La taverna dell’impossibile

Dove eravamo rimasti?

Qual è la reazione di Tina? Reagisce con rabbia ma, consapevole che non ci sia altro da fare, ascolta suo padre e insieme proseguono il cammino (70%)

L’abisso del passatoSapere che Edward era…
Non poteva crederci.
Lo schiaffeggiò.
Gli sputò.
Tutta la rabbia e lo stress per quello che le era capitato fino a quel momento dovevano trovare uno sfogo.
Il vecchio davanti a lei era la vittima.
Ciò che le aveva detto era la miccia.
“Non è vero, ma che cazzo dici! Chi sei tu, stronzo?”
Gli si buttò addosso, il fuoco la circondava ma lei sentiva solo le sue braccia ossute che la sorreggevano.
“Lo so che non è facile da accettare, ma adesso devi fidarti di me.”
Chiuse gli occhi. Le sembrava che tutti si stessero prendendo gioco di lei. Sapeva però di non avere alternative. Si arrese. “Dimmi almeno dove siamo e che ci facciamo qui.”
Il vecchio si passò una mano sulla faccia. Le lingue di fuoco diventavano scintillii degli occhi.
Subito dopo la testa scomparve.
“Ti dirò quello che so.”
La voce proveniva sempre da lì.
Lo sconcerto di Tina aumentò.
“Che succede Tina?”
“La tua…testa.”
Poi riapparve.
“Un altro trucco di quella strega! Non ti fare suggestionare, ragazza mia.”
“Chi è la strega?”
“Tua madre.”

Aveva sospeso l’incredulità da quando era entrata in cucina.
Non immaginava che vedere Colin a pezzi fosse solo l’inizio.
“Ricapitoliamo. Edward è mio fratello gemello. Tu sei mio padre, e mia madre sarebbe una strega.”
L’uomo continuò in silenzio e a Tina parve che affrettasse il passo. Camminavano in una penombra vuota, rischiarata dalla fiamma del vecchio. Più volte le era venuta la tentazione di scartare di lato, per vedere cosa ci fosse, dove fosse il trucco. Le rivelazioni di colui che si era manifestato come suo padre però le richiedevano tutti gli sforzi di concentrazione, per cercare di capire ma anche per far sì che i suoi nervi non cedessero.
“Io e tua madre vi abbiamo dato alla luce dopo un anno dal nostro matrimonio. Eravamo una famiglia perfetta. O almeno così ci sembrava. Ci amavamo, e tu e Edward eravate sani e bellissimi. Cosa volere di più? Poi a poco a poco tutto ha cominciato a sgretolarsi.”
Si voltò e Tina poté guardarlo per un attimo prima che la sua testa scomparisse, per poi ritornare di lì a poco.
“Cosa è successo?”
“Tua madre ha iniziato a comportarsi in modo strano. Passava fuori di casa periodi sempre più lunghi. Si svegliava in piena notte. Scoppiava a piangere senza motivo.”
Le si avvicinò.
“Notai una crescente freddezza nei miei confronti. Pensai anche che avesse un altro. Mentre verso di me si allontanava sempre più, concentrava le sue attenzioni su di voi. Aveva atteggiamenti morbosi.
Quando scoprii che passava lunghe ore via da casa, di notte, portandovi con lei, iniziai seriamente a preoccuparmi. La misi con le spalle al muro. Le dissi che o mi dava spiegazioni, o vi avrei portato via.
Naturalmente stavo bluffando, perché non avevo la minima idea di cosa fare.
“E poi?”
“Accadde l’impensabile. Una sera come tante rientrai a casa più tardi del solito. Come ormai temevo, lei non c’era. Nemmeno voi. Stavo per andare alla polizia quando sentii un rumore provenire dal garage.
Presi un coltello dalla cucina. Mi avvicinai circospetto. Quando entrai, vidi qualcosa che non ho mai più dimenticato.”
Tina sentì l’adrenalina entrare in circolo. Deglutì.

I mostri arrivarono all’improvviso.
Non si accorse di nulla, fino a che un orrendo fruscio spezzò il flusso di parole di suo padre, pronunciate con un filo di voce. Subito dopo, vide delle aste che si piantarono intorno a lei.
Così come erano arrivate, le aste si sollevarono e sparirono. Le rivide subito dopo, mentre sfioravano il fuoco che circondava il vecchio.
Le bastò guardare meglio alla luce della fiamma.
Ragni.
Le aste erano gigantesche zampe sottili. I corpi gonfi erano sopra le loro teste. Tina ne contò tre.
Rimase impietrita. Non fece in tempo a prendere alcuna decisione. Le loro mosse rapide l’avevano preceduta.
Si avventarono su suo padre, le zampe come spranghe di ferro.
Lo capì ben presto.
Ormai era chiaro.
Non erano lì per lei.
Qualunque cosa dovesse accadere, lei la volevano viva.

Stiamo per avvicinarci al finale. Cosa succede a Tina a questo punto?

  • Viene aggredita alle spalle (0%)
    0
  • Si accende improvvisamente la luce e si ritrova in una stanza spoglia (36%)
    36
  • Precipita in un ambiente con uno strano pavimento soffice (64%)
    64
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67 Commenti

  1. Bello, forse leggermente penalizzato dalle 4000 battute (ho come l’impressione che tu volessi aggiungere qualcosa o abbia dovuto tagliare qualcosa) 🙂

    Mi è piaciuta molto come storia, il suo svolgimento, la sua atmosfera cupa, le stanze che diventavano lunghe, il pavimento di corpi umani…ma dimmi, era così che te l’eri immaginata quando hai iniziato a scrivere o è cambiata di molto dal tuo pensiero originale?

    • Hai colto nel segno. Per quest’ultimo episodio ho faticato parecchio a ridurre a 4000 battute. Avrei voluto spiegare di più alcuni passaggi, che sono forzatamente accellerati. Spero di ripresentare da qualche parte una sorta di “extended version” che tappa qualche buco e descrive meglio alcuni passaggi.
      Sulla storia in generale: era più o meno così quando l’ho immaginata, quindi son contento se sono riuscito a portarla a compimento e a rendere un’atrmosfera cupa.

  2. Eccoci!! Mi è piaciuto molto questo capitolo, davvero!! camminare su brandelli di corpi non deve essere affatto piacevole…
    Tutte e tre le risposte mi piacevano molto, io ho optato per il dottor Franklyn, diamo a questo personaggio più potere 🙂 ed Edward solo una sua forse inconsapevole pedina 🙂

  3. Mi sono sparato sette capitoli in mezzora 🙂 complimenti davvero!! poi la frase la testa era come una giostra impazzita rappresenta il mio stato odierno (mi scoppia davvero)…
    voto per il pavimento soffice, cerco di contribuire per i capitoli finali almeno 😉 bravo, atmosfera cupa, scene davvero da incubo (quella di mister big che strappa il viso al bimbo e i genitori che continuano a mangiare è da pelle d’oca)!

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