L’uomo delle buche

La sua prima buca“Se il buon giorno si vede dal mattino, oggi non sarà affatto una bella giornata”, si disse fra sé e sé guardando fuori mentre aspettava che il caffè venisse su nella macchinetta che gli avevano regalato tanti anni prima. Era autunno inoltrato, l’abbassamento della temperatura annunciava che di lì a poco sarebbe arrivato l’inverno. Quella mattina il cielo era plumbeo e doveva tirare un forte vento perché le cime degli alberi ondeggiavano come se da un momento all’altro stessero per cadere.
Fece un’abbondante colazione, consumandola con una celerità poco usuale per le sue abitudini. Si voleva sbrigare perché doveva concludere l’operazione il più velocemente possibile. Prima che si scatenasse la tempesta.
Si vestì in fretta prese il badile e uscì. Fuori l’aspettava la cassa che aveva preparato il giorno prima. La issò sul carretto, vi aggiunse il badile e si avviò verso il fitto del bosco.
Camminò per almeno venti minuti, forse anche per mezz’ora. Un tempo era più allenato, pensò. Con tutto quel che aveva passato avrebbe dovuto conservare la sua agilità e la sua forza, ma il tempo, l’età e gli acciacchi sembravano avere la meglio, ogni giorno di più. Anche l’essersi lasciato andare negli ultimi anni, l’aver rallentato le sue numerose attività lo stavano conducendo ad un’inerzia che, si disse, stava diventando pericolosa. In fondo in fondo era ancora abbastanza giovane, molti alla sua età erano ancora robusti e nel pieno delle loro potenzialità.
Ma lui doveva fare i conti con il suo passato, dal quale i fantasmi uscivano sempre troppo spesso e all’improvviso. Nonostante tutto, non accennavano mai ad andarsene, soprattutto di notte, così si sforzava di pensare sempre al presente nella speranza – vana – di poterli cacciare. Ne risultava un curioso andirivieni, un confronto non voluto realmente, ma che si concludeva sempre con un grande sospiro e con la considerazione che tutto sommato era stato fortunato. Sì, aveva avuto molta fortuna, anche se non sapeva perché era toccata proprio a lui.
Immerso quindi nei suoi pensieri arrivò in una radura. Si fermò un attimo, si guardò intorno e decise che quello era il posto adatto. Lasciò il carretto, ne estrasse il badile e si mise a scavare. Anche quella attività era diventata molto faticosa negli ultimi tempi e ora il vento che gli sferzava il viso e sembrava incurante perfino dei suoi pesanti vestiti lo costringevano di nuovo a pensare al passato.
Ma in quel momento non poteva fermarsi e non poteva distrarsi. Doveva pensare al “qui e ora”, doveva pensare a scavare. Doveva creare una buca abbastanza grande e profonda che potesse contenere la cassa ed essere poi ricoperta senza lasciare alcuna traccia esterna. Poi, soltanto dopo, avrebbe lasciato – forse – lì un segno per ricordarsi di dove l’aveva seppellita. O più probabilmente perché qualcuno, dopo di lui, potesse accorgersene.
Il terreno era molle, il giorno prima era piovuto ed era rimasto umido. Il badile affondava bene, così ci impiegò soltanto un paio d’ore a raggiungere la profondità desiderata. Avrebbe fatto in tempo a tornare a casa per prepararsi un pranzo decente.
Mentre si accingeva a raccogliere l’ultimo grumo di terra, sentì sotto la pala qualcosa di duro. Non doveva essere una radice, ma per capire cosa poteva nascondersi lì sotto avrebbe dovuto scavare ancora a lungo.

Cosa fa l'uomo?

  • Si mette a scavare un'altra buca (0%)
    0
  • Lascia lì la cassa e richiude il tutto non curante di cosa c'è sotto (29%)
    29
  • Continua a scavare (71%)
    71
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246 Commenti

    • Fra, grazie, grazie. Sono sicurissima che tu al posto mio avresti escogitato un finale con i fiocchi!!

      Per il prossimo incipit, in realtà è già più che pronto, ma non sono sicura di essere pronta io ad affrontare a breve un’altra storia su questo bellissimo sito… Comunque continuo a seguirti 🙂

      • Io saro sincera .ai libri che ho seguito perche’ me lo hanno chiesto ed erano avanti nei capitoli ho letto qua e la ma non bene tutto. Bene soltanto ultimo capitolo.Pero avendoli tutti raccolti sul mio profilo dopo tornero a stamparli e leggerli con calma non sul computer perche ‘ mi piace leggere dai fogli o da kindle. Cosi ti potro dire sicuramente un commento per tutto il libro. Spero di poter continuare anche il mio e finirlo chissa cosa uscira’ vorrei solo scrivere quando avro ispirazione cosi non o scritto ancora il secondo capitolo.ciao :))

    • Già, ho aspettato tanto, forse troppo. Ma, come avevo già scritto qualche mese fa, mi piace molto leggere i racconti degli altri. Cosa che naturalmente richiede tempo che, essendo già poco di suo, devo per forza sottrarre alla scrittura.
      Sono contenta che ti sia piaciuta la figura della donna fiera (e onesta, no?)

