Sinfonia in Rapt BluGoccia.
Altra goccia.
Il classico rumore intermittente di un rubinetto stretto male, rotto, difettoso per un effettivo problema meccanico. In quel momento ci vedevo tutto tranne che qualcosa di razionale. Sapete quando non siete affatto in forma e qualcosa sembra disturbarvi? Non c’era altro che avrei potuto odiare più di quella maledetta goccia che sembrava rimbalzare da un lato all’altro del mio cranio. La Rapt Blu mi aveva messo in ginocchio, costringendomi con la guancia schiacciata contro l’economica scrivania di una stanza ancora più economica del Motel meno costoso di tutta Daegu6. La sostanza era ancora in circolo, sebbene in piena fase down, ed il rumore di quella goccia pareva provenire dalla stanza accanto, come se qualcuno stesse prendendo a martellate la sottile parete di cemento, anche quello sicuramente economico.
Ricordo di essere rimasto in quella posizione per parecchie ore, anche se la Rapt Blu tende ad incasinarti le idee, ed una delle immagini più vivide di quei momenti resta senz’altro nella scoperta di avere ancora la mano destra, penzolante a pochi centimetri da terra. La sentii addirittura sollevarsi da sola per chissà quale forza aliena che la sospingeva verso il piano della scrivania.
-Signor Kyuss?- sentii quella voce invadere la mia testa, fondendosi al rumore di quella goccia in un infernale loop eterno che mi avrebbe fatto impazzire -Signor Kyuss mi sente?- doveva essere una goccia davvero insistente. Il mio occhio destro, quello libero dal pianale umidiccio della scrivania, provò ad aprirsi in un gesto inconsulto, lasciando penetrare quel poco di luce che bastava a farmelo odiare, settimane dopo avrei preso informazioni per sostituirlo con l’ultimo ritrovato della tecnomedicina, restava da decidere se Megatech o Samsung&Bayern.
-Signore, sembra del tutto scollegato dal mondo esterno- una seconda voce si fece spazio nella mia testa, inducendo il mio occhio a cercare di mettere a fuoco con maggiore precisione in una qualsiasi direzione scelta a casaccio;
-Scollegato o no, voglio quel figlio di puttana in piedi entro un paio d’ore al massimo, quindi toglietelo da quella scrivania e schiaffatelo sotto la doccia, gelida se serve-.
Questa seconda voce mi tornava familiare, ennesimo input al mio cervello che lentamente, sembrava riaccendersi poco a poco. Ancora una volta quella strana forza aliena mi sollevò dalla scrivania cercando di tenermi in piedi. Mentre la saliva blu scendeva dagli angoli della mia bocca inzuppando i vestiti sgualciti e maleodoranti, lo sguardo iniziava a focalizzare l’attenzione sulle tre persone all’interno della mia stanza.
-Si sta svegliando Signore- informò il tizio che tentava in tutti i modi di tenermi in piedi, e seguendo il suo sguardo con quel poco di raziocinio che cominciavo a riacquistare, mi trovai davanti il faccione tondo di un uomo sulla quarantina che riconobbi quasi subito.
-Kyuss, guarda come riesci a conciarti, anche peggio dell’ultima volta che ci siamo incontrati-.
Non riuscivo ad associare la faccia piena ad alcun nome, e per quanto mi sforzai di stare in piedi o dire qualcosa di sensato, riuscii solamente a vomitare sui piedi dell’uomo che mi teneva dritto. Le ore che seguirono furono tra le più dure della mia vita, e nessuno meriterebbe mai di riprendersi da una sbornia di Rapt Blu in quel modo tanto barbaro.
Spesso i ricordi si incagliano su particolari irrilevanti, ma alla quarta secchiata di acqua gelida proprio sulla faccia, iniziavo a ragionare in modo più umano.
