Corpi di porcellana

Dove eravamo rimasti?

Ric e il padre.... Ric esorta il padre(investigatore privato in pensione) ad aiutarlo con le indagini....e insieme riaprono dei casi irrisolti.... (86%)

Ritorno al “passato”C’era qualcosa che non funzionava in tutta la faccenda ma nessuno mai era riuscito a trarre conclusioni sensate.
Villette, paese apparentemente tranquillo e sereno, nascondeva non pochi segreti.
Ric aveva seguito le orme del padre diventando investigatore, e come lui era rimasto intrigato da un caso che nemmeno il padre era riuscito a risolvere.
Ora padre e figlio si trovavano alla stessa scrivania a scartabellare articoli di giornale, vecchi di vent’anni, alla ricerca di qualche informazione utile.
Ric era frastornato, le notizie erano tante e tutte in contrasto tra di loro.
Non riusciva a trovare collegamenti utili.Dopo tre ore di ricerca decise che era ora di rivedere il loro piano di indagine…dovevano partire dal presente;da ciò che era accaduto a Giò.
Quello era il loro punto di partenza.
Ric si stropicciò il viso…
“Pa…dobbiamo partire da Giò”
Carlo guardò il figlio in volto e si rivide in Ric.Aveva le sue stesse espressioni, era fiero del figlio.Profondamente.
“Ric…Lo sai come lavoro.Sai anche che parto sempre dal passato per arrivare al presente. mi aiuta a pensare e capire la cronologia dei fatti”
“Pa, ascolta forse se andassimo in ospedale la madre di Giò ci può dare delle informazioni utili..”
“bhè…Ric, in effetti non hai tutti i torti”
“Dobbiamo essere discreti e non far trapelare a nessuno su ciò che stiamo investigando.Credo che non farebbe bene a nessuno, e poi le famiglie delle vittime sarebbero nuovamente nel mirino della stampa.Questo non è un caso facile.Anzi dovremmo andarci con i piedi di piombo”
“Prendiamo la tua Ford o il mio Maggiolone?”
“Maggiolone?”
“Certo che due tizi su un Maggiolone giallo….”
“Vorresti dire che diamo troppo nell’occhio?”
“No no… figurati…saremo….discreti..sicuramente…”

L’ospedale era un edificio vecchio di circa 30 anni.Tutt’altro che recente, nonostante ciò conservava la sua dignità.
L’odore dell’antisettico era ovunque,penetrava nelle narici.I reparti erano tutti uguali con le porte in alluminio fredde e grandi.I colori delle pareti non aiutavano a dare calore, l’azzurro-verde era lo sfondo di ogni parete.Padre e figlio presero le scale, entrambi odiavano gli ascensori…posti angusti, troppo metallici, troppo chiusi.
Una volta arrivati al reparto Ric vide sua madre, ebbe una stretta al cuore, aveva uno sguardo vitreo, gli occhi erano arrossati.
Rosa Bianco invece era sconvolta ma vigile, accolse entrambi con un abbraccio.I convenevoli erano di rito ma in questo caso il silenzio scese molto velocemente e i discorsi, le parole, i dialoghi si bloccarono.Nessuno sapeva più cosa dire.
Erano tutti in sala d’attesa.La stanza di Giò era a pochi metri di distanza.
Tutti immprovvisamente notarono un veloce via vai di gente.
La madre di Giò trasalì, un medico con una infermiera uscirono frettolosamente dalla stanza di Giò e cercarono Rosa Bianco con lo sguardo.

La scoperta fu macabra.
Sul letto di Giò c’era un contenitore cilindrico trasparente con all’interno un piccolo pezzo di carta.
Non c’erano parole solo un disegno.
Una ROSA dipinta di BIANCO.
Della ragazza nessuna traccia…
Rosa Bianco era pietrificata…
Giò…

Dov'è Giò??

  • Giò è stata rapita.. (83%)
    83
  • Gio è morta.. (0%)
    0
  • Giò è fuggita... (17%)
    17
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