Il mio nome è…

Dove eravamo rimasti?

Che cosa succede? Il protagonista si risveglia su una panchina con addosso una tuta da giardiniere (44%)

Orsetti…Mi duole la testa, di questo sono certo. La superficie sotto di me, ruvida e dura, non aiuta: che cos’è successo al mio materasso? “La prossima volta non mi lascerò tentare dai saldi Ikea”, penso. Cerco il comodino con una mano, nel vano tentativo di spegnere la sveglia ma, invece del piano duro e spigoloso del mobile dal nome impronunciabile, trovo qualcosa che mi punge.
Scatto in piedi, mugolando e stringendo la mano dolorante. La luce mi acceca e quella visione mi lascia basito. Dov’è il mio letto? Dov’è il mio piumino? Sono su una panchina, e il rovo di rose al mio fianco mi ha provocato un’abrasione. Tento di raccapezzarmi, di capire cos’è accaduto la sera precedente, però la mia mente non collabora, ho la testa talmente vuota che sento l’eco dell’unico neurone rimasto che chiede: “C’è nessuno?”
Finalmente capisco da dove arriva il suono: il mio cellulare vibra dentro la tasca frontale della tuta. “Tuta?” scandisco allibito. Mi alzo in piedi e guardo sconvolto la mise che indosso: una tuta verde da giardiniere due taglie più grande della mia e decisamente puzzolente.
“Calma e sangue freddo”, cerco di ragionare, “basta riflettere. Cos’è capitato ieri sera?” Ricordo Giovanna e Raffaella, i loro corpi provocanti e… la caduta! Certo, ero caduto. Ma perché ora sono nel giardino della villa, vestito da giardiniere? Mentre afferro il cellulare, noto la figura che sta avanzando verso di me: un uomo di mezza età, indubbiamente sovrappeso, corre nella mia direzione agitando le braccia. Stringo gli occhi per mettere a fuoco la scena, sono ancora abbagliato e il vialetto mi appare come un insieme di macchie verdi indistinte.
“Brutto bastardo, io ti ammazzo!” Fisso l’uomo come se assistessi a un film, impassibile, senza considerare nemmeno per un secondo che quell’imprecazione, seguita da un turpiloquio non ben definito, possa essere rivolta a me.
“Vuoi forse che ti ammazzi sul serio? Sbrigati!” La ragazza mi afferra un polso e mi trascina via, facendomi oltrepassare un’aiuola di gelsomino. La bocca, ancora spalancata per lo stupore, si riempie di foglie e, solo allora, trovo la forza di parlare: “Che diavolo sta succedendo? Chi sei…”
Non riesco a finire la frase. Inciampo tra le radici della pianta e, senza volerlo, trascino a terra anche lei. Quando riapro gli occhi, sento qualcosa di morbido sotto una mano, sensazione che viene sostituita istantaneamente da qualcosa di molto doloroso. La ragazza mi schiaffeggia e io, a stento, riesco a capirne la ragione; le foglie che mi entrano negli occhi quasi non mi permettono di vedere.
“Dovevo immaginarlo che fossi un vecchio porco!”
“Che cosa?” ruggisco sconvolto. “Ma… chi sei tu? E perché sono in questo posto? Si può sapere che accidenti…” Vengo bloccato un’altra volta. La moretta mi tappa la bocca con una mano e mi spinge la testa in basso.
“Ci tieni così poco alla tua stupida vita?” bisbiglia. In mezzo a quel delirio, le uniche sensazioni nitide sono le sue dita premute sul mio viso, i capelli lunghi che mi sfiorano la guancia e il suo corpo a contatto con il mio, oltre la tuta leggera. Ha un profumo delicato e, in quella sorta d’incubo a occhi aperti, cerco di capire chi sia quella figura e di ricordare per quale ragione mi sembri tanto familiare.
Alcuni flashback appaiono confusi: Giovanna e Raffaella che mi trascinano in una camera, una camicia da notte con gli orsetti, un uomo seminudo e affannato che tenta di ammazzarmi con un coltellaccio da cucina. C’è qualcosa in tutta quella visione di decisamente fuori posto. Mi abbasso ancora di più, finalmente conscio del pericolo che sto correndo, e quella domanda mi esce spontanea: “Eri tu con quella camicia da notte?”
“Di’ una sola parola sulla mia camicia e ti taglio gli attributi al posto di mio padre, stupido!”

Che cosa accadrà?

  • Il protagonista viene acciuffato e portato via dalla polizia (0%)
    0
  • Il protagonista viene salvato e nascosto dal cuoco omosessuale (29%)
    29
  • I due riescono ad arrivare all’auto e a fuggire (71%)
    71
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144 Commenti

  • Io avevo optato per il pianto disperato, ero proprio curiosa di vedere come ne uscivi.
    Ma ti toccherà la scena del vomito mi sa… una bella figuraccia poverino!
    Certo che se i tuoi personaggi maschili potessero metterti le mani addosso, passeresti un brutto quarto d’ora! XD

  • Ah, Lorena, provo a salvarti dal vomito, ma vedo che la percentuale del bacio è bassa…! XD Io l’ho votata perché troverei molto ironico il fatto che, proprio quando può togliersi dai guai e sfuggire alle catene che si è creato, lui si incasina ancora di più, andando a casa di lei, come un cane che si morde la coda.

  • perdonami… capisco che per l’autore sia la più complicata ma l’hai servita su un tappetino.. hem volevo dire un piatto d’argento.
    Del resto dopo quella batosta essere sballottato in un’auto sportiva non è esattamente il massimo

    Ora son curiosissimo di leggere il prossimo

  • Pover’uomo! Penso sia l’unico personaggio dei vari racconti di incipit a farmi tenerezza!è da dargli un abbraccio fraterno e dirgli che andrà tutto bene! Anche se la tentazione di scegliere di farlo chiamare dalla madre è stata troppo forte.Ma sono sicuro se la caverà egregiamente. Va a braccetto col protagonista di “bad karma”! dovreste mettervi in contatto per fare insieme una storia con tutti e due xD

  • Pingback:

  • Sono troppo curiosa di leggere le scuse che si inventa il nostro incasinato protagonista per giustificare a “mamma” la sua visita alla vicina :D!
    La suoneria di “Call me maybe” m’ha fatto morire XD, un simpaticone l'”ex”amico!

  • In quanto autrice puoi decidere pure di sopprimere il protagonista, cosa già vista e mai perdonata in altre tue opere… ma qua lo devi sopprimere in modo divertente per lo meno ;P E cmq sono curiosa di vedere come prosegue la storia di questo “povero uomo” assediato da donne che ci provano…. Con la carestia di figoni che c’è in giro mi pare pure normale che se ce n’è uno tutte si fiondino… 😉

  • Gran calma signori e signore, conoscendo l’autrice si sta solo scaldando… a breve ne vedremo delle belle, ne sono sicura! Solo l’idea di uno che fa il modello di biancheria intima e viene perseguitato da donne assatanate è esilarante!

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