-Barrett, di a questo troglodita di lasciarmi respirare o finirò per vomitargli sulle scarpe-
-Lo hai già fatto Kyuss-
-Davvero? Bè che vi aspettavate da un povero stronzo strafatto?-
-Chiudi con le stronzate Kyuss, ho bisogno di tutte le teste calde di Daegu, strafatti o meno- guardò un orologio -hai meno di tre ore per renderti presentabile e ti abbiamo aspettato fin troppo!- sapevo che sarebbe stata una dura giornata, di non essere in forma, e nella mia testa c’era la goccia.
Chi è Kyuss?
- Un testimone oculare impegnato in una testimonianza scomoda (6%)
- Un detective/poliziotto con problemi di droga ed un passato burrascoso (75%)
- Un ricettatore malavitoso dei bassifondi, un informatore ed un ladro (19%)

05/08/2026 at 18:48
Noooo, incredibile! Questo racconto è stato scritto dopo 13 anni dall’inizio della storia!
Piacere di leggere il tuo lavoro, sono un chimico e la fantascienza mi intriga, al momento mi sono incastrato nel Cyberpunk.
Ho votato per il continuo, è viva.
Ho guardato il tuo stile fra passato e presente, Al momento il tuo stile è scorrevole e fortemente in prima persona, con un taglio confessionale che rende immediata l’immedesimazione nel protagonista. La narrazione alterna ricordi romantici e dettagli di worldbuilding cyberpunk senza perdere il filo emotivo. Il finale imprime una svolta inquietante, trasformando una storia d’amore in un mistero dal sapore distopico e psicologico.
Il primo brano è più intimo e malinconico: ti soffermi sui ricordi, sui sentimenti e sulla figura di Bekka, lasciando che il worldbuilding faccia da sfondo alla vicenda. Il ritmo è lento e contemplativo, costruito sulla nostalgia e sul mistero della scomparsa.
Il secondo, invece, è molto più cinematografico e sensoriale. L’incipit con la goccia cattura subito l’attenzione, la narrazione procede a scatti, con frasi brevi alternate a periodi più lunghi, e trasmette il disorientamento fisico del protagonista. Il lettore viene immerso immediatamente nell’azione anziché nei ricordi.
Ci vedo un miglioramento di stile.
A rileggerci!
09/08/2018 at 11:54
Ciao Tgpits, non so quanti dei tuoi vecchi lettori sono ancora vivi. Io nel 2013 non sapevo nemmeno dell’esistenza di theincipit. Certo un ritmo così, ehm, comodo rischia di scoraggiarli i lettori. Io però sono uno che non si scoraggia facilmente e ho deciso di leggerti e di provare a seguirti. Solo promettimi di provare ad accelerare un po’ (un ritmo giusto, a mio parere, è un episodio ogni 7/10 giorni).
In merito al racconto ti dico subito che è scritto bene (il che vuol dire che si può fare meglio).
Lavorare in riduzione aiuterebbe tanto a mio modo di vedere. Trovo che lo stile e la scelta della narrazione in prima siano funzionali all’atmosfera hard-boiled del 3000 che ti eri ripromesso, presumo, di creare.
Per mio gusto personale non amo molto l’andare oltre la quarta, nemmeno quando il genere lo giustifica.
Ma è più un problema mio.
Più che Asimov a me è venuto da pensare a un mix Willeford/Dick.
Però la penna nel taschino nel 3000 anche no, dai…
Non so se hai letto qualcosa sul sito di recente, però quello davvero bravo nel genere qui su theincipit è un certo Jaw.
Non ha racconti in corso al momento ma recuperare qualcosa di suo e, magari approfittarne per elemosinargli un parere, non sarebbe una cattiva idea.
Io scrivo gialli e ho un racconto in corso.
Se ti va di passare sei il benvenuto.
09/02/2015 at 16:12
eccomi qua 😀 bel racconto!
secondo me ha investigato su uno dei fondatori.
Ti aspetto da me se vuoi ^^
02/08/2018 at 13:31
mammamia, ho impiegato tre anni per scrivere un altro capitolo…. 🙁
09/03/2014 at 14:39
Si è opposto per la donna che amava 🙂