Il mio nome è…

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade a casa di Giovanna? Giovanna, l’amante di Raffaella, lo obbliga a travestirsi (47%)

La camera dei giochiCome diavolo sono finito in questa situazione? Non può essere vero! Esatto, deve di certo trattarsi di un brutto sogno. Se all’inizio potevo ritenere questa improvvisa svolta stuzzicante, ora mi sento come un agnellino il giorno di Pasqua. I lacci di cuoio mi segano i polsi e le borchie dei pantaloni m’irritano la pelle. È come indossare carta abrasiva dentro una sauna finlandese, una cosa che non augurerei nemmeno a Giorgio, nonostante sia stato lui a portarmi a tale condizione: un Ken umano per due vogliose squilibrate.
“Prendo la macchina fotografica.” Le parole di Giovanna, appena sussurrate a Raffaella, mi stridono nelle orecchie. Macchina fotografica? Stanno scherzando?
“Non voglio nessuna macchina fotografica!” impreco, strizzando gli occhi per vedere qualcosa nella stanza semibuia. Mi avevano trascinato in casa con la scusa di prendere un tè caldo. Visto il mio stomaco sotto sopra non poteva che farmi bene, aveva ipotizzato il mio malefico capo. Di certo, il fatto che Giovanna ci avesse accolti con indosso un completino “cuoio e frusta”, pagina 27 di PostalShopping, avrebbe dovuto farmi scappare a gambe levate. In realtà in quel momento c’erano altre parti che ragionavano al mio posto, invece della testa.
Giovanna è di fronte a me, un corpetto di pelle nera le copre appena il seno e dei pantaloni in latex le fasciano le gambe scolpite. Mi osserva come se fossi la vittima sacrificale di qualche rito pagano. In effetti, mi pare di essere nel film di Indiana Jones e il tempio maledetto… pronto per essere immolato alla dea Kali.
“Credevo ti piacesse farti fotografare”, mormora salendo cavalcioni sulle mie gambe. Le sue unghie mi percorrono il petto, graffiando la pelle nuda.
“Certo che gli piace, è uno dei nostri modelli più ambiti.” Raffaella raggiunge Giovanna e si siede sul letto. Il suo vestito è scomparso e al suo posto indossa un completino intimo di pizzo nero, visione che non mi lascia per niente indifferente, nonostante tutto. Sento le due donne sghignazzare davanti alla reazione del mio corpo e, certa di portarmi all’esasperazione, la titolare malefica inizia ad accarezzare la sua amica.
È troppo. Il cervello smette di ragionare, ora ci sono solo le loro mani, i lacci che si aprono lasciando libere le curve morbide e le bocche che si cercano. Io sono lo spettatore, quello vestito come il motociclista dei Village People, con un’unica eccezione: non sono gay e sto per esplodere!

“Ehi John!”
“Non si chiamava Robert?”
“No… mi pare fosse John.”
Sento le voci delle due donne sopra di me. La carta vetrata che mi fasciava le gambe è scomparsa così come il letto morbido. Ho la gola irritata e un senso di nausea mi pervade. Quando apro gli occhi, vedo Giovanna e Raffaella inginocchiate al mio fianco, con un’aria vagamente preoccupata sul viso. Muovo le braccia, pesanti come macigni, e trovo camicia e pantaloni al loro posto.
“È stato un sogno?” sillabo.
“Che cos’hai sognato, piccolo depravato?” mi stuzzica Raffaella.
La stanza diventa gradualmente nitida; un lampadario di cristallo è sospeso a mezz’aria e degli stucchi ottocenteschi disegnano grandi fiori sul soffitto. Sono sdraiato a terra e un dolore lancinante proviene dalla mia nuca.
“Non può tornarsene a casa in questo stato.”
“Chiamiamo un’ambulanza?”
“No!” grido. “Sto bene.” Tento di alzarmi ma la stanza riprende a girare e il dolore diventa più vivido.
“Peccato, avrei volentieri approfittato di te stanotte.” Raffaella mi sussurra quella frase a un orecchio, poi tutto si fa nero.

Che cosa succede?

  • Il protagonista si risveglia in una camera sconosciuta, nudo (22%)
    22
  • Il protagonista viene svegliato da un uomo e scopre di essere nudo (33%)
    33
  • Il protagonista si risveglia su una panchina con addosso una tuta da giardiniere (44%)
    44
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