il gioco delle tre carte

Sembra quasi una vacanzaOdio i silenziatori.
Con i silenziatori cambia tutto.
Non sembra che qualcuno abbia sparato.
La vedi cadere a terra in silenzio, sembra che sia stata colpita da un pugno invisibile.
Dico solo che non c’è il giusto feedback, ecco tutto.

Richiudo la flight case che contiene l’M24 con con un sorriso storto
e l’autoctono che mi ha accompagnato in questo stanzino sembra aver notato il mio disappunto.

“Che c’è amigo, non va bene? Posso procurarne uno più potente ma mi ci vorrà qualche giorno…”
“Andrà benissimo, per quello che devo fare. Caricamelo sul cassone.”

C’erano solo due auto al noleggio dell’hotel, una Yaris e un pick-up Toyota. Non si sono mai visti sicari con una Yaris.
Rientro nel salone del bar, ordino una coca e mi siedo su una panca all’esterno. Guardo la strada e penso a questo lavoro.
Il contatto è avvenuto quaranta giorni fa, tramite internet. Utilizzo ancora un servizio di posta su dei server russi nascosti chissà dove,
un piccolo favore in cambio dei quindici anni passati nei Vympel.
L’oggetto dell’email era chiaramente una cazzata, giusto per riempire uno spazio.
“Il gioco delle tre carte” per poco non lo scambiavo per spam.
Il messaggio riportava un punto su una mappa vicino ad un lago e una foto. E le coordinate di un conto.
Una volta appurato il committente e il dinero ho preso un aereo e sono arrivato qui.
Ho incontrato questo tizio, quello del fucile. Mi porta le valige, mi accompagna in albergo e mi fornisce quello che mi serve.
Il classico scagnozzo “tutto-tu-vuoi”.

Ripenso.
Dev’esserci qualcosa di strano, di particolarmente incasinato che ancora non riesco a mettere a fuoco.
Sarà che ancora non è arrivato il dossier completo, sarà che non ne so molto.
Sarà che senza dettagli sembra così semplice, ordinario quasi.

Sì, solitamente quando sembra facile poi arrivano i casini.
Il dubbio che non riesco a levarmi è perché abbiano ingaggiato me. Certo magari non sono il migliore della piazza, ma diciamo che che sto comodamente nei primi dieci.
E dubito che i nove sopra di me fossero tutti impegnati…

Ma per un’eliminazione di questo tipo bastano tre ragazzi del posto strafatti di colla.
Costano un millesimo il mio ingaggio e ridurli al silenzio ha lo stesso rapporto di facilità.
Nonostante abbia solo un segno su una mappa e una foto ho voluto comunque farmi portare un fucile di precisione, non mi piace stare con le mani in mano.

Riguardo la foto, sembra una ragazzina. Avrà non più di 25 anni. Brutta, non c’è dubbio.
Non è sempre come nei film, che le vittime femmine hanno il visino angelico, una vita fatta di unicorni e arcobaleni
quando un giorno un bruto senza cuore arriva e distrugge il loro paradiso.
Oddio, nel mio caso non è sempre così tranne che per la parte del bruto.

Aspetto una mezz’ora osservando il viavai di Main street, l’aria che arriva dal lago è fresca, me la godo.
Con calma rientro all’Hotel Entre Rios che non è niente male, le stanze sono pulite e luminose.
Bravo “tutto-tu-vuoi”!
Entro in camera.

Chi c'è in camera?

  • nessuno (40%)
    40
  • una donna (40%)
    40
  • un uomo (20%)
    20
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