Il Lamento del Lago

Vacanze d’autunnoJaden guardò fuori dal finestrino e sbuffò. Erano passati dai grandi palazzi grigi -ai quali era abituato fin da quando era piccolo- ai dorati e vasti campi coltivati. Ma erano già trascorse un paio d’ore da quando erano saliti sul pullman, perciò si stava cominciando a stancare del paesaggio.
«Jaden, che c’è?» domandò una voce squillante.
Il ragazzo si allontanò dal finestrino e fissò il volto pallido e paffuto della sua amica Helin.
«Quando arriviamo?» chiese a sua volta, lanciando uno sguardo verso il corridoio che divideva in due il pullman.
«La Menphis ha detto che in cinque minuti saremo lì, non sei contento?» replicò lei.
«Ah, Helin, lascialo stare. Sei noiosa» intervenne la voce roca di un ragazzo, che Jaden riconobbe subito.
«Otto!» esclamò Jaden, tirando una pacca sulla spalla all’amico. Otto era stato il suo primo amico delle scuole superiori ed erano ormai due anni che facevano gruppo.
Helin non sembrava troppo contenta di essere stata interrotta, ma in quel momento, spuntò la professoressa Menphis. «Siamo arrivati, ragazzi! Prendete le vostre cose e scendete» annunciò con voce altisonante mentre si sistemava gli occhiali sul naso.
Jaden lanciò uno sguardo dal finestrino e vide che il paesaggio era cambiato di nuovo. Ora si trovavano sulle sponde di un lago immenso e quasi nero, le cui deboli onde sembravano in grado di risucchiare e portare sul fondo tutto ciò che gli fosse capitato sotto tiro. Mentre fissava intensamente le acque torbide, intravide qualcosa che si muoveva nel lago. Con una strana sensazione che gli annodava lo stomaco, Jaden distolse lo sguardo e seguì i suoi compagni giù dal pullman.
«Seconda effe! Mettetevi in fila e vedete di non cadere nel lago. Non ho voglia di tuffarmi per venire a prendervi. Ah, Jaden, chiudi la fila» disse la Menphis, cominciando a camminare su una striscia di terra che emergeva dal lago.
Il sentiero di terra umida proseguiva per mezzo chilometro, fino a una sorta di isolotto ricoperto da diversi alberi secchi e neri. Jaden aggrottò la fronte, incredulo, quindi chiuse la fila dei suoi compagni. Dopo un solo istante, Otto si trovava già al sui fianco.
«Sì, anche secondo me è un posto un po’ strano per una gita…» constatò Otto, come se potesse leggere nella mente dell’amico. «Ma, a quanto pare, in questo lago ci sono delle specie di pesci che in altri laghi non esistono».
«Wow, Otto, sembra che tu sappia molte cose» lo interruppe Helin -che i due ragazzi non avevano nemmeno notato. <Ma quindi fai solo finta di essere un idio…».
Ma la ragazza non riuscì nemmeno a finire la frase, perché, scivolando su un largo sasso bagnato, finì lunga distesa sulla pancia, con le gambe immerse fino alle ginocchia nell'acqua scura.
«Helin!» scattò Otto, afferrandola per un braccio. «Aiutami, Jaden!».
Jaden fece passare lo sguardo da Helin all'acqua scura e, in quell'istante, un brivido ghiacciato gli risalì la schiena, facendogli rizzare i capelli sulla nuca.
Tra le onde, che le gambe di Helin avevano generato, vide una mano ossuta e grigia che stringeva la caviglia della sua compagna.
Con il sangue gelato nelle vene, Jaden cercò con lo sguardo a chi appartenesse quella mano, ma non riusciva a vedere attraverso l'acqua mossa e sporca.
«Jaden! Che fai? Aiutami!» gridò Otto, strappando l'amico dallo stato di paralisi nel quale stava lentamente scivolando. Jaden scosse la testa e, afferrato l'altro braccio di Helin, aiutò Otto a tirarla fuori dall'acqua.
Una volta che la ragazza fu sana e salva, Otto si lasciò sfuggire una breve risata, seguito dopo un attimo da Helin. Jaden, invece, tornò a fissare l'acqua scura del lago. Non poteva essersi immaginato tutto. Quella mano era così… Reale.
Voltandosi verso Helin, che era ancora seduta sul terreno umido, guardò con attenzione la sua caviglia. Il cuore di Jaden si dimenticò di battere per un momento.
Sulla pelle candida della sua compagna, appena visibile ma ben delineata, si trovava l'impronta di una mano scheletrica…

Cosa farà Jaden, dopo l'inquietante scoperta?

  • Deciderà di tenere tutto per sé, per non essere scambiato per un pazzo, e comincerà a indagare per conto suo. (59%)
    59
  • Dirà ai suoi amici quello che ha visto, loro gli diranno di riuscire a vedere l'impronta sulla caviglia di Helin e, da quel momento in poi, i tre indagheranno insieme sull'accaduto. (18%)
    18
  • Dirà ai suoi amici quello che ha visto, ma loro gli diranno di non riuscire a vedere nulla sulla caviglia di Helin. Così, Jaden inizierà a indagare da solo, combattendo con il dubbio di essere impazzi (24%)
    24
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279 Commenti

  • Oh eccoci alla fine! E’ andata come mi ero aspettato, quindi sono soddisfattissimo 😀
    Bravo, non era facile portare a compimento un racconto come il tuo, chiudendo il cerchio degli eventi, con una struttura così rigida..
    In bocca al lupo per altri progetti, in attesa del tuo prossimo racconto spero di continuare a sentirti come lettore 😀

    • Per la trasformazione lascio spazio alla libera interpretazione… Io avevo pensato alle creature del lago come spettri con una questione in sospeso, quindi bloccati nei loro corpi bruciati… Però potrebbe essere qualcos’altro!! 🙂

      Per quanto riguarda TheIncipit non so… Penso che dedicherò un po’ di tempo a un libro che sto cercando di scrivere! Ma magari in futuro tornerò a scrivere qui. Di sicuro non a breve 🙂 Grazie ancora per aver seguito tutto il racconto!!

