Il libero arbitrio

Dove eravamo rimasti?

Cos'è la libertà? Un nuovo inizio. (42%)

Ecce HomoIo sono il Destino. Ogni cosa si conclude e ha il suo fine nella mia presenza. Chi incrocia il suo cammino col mio, ne è risucchiato e preso: sono il centro esatto di questa Storia, ed ogni cosa ruota attorno a me.
Io sono l’Idea. Sono la verità, l’inizio e la fine. Senza di me, non ci sarebbe nulla da pensare, nulla da discutere o da ammirare, o a cui attribuire un senso. Con me, tutto acquista sostanza.
Io sono il Tutto. In questa realtà, solo io esisto, e tutto il resto è solamente mia emanazione, è solo riflesso di me. Ora che ne ho la consapevolezza, potrei plasmare la realtà a mia immagine, appagare i miei desideri, ed essere Dio e despota.
Ma nulla di questo per me ha davvero importanza. Perché quaggiù solamente io sono veramente, e non può che essere così. Non è questo che desidero.
Ciò che voglio, è essere indifferente alla mia stessa sorte: non un dato di fatto, ma una possibilità; non ciò che doveva ed è, ma ciò che anche poteva essere. Se l’Autore mi ha fatto solo comparsa, poco importa essere più rilevante delle altre: per quanto strana o interessante, non sarei altro che una figura comunque sostituibile, e le mie azioni non avrebbero rilevanza, perché già decise, già determinate.
Ciò che io liberamente voglio essere, è un nulla. E proprio dall’essere un nulla, verrà la mia libertà.
Poter scegliere, e non essere scelto; sapere di poter sbagliare, e cercare di non farlo. Che merito avrebbero altrimenti, le mie azioni?
Non voglio ricominciare, né vedere altri mondi. Non voglio cambiare il futuro. Voglio essere sicuro che quello che ho scelto, nel bene e nel male, è veramente opera mia. Dalla libertà che mi è stata donata, voglio l’ignoto. Voglio la curiosità senza motivo, la gioia della sorpresa, l’azzardo da evitare, l’uomo senza nome che osserva dalla tenebra, ma che ha un nome da nascondere, voglio ciò che cova e dorme nello squarcio, a metà tra questo mondo e l’altro, l’inspiegabile e l’estemporaneo che fanno capolino nel mondo perfettamente razionale, e lo fanno diverso e sorprendente.
Non il mondo esterno di tutti i giorni, io desidero, ma un portale antico come quello che qui ho intravisto, coi suoi gradini di marmo, alti, immensi, che scendono verso l’abisso in un tunnel mal riposto, nell’oscurità, oltre i confini della città, dalla piazza dove splende il sole.
La ragione, i limiti di spazio e tempo, tutte le difficoltà della vita che sta al di là. Questo, e tutto il resto.
E per averli, devo prima fare in modo che la mia stessa esistenza non sia completamente composta da quelle stesse cose che vado cercando, e di cui altrimenti mi annoierei.
Amici miei, Osservatori, ho preso la mia decisione: ho rinunciato alla mia Storia, ai miei ricordi, alle tresche, agli amori, ai pensieri poetici e a tutto quanto. Sto per andarmene via, lontano dai vostri sguardi. Scomparirò, e sarò parte irrilevante di un universo che non è stato fatto per me, e che tuttavia potrò far mio: l’Autore mi ha assicurato che un posto del genere esiste davvero, fuori dal suo dominio, e mi condurrà con lui verso quella meta…
Forse, una volta arrivato lì, diventerò anch’io un Osservatore come voi. Magari anch’io mi divertirò a leggere (e forse anche a scrivere) delle cose straordinarie e terribili che nessuno ha, e che finzioni come me hanno in mondi artefatti. Quando lo farò, sarò forse capace di restare stupito di fronte ad essi e, ascoltando la voce di tanti Autori diversi dal mio, vedrò realtà a me e a lui sconosciute, e saprò così di non essere solo, e che c’è altro all’infuori di me. Dovrò lottare ogni giorno per dare senso alla mia vita, senza che nessuno sia disposto a farlo per me, ma varrà davvero la pena farlo.

Questa è la mia volontà, amici miei, questa la mia scelta.
Dopo che me ne sarò andato, ogni cosa sarà diversa: prenderò in mano la mia vita e farò quello che veramente voglio, anche se ancora non ho idea di cosa potrei volere, o se varrà la pena volerlo.
Ma l’importante è che potrò io stesso deciderlo.

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130 Commenti

  • Bravo Andrea, questo finale mi è proprio piaciuto. Avevo sospettato della piega che avrebbe preso il racconto già a partire dal terzo-quarto capitolo (conoscendoti, se non fosse stato così, mi sarei preoccupato), anche se devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di un tantino diverso. Magari è colpa della struttura del sito, ma come mai hai deciso di andare così lontano dal tuo stile classico?

