Il mio nome è…

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accadrà? I due riescono ad arrivare all’auto e a fuggire (71%)

FugaAncora sconvolto, mi lascio guidare da lei. Il mio corpo segue in modo automatico i suoi movimenti, si alza di scatto e corre tra le siepi, provando a schivare i rami più spessi. Lei è snella e agile, sembra quasi una bambina vestita con quella maglietta e i pantaloncini corti. Più la guardo, più mi rendo conto che non si tratta del nostro primo incontro: quell’aspetto e quella voce sono familiari.
“Che sia la figlia di qualche amante che mi ha ricattato? Una studentessa alla quale ho dato ripetizioni?” Penso. Non importa, in effetti, l’unica cosa fondamentale, in quell’istante, è fuggire.
Sbuchiamo all’entrata della villa; l’erba si trasforma in ghiaino e all’orizzonte vedo la mia auto. La ragazza si blocca e, cercando nelle sue tasche, recupera un mazzo di chiavi. Le mie chiavi.
“Come diavolo fai ad avere…”
“Sta’ zitto e muoviti!” I suoi occhi verdi mi ghiacciano: è evidente che, qualunque cosa sia accaduta quella notte, lei mi detesti.
Prima di raggiungere la Panda, l’ingresso principale del palazzo si spalanca e la scena diventa ancora più apocalittica. Giovanna, con addosso solo un babydoll semitrasparente, inizia a scendere rapidamente le scale, agitando le braccia. L’omone al nostro inseguimento emerge dalla siepe, ancora più paonazzo di prima. Raffaella, visibilmente scossa, cerca di comporre un numero sul telefonino.
Non capisco niente. Mi sembra di essere stato catapultato in una realtà parallela, dopo aver saltato un pezzo di storia. La ragazzina mi afferra un braccio e mi trascina nell’auto. Mi spinge nell’abitacolo, sul posto del conducente e, subito dopo, s’infila a sua volta dentro, schiacciandomi di lato. Inserisce la chiave nel quadro e mette in moto.
“Sai guidare?” chiedo sconvolto.
“Quanti anni pensi che io abbia, cretino!”
A quel ‘cretino’, mi torna in mente una scena della notte precedente. Ero in una camera sconosciuta con la testa dolente e una nausea terrificante. Sentivo Raffaella e Giovanna parlottare. Avevano continuato per un bel pezzo, poi tutto si era fatto silenzioso, forse mi ero addormentato. Era seguito un risveglio traumatico: l’urlo di una ragazza, la stessa che indossava la camicia da notte con gli orsetti. L’uomo, il padre, era arrivato subito dopo, con un coltello da cucina in mano. Ricordavo la fuga nel parco e la casetta del giardiniere. Lei mi aveva seguito.
“Eri tu nella casetta, ieri notte?” chiedo basito. Mi rendo conto che non è il momento migliore per le domande. La ragazza spinge l’acceleratore in retromarcia e gira l’auto di colpo, facendola slittare sullo sterrato. Metto in fretta e furia la cintura di sicurezza e smetto di pensare, mi auguro soltanto di uscirne vivo.
Dallo specchietto retrovisore, intravedo il padre correrci dietro, Giovanna correre dietro a lui e Raffaella in coda con il cellulare incollato all’orecchio.
“Starà chiamando la Polizia?”
“Chi? L’amica di mia madre? Figurati… c’è una scena così una volta la settimana, se finissero tutti quanti in galera non ci sarebbe più posto per i veri criminali.”
“Tua madre?” chiedo sbraitando.
“Già.” Preme l’acceleratore al massimo e fa una smorfia disgustata, con evidente aria di sfida. “Non ti ricordi proprio di me, non è vero? Troppo occupato a provarci con la mamma?”
Era stata lei ad aprire la casetta e a darmi la tuta. L’immagine del suo viso sorridente torna a poco a poco nitida: quella notte mi aveva aiutato. No. Non solo quello. C’eravamo nascosti là dentro, avevamo parlato di tante cose. Le avevo confidato i miei problemi e il fatto che i miei genitori stessero divorziando. Aveva compreso, ed era stata talmente dolce da non riuscire a trattenermi: l’avevo baciata. Lei, in risposta, mi aveva dato un ceffone così forte da farmi cadere all’indietro, e farmi sbattere nuovamente la testa. Ora ricordavo.
“Perché mi stai aiutando?”
Grugnisce qualcosa e si acciglia ancora di più, senza smettere di guidare come una pazza.

Che rapporto c’è tra i due ragazzi?

  • Lavorano insieme... e “l’idiota” non se lo ricorda (50%)
    50
  • Lei è segretamente innamorata di lui (25%)
    25
  • In realtà i due si conoscono da tempo (25%)
    25
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144 Commenti

  • Io avevo optato per il pianto disperato, ero proprio curiosa di vedere come ne uscivi.
    Ma ti toccherà la scena del vomito mi sa… una bella figuraccia poverino!
    Certo che se i tuoi personaggi maschili potessero metterti le mani addosso, passeresti un brutto quarto d’ora! XD

  • Ah, Lorena, provo a salvarti dal vomito, ma vedo che la percentuale del bacio è bassa…! XD Io l’ho votata perché troverei molto ironico il fatto che, proprio quando può togliersi dai guai e sfuggire alle catene che si è creato, lui si incasina ancora di più, andando a casa di lei, come un cane che si morde la coda.

  • perdonami… capisco che per l’autore sia la più complicata ma l’hai servita su un tappetino.. hem volevo dire un piatto d’argento.
    Del resto dopo quella batosta essere sballottato in un’auto sportiva non è esattamente il massimo

    Ora son curiosissimo di leggere il prossimo

  • Pover’uomo! Penso sia l’unico personaggio dei vari racconti di incipit a farmi tenerezza!è da dargli un abbraccio fraterno e dirgli che andrà tutto bene! Anche se la tentazione di scegliere di farlo chiamare dalla madre è stata troppo forte.Ma sono sicuro se la caverà egregiamente. Va a braccetto col protagonista di “bad karma”! dovreste mettervi in contatto per fare insieme una storia con tutti e due xD

  • Pingback:

  • Sono troppo curiosa di leggere le scuse che si inventa il nostro incasinato protagonista per giustificare a “mamma” la sua visita alla vicina :D!
    La suoneria di “Call me maybe” m’ha fatto morire XD, un simpaticone l'”ex”amico!

  • In quanto autrice puoi decidere pure di sopprimere il protagonista, cosa già vista e mai perdonata in altre tue opere… ma qua lo devi sopprimere in modo divertente per lo meno ;P E cmq sono curiosa di vedere come prosegue la storia di questo “povero uomo” assediato da donne che ci provano…. Con la carestia di figoni che c’è in giro mi pare pure normale che se ce n’è uno tutte si fiondino… 😉

  • Gran calma signori e signore, conoscendo l’autrice si sta solo scaldando… a breve ne vedremo delle belle, ne sono sicura! Solo l’idea di uno che fa il modello di biancheria intima e viene perseguitato da donne assatanate è esilarante!

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