  • Se era un piano prefissato trovo che sia più coerente che accada qualcosa che Timothy poteva prevedere.. cioè l’intervento delle creature del lago! Poi l’immagine dei fratelli che alla fine muoiono insieme, uno mostro l’altro colpevole di non averlo fermato prima, mi piace parecchio 😀

  • Timothy trascina Jaden nella botola.
    Parla dolcemente alla “creatura assassina” e svela così il “mistero del lago”.
    Jaden è prossimo a una fine orribile.
    Non c’è scampo.
    Ma Otto è ancora lì nascosto e ha sentito tutto.
    Riuscirà a trovare una via d’uscita per salvare se stesso e l’amico ?
    A te l’arduo compito di stupirci ancora una volta…

  • indica a Jaden un accesso alternativo

    è il capitolo più bello (fino ad ora)
    ti trascina in un vortice di emozioni forti e ti fa nascere una grande curiosità
    questa volta, più di altre, una pagina è proprio poco…
    bello, molto bello !

    • Hahaha! Mi sa che mi leggi nella mente 🙂 Anch’io avevo pensato a uno sviluppo simile… Comunque vediamo quale opzione vince (visto che ora ce ne sono due in pareggio!), così capisco come orientarmi per il prossimo capitolo!

    • E allora vedremo di seguire le dritte di Hollywood 🙂 🙂 Grazie!! Anch’io sono curioso di vedere cosa riuscirò a tirar fuori da questa visione “confusa”… Non potrà rivelare tutto, ma forse Jaden riuscirà a vedere in che modo sono morti i ragazzi 😉

  • Voto per la visione. Il racconto prosegue su standard ottimi, l’unico punto interrogativo riguardo le sensazioni di paura descritte: potrebbe essere meglio omettere i battiti del cuore, il cuore in gola ecc.? Me lo chiedo sempre, una risposta certa non la trovo, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.
    Complimenti e al prossimo capitolo!

  • eccomi! scusa il ritardo! mi piacciono questa doppia via di indagine! In questo capito lo ho avvertito atmosfere simili ai film con Michael Myers! sono curiosissimo di vedere la sala di tortura nascosta nel sottosuolo 😉 (bello il particolare degli occhi bucati con gli spilli, da piccolo lo facevo anche io alle foto di mia sorella XD)

  • Jaden segue l’assassino e Otto trova l’autista morto
    mancano 4 capitoli
    mi piacerebbe che riuscissi nel difficile compito di complicare ulteriormente le cose ma anche di seminare altri indizi…per preparare il gran finale…

  • Entra nella stanza senza farsi vedere; questo comunque non preclude il fatto che qualcuno o qualcosa possa aver capito dove si trovi Jaden.
    Bussare significherebbe fargli sapere di essere stato localizzato: non lasciamogli questo vantaggio.

  • Entra senza farsi vedere! un colpo in testa mi sembra “un classico”, e la bussata lo metterebbe in un vicolo cieco, voglio che rimanga dentro con l’angoscia di aver lasciato Helin alla mercè di un nemico!!
    (cmq come avevo previsto votando chino su di lei hai giocato sull’equivoco! :D)
    bello il nome Timothy!

  • Di primo acchito avrei votato per il proprietario chino su Helin, ma la felpa abbandonata sul letto crea più suspence……..
    P.S. Il lago mi affascina da quando ascolto Davide Van De Sfroos, noto cantautore proveniente dal lago di Como di cui narra, nelle sue canzoni, storie e leggende.

  • Subito ritmato e coinvolgente. Scorrevole e ben scritto. Mi piacerebbero più elementi misteriosi e indefiniti che incuriosiscano e pian piano si annodino tra loro. Più facile a dirsi che a farsi.

  • Accidenti! Indeciso se votare per un proseguimenti più horror o thriller. Sono un po’ pentito di aver voluto farla trascinare nel lago. Comunque mi piace molto. I dettagli dell’ostello creano un’atmosfera che mi piace davvero tanto. Spero accada qualcosa di terribile là dentro 😉

  • allora per essere coerente voto per l’indizio che vede solo lui, anche perchè in questa fase iniziale mi dispiacerebbe veder sparire già un personaggio spalla come helin, e poi sono curioso di qualce indizio potrebbe dare un morto bruciato 🙂 (e ho anche l’impressione che sia la tua scelta preferita)

    • Grazie! Anche se in realtà non è che io abbia una scelta preferita 🙂 Cioè votate liberamente, davvero, anche perché è persino più divertente se devi continuare da un punto che pensavi non avrebbe scelto nessuno! Grazie ancora per il voto 🙂

  • wow, bell’incipit, mi piace… c’è già abbastanza terrore da voler andare avanti a leggerlo 😉
    e anche la prima domanda è subito interessante, perché lasci grandi possibilità di gioco a noi lettori!
    ho riflettuto molto ma alla fine ho deciso che si tiene tutto per sè, non vuole essere preso come un pazzo, ma di certo si verificherà un secondo episodio terrificante da fargli dire subito tutto agli amici

    welcome to the incipit! 🙂

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