  • E’ assolutamente la migliore storia che ho letto su questo sito, davvero, mi hai coinvolto fin dalla prima pagina, dopo due ho smesso di leggere parole, ma vedevo immagini, ascoltavo pensieri. E nell’ultimo capitolo quel colpo di scena è esploso, nonostante sia sorprendente è in assoluta armonia con la storia. Ho molto da imparare da te.

    Ps peccato dover concludere la storia con un unico capitolo, ne leggerei altre 10

  • Concordo che il racconto ha preso una piega inaspettata. Questo significa che l’idea del sito ha raggiunto il suo scopo, ma soprattutto significa che possiedi la capacità di plasmare la penna seguendo il tuo istinto. Aldilà della storia , mi piace soffermarmi sul tipo di scrittura e sul lessico. Il tuo ha quasi una vena poetica ed emotiva. Ti leggo da lontano senza intrufolarmi nella storia. Qualunque sia l’indirizzo che daranno i lettori troverai la strada giusta.

  • Devo dire che mi hai proprio incuriosito, con questo cambio inaspettato. Ho una mezza idea di cosa stia succedendo, a dire il vero… ma prima di espormi voglio aspettare il nono capitolo.
    Per adesso, ho votato per farlo parlare.

  • E’ vero che la fretta è una cattiva consigliera, ma è anche vero che spesso dobbiamo seguire il nostro istinto. Quindi dopo aver riordinato i pensieri io lo farei agire, cioè
    chiarire il suo Ottellesco dubbio. La tua penna scivola , non trattenerla , lascia che
    esegua voli pindarici e ci stupirai!

  • Direi che il nostro amico sta scaldando i motori, infatti l’atmosfera si fa densa d’attesa.
    L’abbiamo lasciato in preda ad una sorta d’agitazione, come se dovesse fare qualcosa
    d’urgente. Io terrei al caldo il padre di Emma in attesa di riprenderlo al momento opportuno, manderei il baldo giovane in città ad escogitare qualche colpo di scena.

  • Che dire? M’è piaciuto molto!
    Ora però sono molto indeciso su cosa far fare al protagonista..da un lato mi verebbe voglia di farlo tornare nel treno e al diavolo Emma, ma dall’altro..Ohibò, voto per il ritorno nel vagone e vediamo che succede!

  • Maledetto Facebook, ho visto il link adesso. Era nascosto sotto la montagna di altre stupidaggini che mi hai inviato. XD
    Però così non va bene, ti sei scritto il solito polpettone melenso. Te devi farlo divertire a quel ragazzo. E a tale proposito: dai ciccio, falla nera la Ilenia! XDD
    Ma poi va a finire che dobbiamo mettere il bollino rosso, vero?

  • Wow, fin’ora il racconto era così calmo! Adesso invece sembra che tutto stia collassando su se stesso: non mi meraviglia che Protagonista (visto che non ha un nome, lo chiamerò così da ora in poi) sia così confuso!
    Però penso dovrebbe riaversi un poco e rientrare sul vagone… non è che sia interessato a vedere come sia fatta questa fantomatica Ilenia o cosa sia successo tra lei è Protagonista (no, non mi intriga per nulla l’idea di ficcanasare nel loro rapporto passato, no no), ma penso che se anche lui seguisse il padre di Emma o tornasse a cercare direttamente lei non ne verrebbe niente di troppo costruttivo.

  • Dunque, dunque, dunque…. il ragazzo (così appare) sembra non volersi esporre.
    E’ cauto. Forse già un pensiero gli gira per la testa, ma non sembra un tipo deciso
    quindi, rimanendo coerente alla sua personalità direi che lascia cadere il discorso.
    Ci sarà forse un’altra occasione inaspettata per scoprire chi è.

  • La tua biografia ha un non so che di inglese. Mi ha ricordato un po’ “Tre uomini in barca”!
    La parte dove il protagonista ricorda i suoi viaggi in treno mi fa tornare in mente il mio rapporto conflittuale con i viaggi in pullman… la storia mi incuriosisce molto e devo dire che sono combattuta su cosa scegliere, ma credo che voterò per fargli origliare i discorsi della ragazza con gli occhiali!
    Aspetto il seguito 🙂

  • Mi piace questo ritmo rassicurante, anche se rimane l’attesa della rivincita su Emma.
    Direi che l’incontro con l’anziano signore possa apportare una nota più interessante allo svolgimento della trama, senza cadere nel banale incontro con la sconosciuta di turno.

  • Scritto davvero bene, complimenti! Mi sono ritrovata già alla fine senza neanche accorgermente…

    I mezzi di trasporto mi hanno sempre affascinata e in questo primo capitolo me lo hai ricordato 🙂

    Per me offre il posto all’impiegata..

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