Benedictus

Dove eravamo rimasti?

Quali potevano essere i piani dei cosiddetti Silenti? Uccidere il Papa perché sapeva troppo. (67%)

La vendetta, dentroErano passati quasi due mesi dalla morte del fratello.
Miguel si era abituato all’idea di portarlo sempre con sé. Dentro, in un angolo. Un piccolo paradiso, intimo, privato.
Spesso la notte, tra sogno e realtà, ci parlava …
Si sceglievano sempre angolini stupendi.
A volte sulla spiaggia, proprio sul bagnasciuga, altre, mentre si affacciavano da panorami mozzafiato, su vette sconosciute.
Quell’interiorità segreta, fantastica, faceva da contrappasso alla vita quotidiana di Miguel. Quella, non era un inferno ma una piatta visione monocromatica, grigia, dell’esistenza.
C’era un solo colore che avrebbe potuto rompere quella monotonia … l’unico che Miguel anelava: il colore rosso, il colore del sangue.
L’uomo aveva lasciato il servizio militare … si era sospeso, con grande disappunto dei suoi superiori.
Un ragazzo sveglio, svelto, capace di combattere sul serio, era una perdita per i servizi. Tutti speravano che il livore per la morte del fratello si spegnesse il più presto possibile.
Miguel, nonostante avesse da poco passato la trentina, aveva partecipato a missioni al limite della sopravvivenza … aveva conosciuto la paura ma anche il sapore del sangue. Uomini così erano decisivi nei momenti di reale attività.

Il maledetto vescovo De Pinedo era morto: il cane!
Un incidente di merda, due settimane in coma e poi, la fine.
Onorato, se l’era svignata alla chetichella, dopo una vita da porco. L’odore di pedofilia lo aveva a stento scalfito… erano i giorni della catastrofe per la Chiesa: stava venendo fuori tutto il sottobosco del potere “celeste”. Gli intrighi dello IOR, i festini della corruzione, le coperture, gli scandali.
Le gole profonde non si contavano; persino il Papa ne era stato travolto, tant’è che si era dimesso, con una scusa banale.
Miguel per oltre un mese, ci aveva visto nero … aveva coltivato nel cuore la vendetta e, vedersela negata, gli aveva procurato uno stato di prostrazione.
La sua forza di carattere, la sua determinazione, si scaricavano, senza fare danni, contro un muro di gomma.
Qualsiasi sua azione, sarebbe stata talmente incomprensibile, da risultare del tutto vana. Poi … l’illuminazione.
Si era dedicato con pazienza certosina al nuovo progetto. E, miracolosamente, le cose si erano messe al meglio, dal suo punto di vista.
Il papà dimissionario, nonostante tutto, era ancora un personaggio di primissima importanza e, visto che, stranamente, il conclave continuava a non emettere un verdetto positivo, la sua notorietà non era stata minimamente scalfita, anzi.
Fedeli e non, vedevano in quella “impossibilità” di proclamare un nuovo pontefice, come un segno conturbante, forse addirittura divino.
A Castel Gandolfo, nella residenza estiva, l’ex-santità era troppo isolato, per essere accostato senza destare l’allarme della sua milizia.
Ora tornava a Roma.
Nella Città del Vaticano, a pochi metri dal caos della metropoli, Celestino VI, si sarebbe dedicato a una vita semplice e ritirata e, soprattutto, sarebbe stato, in sostanza, senza una vera e propria difesa organizzata.
Nonostante tutto, per forza di cose, passava in secondo piano.
Un nuovo Papa sarebbe stato conclamato da un momento all’altro: era certo.
Per Miguel, quell’interregno, rappresentava il momento migliore per agire.
Non era deciso a uccidere ma era pronto a farlo, se necessario.
Il mondo si sarebbe dovuto ricordare di suo fratello. Avrebbe vendicato lui e tanti altri giovani, violentati da un sistema marcio e bugiardo.
Non aveva deciso di uccidere… però, era pronto a morire!
Controllò accuratamente le notizie: il vecchio papa, sarebbe ritornato a Roma il giorno dopo.

Abelis, all’anagrafe Alberto Russo, aveva compiuto diciotto anni solo due anni fa e, da allora, era la prima volta che tornava “all’orfanotrofio”.
Ci tornava volentieri, era cresciuto lì, in quel piccolo paradiso. Però una punta di amarezza gli trafisse il cuore, sapeva già che non vi avrebbe trovato suo fratello, Cosimo. Lui era stato adottato anni prima…

Miguel riuscirà nel suo progetto criminoso?

  • Le cose prenderanno una incredibile piega (67%)
    67
  • Non ci riuscirà, verrà bloccato dai Silenti (una setta segreta) (33%)
    33
  • Ci riuscirà e la cosa finirà in tragedia (0%)
    0
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25 Commenti

    • Grazie, credo che le tre risposte siano “truccate”: in realtà potrebbero tutte essere complementari nei prossimi capitoli. Lo ammetto.
      Però di certo daranno inclinazione… al gioco.
      Grazie …
      PS Biografia? Mi sfotti è? 🙂

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