La taverna dell’impossibile

Dove eravamo rimasti?

Nella verità che sta per essere rivelata a Tina, chi è complice della madre? Il dottor Franklin; Edward è solo una pedina inconsapevole (75%)

Il collegamentoEdward l’accompagnò dentro la stanza.
La donna si fermò a un passo da lei e allungò una mano per sfiorarle una guancia. Al tocco delle sue dita sottili, avvertì un brivido.
Era alta, capelli rossi, occhi grigi velati di mistero.
“Finalmente” disse con accento neutro. La voce era priva di connotazioni particolari, spenta. Tina pensò d’impulso ad un essere privo di sentimenti. Il contrario di una vera madre.
“Mi spiegate una buona volta chi siete e che ci faccio qui?”
Dopo un minuto che a Tina sembrò l’eternità, la donna cominciò a parlare.
“Tutto ebbe inizio una sera di molti anni fa, come ti stava raccontando tuo padre.”
Tina serrò i pugni.
“Quella sera, eravamo pronti per il collegamento.”
“Comincia dall’inizio, è meglio” la voce del dottor Franklin arrivò a Tina dalle sue spalle, insinuante.
“E va bene. Quel ficcanaso non ha fatto in tempo a raccontarti tutto!”
“Basta, per favore!”
“Da qualche tempo mi ero avvicinata alla stregoneria. Non gli stereotipi da fumetto, come vedi non ho né il cappello né la scopa. Qualcosa di meno visibile ma molto più potente. Durante la mia introduzione a quel mondo, ho incontrato il dottor Franklin. Mi ha colpito perché mi ha proposto di sfruttare i poteri che stavo sviluppando, unendoli alle sue sperimentazioni. Diglielo tu stesso.”
Franklin si avvicinò.
“La vostra mammina vi vuole raccontare come fosse rimasta affascinata dal mio metodo di controllo delle menti. Inserendo il punto di domanda in corpicini come quelli dei bambini, è possibile collegare il ricevente al soggetto donatore, permettendogli di esercitare i suoi poteri.”
La madre continuò: “in altre parole, Franklin, quella sera che vostro padre vi portò via, stava per impiantare sotto la vostra pelle un tratto di nervi e di vene prelevato dal mio corpo, sistemandoli a forma di punto interrogativo. Solo che a Edward è stata fatta l’operazione, a te no.”
Tina capì il significato del quadro con il punto interrogativo e della strana cicatrice che aveva visto sul volto di Edward.
“Questa cosa funziona solo nell’ambito della stregoneria. Non lo può fare una persona qualunque, e funziona solo se con il ricevente c’è un legame di sangue. Ecco perché voi due.”
Tina si girò verso Edward: “Ti ho visto morto con i miei occhi, avevi un buco in fronte!”
“Ho creato un’alterazione della realtà”, intervenne la madre. “Tutto qui dentro è stato dilatato a partire da elementi reali della casa.”
“Sono visioni!”
“No, Tina. Con i miei poteri ho creato delle distorsioni, è come se cose, oggetti, animali, qualunque cosa si muova qui dentro, prenda una forma mostruosa. Siamo tra realtà e irrealtà.
Le visioni le hai avute tu all’inizio, quando ancora non eri abituata all’ambiente malsano in cui siamo. Ma quando altri hanno iniziato ad interagire con te, sono cessate le tue visioni, hai iniziato a sintonizzarti sul funzionamento delle cose qui e hai osservato gli effetti sugli altri. I mostri che hanno aggredito tuo padre non sono che innocui ragni che popolano quella sala, i cadaveri appesi sono salumi. Prima eri in cantina, Tina.”
“Perché queste distorsioni?”
“Per indebolirti, per piegarti a ciò che ti aspetta.”
“Ma Edward…”
“Ancora un’alterazione.” Indicò con lo sguardo Jeb sdraiato sul lettino. Tina non sapeva se fosse vivo o morto. “Questo idiota qui gli ha sparato, ma attraverso l’ambiente alterato. Vi è sembrato che fosse morto, ma come vedi è vivo e vegeto.”
Guardò il pavimento. Si sentiva sconfitta. Solo poche ore prima era attaccata alla sua vita di sempre, la vita che amava, e adesso era in una compagnia di pazzi, imbrattata di sangue fino alla radice dei capelli.
E sentiva che non era ancora finita.
“Perché sono stata trascinata qui?”
“Perché dobbiamo concludere ciò che è stato interrotto quella notte di tanti anni fa.”
Si fece avanti Franklin. “Come sei cresciuta. Ti sei fatta bella.”
Le venne l’istinto di sputargli.
“Quando quello stronzo di tuo padre ci ha interrotti, avevo impiantato il punto interrogativo solo su Edward. Ora tocca a te.”

Nell'ultimo episodio scopriremo che neanche il padre di Tina è morto. Come finisce la storia?

  • Tina uccide Edward che la vuole violentare. Il padre uccide la madre e Franklin (40%)
    40
  • Tina uccide la strega ma viene ammazzata da Franklin (10%)
    10
  • Tina si salva, suo padre e Edward no (50%)
    50
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67 Commenti

  1. Bello, forse leggermente penalizzato dalle 4000 battute (ho come l’impressione che tu volessi aggiungere qualcosa o abbia dovuto tagliare qualcosa) 🙂

    Mi è piaciuta molto come storia, il suo svolgimento, la sua atmosfera cupa, le stanze che diventavano lunghe, il pavimento di corpi umani…ma dimmi, era così che te l’eri immaginata quando hai iniziato a scrivere o è cambiata di molto dal tuo pensiero originale?

    • Hai colto nel segno. Per quest’ultimo episodio ho faticato parecchio a ridurre a 4000 battute. Avrei voluto spiegare di più alcuni passaggi, che sono forzatamente accellerati. Spero di ripresentare da qualche parte una sorta di “extended version” che tappa qualche buco e descrive meglio alcuni passaggi.
      Sulla storia in generale: era più o meno così quando l’ho immaginata, quindi son contento se sono riuscito a portarla a compimento e a rendere un’atrmosfera cupa.

  2. Eccoci!! Mi è piaciuto molto questo capitolo, davvero!! camminare su brandelli di corpi non deve essere affatto piacevole…
    Tutte e tre le risposte mi piacevano molto, io ho optato per il dottor Franklyn, diamo a questo personaggio più potere 🙂 ed Edward solo una sua forse inconsapevole pedina 🙂

  3. Mi sono sparato sette capitoli in mezzora 🙂 complimenti davvero!! poi la frase la testa era come una giostra impazzita rappresenta il mio stato odierno (mi scoppia davvero)…
    voto per il pavimento soffice, cerco di contribuire per i capitoli finali almeno 😉 bravo, atmosfera cupa, scene davvero da incubo (quella di mister big che strappa il viso al bimbo e i genitori che continuano a mangiare è da pelle d’oca)!

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