  • Anche se a un passo dalla fine, ho iniziato a seguirti. Confesso di aver perso tempo perché ormai associo i ‘tanti punti’ a ‘tanti amici, parenti, avatar, ecc.’ e raramente alla qualità. Non è il tuo caso. Ci sono passaggi, in alcuni episodi centrali, degni della migliore letteratura. Brava.

  • Io andrei a vedere il pentimento e il suo sviluppo… Scene di questo tipo purtroppo le abbiamo fin troppo presenti tra telegiornali e incubi vari! Penso che una deriva di altro genere ti possa dare più possibilità di sviluppare la storia in maniera interessante, “delicata” ma allo stesso tempo sconvolgente com’è stata fin’ora!
    Complimenti anche stavolta

    • Umm, sicura sicura che il pedofilo serial killer sia peggio di un aguzzino di una dittatura? Forse le due cose non si escludono nemmeno, vista, ahinoi, la realtà…

      Permettimi un’altra domanda: Secondo te come fa a risalire la china dal “peggio del peggio” ad un pentito che si addolora per i suoi misfatti?

  • Ho votato per “è causa di quella tragedia”.
    Elena, io ho dato il mio voto in base alle mie impressioni dopo aver letto questo episodio, onestamente lasciandomi trasportare dalle sensazioni che mi ha lasciato. Il bello di Theincipit è proprio che la storia può cambiare ad ogni episodio, a prescindere da cosa scrivi ad un dato punto della storia 🙂

    • Bentornata :)!
      Non metto in dubbio la bellezza di Theincipit o la scelta dei lettori. Mi chiedevo soltanto come eventualmente si fa a trasmettere il dolore dei parenti…
      Il cambiare la storia in base alle preferenze dei lettori è un’esperienza veramente molto interessante per cui ringrazio gli amministratori di questo sito.
      Ora vengo a leggere la tua nuova storia 😉

  • Lo so che la MIA storia non è quasi per niente bella… in confronto alle altre è molto brutta, ma potete votare su come continuare e magari darmi qualche consiglio? Io sono ancora principiante e ho solo dodici anni, ma ho bisogno i consigli. La potete leggere per favore? E’ “Sotto gli occhi di tutti”. 😉 PS LA TUA STORIA E’ MOLTO INTERESSANTE!

    • Direi che in questo caso mi hai letto nel pensiero: ora pubblico l’episodio che avevo effettivamente scritto prima del tuo commento, ma che non avevo ancora messo online perché non trovavo il tempo per rivederlo un attimo con calma.

      Sono molto contenta che ti sia piaciuta. Ora aspetto il tuo feed-back (come quello di altri) per questo nuovo episodio (grazie :D)

  • I commenti sono tutti per il contenuto della cassa (fogli/cartoline o gamba) disseppellita, ma qualcuno ha votato anche per l’altro, quello della cassa che doveva essere interrata, rendendo le due opzioni a pari merito. Se non commenta, però, lascerò quest’ultima in stand by per i capitoli successivi.
    Curioso anche notare, che nonostante il suggerimento della pala magica (a me era piaciuta molto l’idea), della scimmia, ecc. nessuno ha scelto “degli altri oggetti ritrovati”. ..

  • Voto per le cartoline e i fogli. Magari potrebbero essere foto della bambina (o bambino? Alla fine una bambola è solo un oggetto qualunque) di quando era in vita e i fogli una lettera, magari una specie di “confessione” confusa di qualcuno..chi lo sa..
    Son proprio curioso di vedere come andrà avanti la storia! Complimenti!

  • Sono incuriosita dalle cartoline e dai fogli!
    Per me potrebbero essere lettere, cartoline scritte dalla bambina(/o) ritrovata nella scatola… tipo per la festa della mamma/papà… quel genere di cose che si prepara a scuola..
    Anche vecchi disegni..

    Quando leggo i tuoi capitoli mi ritrovo troppo presto alla fine e avrei già voglia di leggere il prossimo..

    • Ottimi suggerimenti, grazie 🙂

      Interpreto quanto scrivi come un grande complimento che mi lusinga e mi stimola moltissimo. Per quanto riguarda la lunghezza, questa volta ho dovuto lavorare un po’ più del solito solo per accorciarlo affinché rientrasse nel limite delle 4000 battute. E pensare che in genere ho sempre avuto e spesso ho tuttora il problema contrario: come allungare i miei scritti sempre troppo corti per gli standard richiesti…
      Per quanto riguarda invece la frequenza dei capitoli, avrei voluto scriverlo prima, ma fra le cose da fare in genere e il curiosare in questo sito, il tempo vola e non permette di dedicarsi a tutto. Mi piace moltissimo qui leggere i racconti degli altri, anche se non sempre commento e/o voto e questo richiede più impegno di quanto avessi previsto quando mi sono iscritta.

  • Ero un po’ indecisa su cosa votare..
    Mi piaceva l’idea di un’oggetto legalo al suo passato..
    Se non è un sasso, magari può essere una cassetta di legno con all’interno una vecchia fotografia… Oppure delle vecchie cartoline scritte dal protagonista tanti anni prima..
    Bella storia, ti seguo!!

  • 😀
    In effetti sì, avrei dovuto porre le tre domande sul cosa c’era sotto e/o sul contenuto della cassa, ma ieri sera era tardi e volevo andare a dormire… 😉

    Anch’io avevo pensato sia al cadavere sia agli oggetti che lo legavano al passato e, nel primo caso, a due opzioni: una persona o un animale…

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