ed…Edward…che sta succedendo?”
Una risata seppellì la sua domanda. A fatica vide che oltre a lei e a Edward nella macelleria c’era un’altra persona. Un tipo basso e magro, con un grembiule sporco di sangue come livrea maledetta.
“Ho dosato l’anestetico in modo tale che il suo amico abbia il privilegio di risvegliarsi appena in tempo per sentirsi morire” esordì l’altro uomo. “Il dissanguamento, come vede, è già in atto. Probabilmente è già iniziata anche l’infezione.”
“Tina, lo so che non è il momento delle presentazioni, ma questo è il dottor Franklin.” Un lampo negli occhi di Edward. “Lui e Mister Big, di là, sono una coppia di torturatori e assassini di professione. Lui è la mente e Mister Big il braccio.”
“Anche se in questo caso il braccio è questo ragazzo qui.” Franklin rise scoprendo denti anneriti e posando una piccola mano sullo drago tatuato.
Tina sentiva venir meno la lucidità. Lo stomaco un buco senza fondo, il cervello una giostra impazzita. Le lacrime uscirono a poco a poco, in sordina, poi il velo del pianto si squarciò.
Lacrime e urla.
Edward si avvicinò. Mentre lei si dimenava, lui la afferrò per un braccio con la mano destra, e con la sinistra la accarezzò. Una carezza lenta, le dita a seguire la scia delle lacrime.
Poi un urlo.
Colin.
Tina sentì il suo battito accelerare. Si era svegliato.
Con Edward frapposto tra di loro, non lo vedeva.
Non vide più il suo ragazzo da vivo.
Gli istanti che seguirono furono un rimpallo di suoni dolorosi tra lei e Colin. Non capì se lui avesse realizzato cosa stava succedendo, né se avesse visto la ferita. Sentiva solo le urla, coltellate per la sua mente. Ancora qualche secondo e rimase solo il picchiettio del sangue che gocciolava sul pavimento.
“Il trucco del braccio scarnificato fa sempre un bell’effetto, non c’è che dire” disse Franklin, avvicinandosi a Tina. Edward la trasse a sé, un peso morto tra le sue braccia. “E stavolta, ho adottato la variante culinaria. Visto che siamo in una cucina, perché sprecare quella polpa?”
“Adesso basta, dottor Franklin.” Edward lo allontanò. “Dobbiamo procedere.”
Franklin estrasse una siringa e la puntò verso Tina.

In attesa di conoscere perchè è stata coinvolta Tina, cosa succede ora?

  • entra nel locale un misterioso personaggio, con cappello a tesa larga e impermeabile nero (67%)
    67
  • Edward e il dottor Franklin hanno una violenta discussione e si feriscono a vicenda (22%)
    22
  • il padre di famiglia, sentendo le grida, entra in cucina, subito seguito da Mister Big (11%)
    11
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67 Commenti

  1. Bello, forse leggermente penalizzato dalle 4000 battute (ho come l’impressione che tu volessi aggiungere qualcosa o abbia dovuto tagliare qualcosa) 🙂

    Mi è piaciuta molto come storia, il suo svolgimento, la sua atmosfera cupa, le stanze che diventavano lunghe, il pavimento di corpi umani…ma dimmi, era così che te l’eri immaginata quando hai iniziato a scrivere o è cambiata di molto dal tuo pensiero originale?

    • Hai colto nel segno. Per quest’ultimo episodio ho faticato parecchio a ridurre a 4000 battute. Avrei voluto spiegare di più alcuni passaggi, che sono forzatamente accellerati. Spero di ripresentare da qualche parte una sorta di “extended version” che tappa qualche buco e descrive meglio alcuni passaggi.
      Sulla storia in generale: era più o meno così quando l’ho immaginata, quindi son contento se sono riuscito a portarla a compimento e a rendere un’atrmosfera cupa.

  2. Eccoci!! Mi è piaciuto molto questo capitolo, davvero!! camminare su brandelli di corpi non deve essere affatto piacevole…
    Tutte e tre le risposte mi piacevano molto, io ho optato per il dottor Franklyn, diamo a questo personaggio più potere 🙂 ed Edward solo una sua forse inconsapevole pedina 🙂

  3. Mi sono sparato sette capitoli in mezzora 🙂 complimenti davvero!! poi la frase la testa era come una giostra impazzita rappresenta il mio stato odierno (mi scoppia davvero)…
    voto per il pavimento soffice, cerco di contribuire per i capitoli finali almeno 😉 bravo, atmosfera cupa, scene davvero da incubo (quella di mister big che strappa il viso al bimbo e i genitori che continuano a mangiare è da pelle d’oca)!

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